Villa Niscemi

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«La villa è sempre lì, grazie a Dio, la cara vecchia casa con i balconi e le due terrazze, cotta dal sole, stanca sotto il peso della buganvillea che ne ricopre la facciata, ma fieramente eretta in mezzo al suo romantico giardino all'inglese»

(Fulco di Verdura)
Villa Niscemi
2012-11-03 Villa Niscemi Palermo 2560x1920.jpg
Villa Niscemi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàPalermo
Coordinate38°09′53.53″N 13°20′03.41″E / 38.164869°N 13.334281°E38.164869; 13.334281Coordinate: 38°09′53.53″N 13°20′03.41″E / 38.164869°N 13.334281°E38.164869; 13.334281
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Stilerinascimentale
Piani3
Realizzazione
ProprietarioComune di Palermo
CommittenteValguarnera

Villa Niscemi ai Colli è una villa di Palermo, situata nella Piana dei Colli, a nord della città, confinante con il Parco della Favorita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La villa è stata la residenza principale per almeno tre secoli della famiglia Valguarnera di Niscemi.[1]

Nella villa passò la sua infanzia Fulco di Verdura, celebre artista e gioielliere del XX secolo, figlio di Carolina di Valguarnera.[2]

Nel 1987, le discendenti della casata (anche se per ordine di età, l'ultima Valguarnera, ad oggi, è la figlia del cugino primo Corrado, Maria Carolina Valguarnera), Margherita (detta Maita) Valguarnera e Maria Immacolata (detta Mimì) Valguarnera, Principessa Romanov, hanno venduto il complesso monumentale al Comune di Palermo che ne ha fatto sua sede di rappresentanza.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo principale su due elevazioni conserva tracce di preesistenti strutture tardo seicentesche, quando la villa era un baglio agricolo.

Nel XVIII secolo, sulla scia della moda delle villeggiature estive, la tenuta viene rilevata dai Valguarnera, per farne luogo di delizia. Il sito era ricco di selvaggina e animali rari, per cui ben si prestava all'uso di "casina" di caccia. Il parco della villa confinava con la Real Tenuta della Favorita, luogo prediletto per la caccia dai Borboni durante il loro esilio siciliano agli inizi dell'Ottocento. Fu questo il periodo d'oro di Villa Niscemi, che ospitò nelle sue sale gli stessi Ferdinando IV e Maria Carolina d'Austria. Infatti, i Valguarnera riconfigurarono completamente il complesso preesistente, rimaneggiando gli esterni in chiave tardo-settecentesca e ancor più gli interni, arricchendoli di affreschi, quadri, damaschi e opere d'arte.

All'interno, arredi, quadri, suppellettili evocano il fascino di un tempo perduto, anche se i più importanti arredi furono portati via dalla villa prima della vendita. Dal 1881 fino alla morte, nel 1896, architetto della fabbrica fu Giovan Battista Palazzotto, il quale intervenne progettando la decorazione di alcune sale del piano nobile tra cui la grande sala d'ingresso dove spicca il grande camino in pietra da lui disegnato e realizzato dallo scultore Vincenzo La Parola e la Biblioteca con il camino in legno, oggi studio del Sindaco. Al medesimo architetto si deve l’attuale scala di accesso e parte della sistemazione del secondo piano. Nella sala verde spicca l'affresco che ritrae Carlo Magno concedere lo stemma dei Valguarnera.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La residenza estiva dei Valguarnera, principi di Niscemi, fu il Palazzo Niscemi a Giardinello, nonché oggi centro storico del comune giardinellese.[3]

La residenza urbana della famiglia era Palazzo Valguarnera di Niscemi, di fondazione tardo quattrocentesca, sito in piazza Valverde a Palermo, il cui prospetto fu rifatto in stile neoclassico. Oggi ospita la Scuola media Gagini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La villa Niscemi Archiviato il 15 ottobre 2009 in Internet Archive. comune.palermo.it
  2. ^ LiberOnWeb - Home Page, su liberonweb.com. URL consultato il 6 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2007).
  3. ^ Palazzo Niscemi (Valguarnera) a Giardinello

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Requirez, Le ville di Palermo, Palermo, Flaccovio, 1996.
  • Fulco di Verdura, Estati Felici: un'infanzia in Sicilia, Milano, Feltrinelli, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]