Vincenzo Trigona, marchese di Canicarao

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Vincenzo Trigona Beneventano
Marchese di Canicarao
Marchese di Dainammare
In carica ? –
1912
Predecessore Giuseppe Salvatore Trigona Impellizzeri
Successore Giuseppe Trigona Scammacca
Trattamento Sua Eccellenza
Altri titoli Barone di Frigintini, barone di Salina (Pantano del Rovetto), signore di Bauli, Ursitto, Grampoli con Stafenda, Imbaccari e Misilini
Nascita Noto, 19 dicembre 1829
Morte Catania, 1912
Dinastia Trigona di Canicarao
Padre Giuseppe Salvatore Trigona Impellizzeri
Madre Concetta Beneventano Trigona
Consorte Maria Scammacca della Bruca
Figli Giuseppe
  • Guglielmo
  • Luigi
Religione Cattolicesimo
Vincenzo Trigona, marchese di Canicarao
Vincenzo Trigona, marchese di Canicarao.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature VIII, IX, X, XI, XVIII
Collegio Noto

Dati generali
Professione possidente

Vincenzo Trigona Beneventano, marchese di Canicarao (Noto, 19 dicembre 1829Catania, 1912), è stato un nobile e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Noto, in provincia di Siracusa, nel 1829, da Giuseppe Salvatore, VIII marchese di Canicarao, e da Concetta Beneventano Trigona dei baroni del Bosco. Nel 1851, sposò la nobildonna catanese Maria Scammacca dei baroni della Bruca, da cui ebbe tre figli.[1][2]

Possidente agricolo ed alto esponente dell'aristocrazia netina[3], fu deputato del Regno d'Italia per cinque legislature (VIII, IX, X, XI, XVIII). Fu membro della Società Generale degli agricoltori italiani come rappresentante della provincia di Siracusa.[4]

Morto a Catania nel 1912, fu suo nipote Emanuele Trigona, ingegnere, dirigente d'azienda e politico, figlio del primogenito Giuseppe.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario della Nobiltà Italiana, Giornale araldico, 1885, p. 687.
  2. ^ a b V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. 6, Forni, 1981, pp. 713-714.
  3. ^ M. Fiume, Sibilla arcana: Mariannina Coffa (1841-1878), Lussografica, 2000, p. 23.
  4. ^ L'Italia Agricola, Società agraria di Lombardia, 1872, p. 333.

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