Villa De Vecchi

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Villa De Vecchi
Villa De Vecchi.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàCortenova
IndirizzoVia Provinciale 2
Coordinate46°00′12.58″N 9°23′15.85″E / 46.003495°N 9.387737°E46.003495; 9.387737Coordinate: 46°00′12.58″N 9°23′15.85″E / 46.003495°N 9.387737°E46.003495; 9.387737
Informazioni generali
CondizioniAbbandonata
CostruzioneDal 1854 al 1858
Inaugurazione1858
StileEclettico
Piani3
Realizzazione
ArchitettoAlessandro Sidoli
CommittenteFelice De Vecchi

Villa De Vecchi è una villa del XIX secolo situata a Cortenova, un paese in provincia di Lecco. Negli anni post costruzione fu un edificio molto curato con annesso un grande giardino. Col passare degli anni, a causa dell'abbandono e di alcuni atti vandalici la villa ha perso il suo fascino iniziale.

La storia della villa[modifica | modifica wikitesto]

La Villa De Vecchi, soprannominata Casa Rossa per via del suo originario colore, fu voluta da Felice De Vecchi, uno dei protagonisti dell'epoca in cui ci fu il Risorgimento italiano. Spettacolari erano gli arredamenti; il conte aveva infatti una grande passione per l'oriente e aveva guarnito la villa con molti oggetti provenienti da varie parti del mondo. Oltre alle molte suppellettili collocate nei tre piani che la compongono, la villa aveva un parco annesso, contenente un grande giardino esterno con, a quanto pare, una fontana oggi misteriosamente scomparsa.[1]

Fu iniziata nel 1854 e terminata nel 1858, finanziata da Felice de Vecchi e progettata dall'architetto Alessandro Sidoli, un architetto eclettico della seconda metà dell'Ottocento. Il conte invece era a capo della Guardia nazionale italiana e partecipò alle Cinque giornate di Milano. La villa venne ufficialmente abbandonata nel 1938 dagli eredi della Famiglia De Vecchi; negli anni successivi fu abitata da alcuni sfollati, poi nel 1959 la tenuta venne acquistata dai Medici di Marignano.

All'inizio degli anni ottanta, il complesso venne rilevato da alcune famiglie di imprenditori locali. Nel frattempo la villa venne depredata della mobilia e vandalizzata. Ormai da decenni si trova in uno stato di abbandono; con il passare degli anni sono nate leggende su fantasmi e presenze soprannaturali. Inoltre le foto della villa sono state pubblicate sul sito internet statunitense Buzzfeed, su buzzfeed.com., che vanta circa 40 milioni di letture al mese, vicino ad altre sei case stregate scelte tra quelle di tutto il mondo. L'edificio è situato sui monti Valsassinesi ed è conosciuta localmente come "la Villa dei Fantasmi" dato che l'edificio abbandonato è stato presumibilmente il luogo di un omicidio.[2]

Leggende metropolitane[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni si sente sempre più parlare delle sospette presenze che sarebbero presenti nella villa. Dai racconti popolari è emerso che durante le notti del solstizio d'estate o quello d'inverno si possa sentire un lamento femminile proveniente dall'interno, appartenente presumibilmente all'amante dello storico proprietario, morta all'interno delle mura, a causa di un omicidio. Inoltre, si racconta che la casa sia il luogo in cui, con il passare degli anni, sono avvenuti dei suicidi a cui le autorità non sono riuscite a dare una descrizione accurata. Invece, è dimostrato che non sia mai stato commesso nessun crimine al suo interno. Oltre alle grida, è stata tramandata la leggenda del pianoforte; si racconta che nelle ore notturne, è possibile udire un suono di pianoforte proveniente dalla sala, dove tuttora è presente un vecchio piano, ormai distrutto. In un'intervista di un noto giornale milanese al Signor Giovanni Negri, figlio di Antonio, ultimo custode della tenuta, si evince che tutte le voci che ruotano intorno a Villa De Vecchi, sono infondate. Nell'edificio non sono mai avvenuti, né omicidi, né morti misteriose, tanto meno messe sataniche.[3] Oggi l'edificio risulta in uno stato di abbandono, per tutelare la sicurezza, il comune ha posto delle recinzioni intorno all'abitazione che, col passare degli anni, ha perso la sua bellezza, diventando pericolante e inagibile.[1]

