Villa Palmieri

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Coordinate: 43°47′47.85″N 11°16′41.65″E / 43.796625°N 11.278236°E43.796625; 11.278236

Villa Palmieri in una cartolina del 1896
Ingresso alla villa

« Il veder questo giardino, il suo bello ordine, le piante e la fontana co' ruscelletti procedenti da quella, tanto piacque a ciascuna donna e a' tre giovani che tutti cominciarono ad affermare che, se Paradiso si potesse in terra fare, non sapevano conoscere che altra forma che quella di quel giardino gli si potesse dare. »

(Giovanni Boccaccio, Decameron, introduzione alla Terza Giornata)

Villa Palmieri si trova in via Giovanni Boccaccio a Firenze.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La villa esiste fin dal XIV secolo ed apparteneva in origine alla famiglia Fini, che nel 1454 la cedette a Matteo di Marco Palmieri, la cui famiglia diede il nome alla tenuta. Nel 1697 Palmiero Palmieri iniziò una ristrutturazione della tenuta, creando una terrazza verso sud, un loggiato a cinque arcate e le scalinate curvate ("a tenaglia") che conducono al giardino dei limoni. In un controverso restauro del dopoguerra sono andate perdute le decorazioni barocche che ornavano la facciata[1].

Nel 1760 fu acquistata dal terzo conte Cowper e, successivamente, del conte inglese di Crawford e Belcaress (1847) che iniziò una ristrutturazione del giardino per creare un parco all'inglese con numerose piante esotiche, architetture a effetto (come la splendida vasca chiamata Fonte dei tre visi) e una cappellina in stile neo-barocco.

Oggi la parte più antica rimasta è il giardino dei limoni, caratterizzato dal disegno geometrico delle aiuole recintate da siepi di bosso dove nella stagione calda vengono sistemati, in posizioni simmetriche attorno alla fontana circolare, gli orci di terracotta contenenti le piante di agrumi. L'antichità della sistemazione è anche testimoniata da un'incisione settecentesca di Giuseppe Zocchi. Su alcuni alberi sono applicate delle targhe che ricordano i soggiorni della Regina Vittoria d'Inghilterra durante la sua visita a Firenze sul finire dell'Ottocento.

Luogo del Decameron[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Boccaccio, nella Terza Giornata del Decameron, descrisse il giardino paradisiaco alle porte di Firenze dove si riunivano i giovani che raccontano le sue novelle. Dalla descrizione pare che il giardino sia affacciato a sud verso Firenze, quindi alle pendici di Fiesole. Non sono molte le ville di origine trecentesca in quella zona e quasi certamente si tratta di villa Palmieri, già all'epoca dotata di ampi poderi, prati e fonti d'acqua descritte dal Boccaccio. La questione è che nel circondario della villa esistevano diversi edifici annessi, a loro volta poi diventate ville, che hanno pari chanche della villa principale di aver dato l'ispirazione a Boccaccio. Tra queste ci sono la villa secondaria nel parco di villa Palmieri, oggi detta villa Benelli dal nome della famiglia che vi abita, oppure villa Schifanoia, che un tempo era inclusa tra le proprietà di villa Palmieri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ines Romitti e Mariella Zoppi, Guida ai Giardini di Fiesole / Gardens of Fiesole, Alinea Editrice, Firenze 2000 isbn 8881254182

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giardini di Toscana, a cura della Regione Toscana, Edifir, Firenze 2001.
  • Georgina Masson, Giardini d'Italia, Officina Libraria, Milano 2010. ISBN 978-88-89854-18-1

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