Villa di Massenzio

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Villa di Massenzio
Appia-Massenzio-Romolo-001.JPG
Sepolcro di Romolo e Villa di Massenzio.
Civiltà Romana
Utilizzo Villa romana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma
Dimensioni
Superficie n.d.
Amministrazione
Ente Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Responsabile Claudio Parisi Presicce
Visitabile Martedì-domenica 10.00-16.00. 24 e 31 dicembre 10.00-14.00 (la biglietteria chiude mezz'ora prima)
Sito web www.villadimassenzio.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°51′19.65″N 12°31′09.85″E / 41.855458°N 12.519403°E41.855458; 12.519403

La villa di Massenzio è una villa imperiale di Roma, costruita dall'imperatore romano Massenzio. Il complesso si trova tra il secondo e terzo miglio della via Appia antica, ed è costituito da tre edifici principali: il palazzo, il circo di Massenzio ed il mausoleo dinastico, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare Massenzio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I resti delle costruzioni massenziane si configurano come l'ultimo atto della trasformazione di una originaria villa rustica repubblicana (II secolo a.C.) costruita in posizione scenografica sul declivio di una collina rivolta verso i Colli Albani.

All'età giulio-claudia si ascrivono i due ninfei orientati verso la via Appia, a uno dei quali - ancora visibile e recentemente riscavato - si addossò molto più tardi un casale. Nel II secolo poi la villa subì una radicale trasformazione ad opera di Erode Attico che la inglobò nel suo Pago Triopio[1].

La proprietà passò poi nel demanio imperiale, e fu a questo punto che, all'inizio del IV secolo, Massenzio vi fece costruire la villa, il circo e il mausoleo di famiglia, nel quale fu deposto (forse per primo) il figlio Valerio Romolo morto adolescente.

La sconfitta di Massenzio ad opera di Costantino determinò probabilmente il precoce abbandono dell'impianto (si pensa che l'ippodromo non sia stato neppure mai usato, da Massenzio), e il fondo passò nel Patrimonium Appiae (citato già al tempo di papa Gregorio I (alla fine del VI secolo) tra i patrimonia ecclesiastici). Il circo – detto «Girulum» - è citato in un documento di permuta di terreni tra soggetti ecclesiastici dell'850[2].

La grande tenuta passò poi ai Conti di Tuscolo, poi ai Cenci, poi ai Mattei ai quali si riferiscono i primi scavi, nel XVI secolo.

Gli scavi[modifica | modifica wikitesto]

A metà del Settecento una nuova costruzione rustica fu addossata al pronao del mausoleo; il resto del complesso antico - allora indicato come Circo di Caracalla - era pressoché totalmente interrato, se nel 1763 Giuseppe Vasi poteva descriverlo così:

« Rimane solamente di questo Circo, che da alcuni viene stimato per opera di Gallieno, un masso di materia laterizia che era l'ingresso principale, ed il piantato d'intorno al Circo, in mezzo del quale fu ritrovato l'obelisco egizio che ora si vede sul nobilissimo fonte di piazza Navona. »

Poco dopo, nel 1825, la tenuta fu acquisita da Giovanni Torlonia (che una ventina d'anni prima aveva già comprato la tenuta di Roma Vecchia e il relativo marchesato). Fu in quell'occasione che vennero condotti nel complesso i primi scavi sistematici voluti dal Torlonia (allora ancora solo duca di Bracciano), ma suggeriti, nei modi e nella finalizzazione, da Antonio Nibby. Alla fine di otto mesi di difficile scavo (in un terreno - annota il Nibby nella sua Dissertazione - «maligno e sì duro che il tufa stesso sarebbe sembrato più molle») il circo era interamente riemerso fino alla Porta trionfale sulla via detta Asinaria. E proprio nei pressi di quella porta furono trovate due iscrizioni, una delle quali indicava Massenzio come committente e il figlio Romolo come dedicatario del monumento. Nel descrivere lo scavo, Nibby nota minuziosamente la mediocre qualità delle murature e delle stesse lastre di marmo delle iscrizioni, che data perciò al IV secolo. Egli sottolinea, inoltre, come la fabbrica non sia mai stata restaurata, in antico. I Torlonia continuarono poi a far scavare lungo tutto l'Ottocento (1877, 1883).

Il complesso archeologico venne infine acquisito per esproprio dal Comune di Roma nel 1943; nel 1960, in occasione delle Olimpiadi di Roma, si provvide allo sterro di tutto il circo nonché al consolidamento delle murature perimetrali, cui seguirono lo scavo parziale degli edifici del palazzo, il restauro della spina, del quadriportico e del mausoleo. Varie altre campagne di scavo e consolidamento si sono susseguite da allora, nel 1975-77, nel 1979 e nei primi anni 2000.

Dal 2008 la Villa di Massenzio fa parte del sistema dei Musei in Comune. Da Dicembre 2012 il sito fa parte del progetto Aperti per Voi del Touring Club Italiano dove decine di volontari si alternano per accogliere i visitatori, il cui numero è in costante crescita anche grazie all'accesso gratuito entrato in vigore da fine Agosto 2014[3].

Complesso[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento più noto di tutto il complesso è il Circo di Massenzio, l'unico dei circhi romani ancora ben conservato in tutte le sue componenti architettoniche.

All'interno di un quadriportico allineato sulla via Appia antica, si erge il mausoleo dinastico, noto anche come tomba di Romolo dal nome di Valerio Romolo, giovane figlio dell'imperatore che qui fu presumibilmente sepolto.

L'accesso al sito consente anche l'accesso al vicino complesso del Mausoleo di Cecilia Metella.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per il Pago Triopio si veda la scheda di Appia Annia Regilla, moglie di Erode Attico e nel cui patrimonio personale era il vastissimo fondo.
  2. ^ Così in Nibby, op. cit. p. 5.
  3. ^ Per l'informativa sulle nuove tariffe si veda nel sito del Comune di Roma

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]