Rimessa a nuovo futura[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli ultimi anni ha avuto luogo una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla villa, tenuta dal Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con l'amministrazione comunale. Nel 2012 furono raccolte 250 firme che però non sono servite per la ristrutturazione della villa. I vecchi proprietari si erano disposti a cederla anche gratuitamente per riuscire a rivalorizzare la bellezza ormai perduta della villa. Il F.A.I. non può prendere in carico la situazione dato che servirebbero circa 6 milioni di euro per la ristrutturazione. Il futuro della villa pare molto incerto, dato che la Provincia di Lecco e la Sovrintendenza ai beni culturali hanno stabilito un pericolo alla parete della montagna limitrofa di tipo idrogeologico medio-alto, bloccando così, per il momento, ogni possibile intervento di restauro.[4]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'architetto che progettò la villa fu Alessandro Sidoli, morto in giovane età, fu a capo di un tipo di architettura definita eclettica. Il conte nonché finanziatore girò l'Europa, infatti nella villa furono trovate contaminazioni di architetture come quella bulgara, moresca o rumena. Essendo un edificio dell'Ottocento, anni in cui si creavano strutture solidissime, infatti presenta delle mura molto spesse e l'usura causata dagli agenti atmosferici impiegherà molto tempo prima di riuscire a consumarla per intero.[4]

In architettura l'eclettismo definisce quelle architetture legate ad una concezione storicistica dell'architettura da un lato e che nel contempo tendono ad un'unità sincretica, con la mescolanza di elementi ripresi da diversi movimenti storici ma anche esotici e contemporanei. Le prime manifestazioni si verificarono nell'Inghilterra settecentesca e perdurarono per tutto l'Ottocento e parte del Novecento. Assimilabili a questo filone anche alcune sperimentazioni della corte dei Borboni di Napoli che a Palermo, nel periodo del rifugio dalla Repubblica Napoletana del 1799, come nella Palazzina Cinese.

Nelle manifestazioni dell'eclettismo del primo ottocento le forme riprese erano in generale quelle classiche. Infatti si sviluppò principalmente l'Architettura neoclassica che si manifestò con il recupero di concetti e forme del classicismo greco (architettura neogreca), del Rinascimento (architettura neorinascimentale) e del Barocco (architettura neobarocca). Nei decenni successivi si svilupparono delle tendenze di recupero dell'architettura medievale che si manifestò con l'Architettura neogotica, neoromanica e neobizantina. Verso la fine del XIX secolo e i primi del XX ebbero molto spazio i riferimenti alle architetture esotiche (soprattutto dell'Oriente) come l'Architettura neoegizia, l'Architettura islamica (Architettura neomoresca), ma anche l'architettura cinese e indiana.

Nel XX secolo si aggiungono anche caratteri stilistici dell'architettura modernista e dell'Art Nouveau. Il termine fu introdotto nel 1700 da Johann Joachim Winckelmann, teorico del neoclassicismo nelle arti figurative per indicare l'opera dei Carracci e la dottrina estetica da essi propugnata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Villa De Vecchi e i suoi misteri, su misteridelmondo.it (archiviato dall'url originale il 23 maggio 2016).
  2. ^ Dalla casa abbandonata il suono di un pianoforte, su ilgiorno.it.
  3. ^ Ma quali spettri: vi racconto io la vera storia della Casa Rossa, su milano.corriere.it.
  4. ^ a b Cortenova di Bindo, su milombardia.gazzetta.it (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2016).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]