Villa Luisa (Alcamo)

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Villa Luisa
Villa Luisa.jpg
Veduta lato nord
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàAlcamo
IndirizzoVia Rossotti,57
Coordinate37°58′57.04″N 12°58′01.7″E / 37.98251°N 12.96714°E37.98251; 12.96714Coordinate: 37°58′57.04″N 12°58′01.7″E / 37.98251°N 12.96714°E37.98251; 12.96714
Informazioni generali
Condizioniottimo
CostruzioneXIX secolo
Usocivile

Villa Luisa è un palazzo nobiliare che si trova nel centro storico di Alcamo, nella provincia di Trapani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa villa, così elegante e in stile Liberty, che ha preso il nome della moglie del proprietario, Stefano Chiarelli Peria, fu costruita probabilmente nel 1903;[1] è ubicata nel centro di Alcamo, che è ricca di antichi palazzi e splendide chiese.

Non si conosce il nome dell’architetto che l’ha progettata, ma somiglia molto alla Villa Paino di Palermo, di proprietà pure della famiglia Chiarelli Rossotti, e il cui progetto è attribuito all’ingegnere Francesco Naselli della scuola di Ernesto Basile.[2]

La villa è stata utilizzata come sala da ballo e per ricevimenti nuziali negli anni settanta, poi come scuola materna negli anni ottanta. Oggi, dopo la ristrutturazione fatta nel 1980, è diventata una raffinata abitazione civile, con alberi di vario tipo al suo interno, e fiori multicolori: una vera oasi di pace.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La villa ha un fine stile Liberty tendente al moresco; è ad un solo piano rialzato ed è larga circa 350 metri quadri, con all’interno un magnifico giardino arricchito da fontane e eleganti sedili.

Sul prospetto principale (sul quale tuttora domina lo stemma del proprietario e le sue iniziali) c’è una grande balconata, con una bella balaustra in marmo, con degli intagli a forma di croce greca, e cinque artistiche aperture. All’interno ci sono 14 stanze, al centro di esse il salone delle feste, largo circa 110 metri quadrati.[2]

A seguito della ristrutturazione nel 1980, fatta su progetto degli architetti Valeria De Folly, Dannis e Carlo Bruschi, questa sala è ora diventato uno spazio più funzionale come un angolo ricco di piante diverse, illuminato da un grande lucernario e un grosso lampadario bianco in vetro di Murano del 1943.[2]

L’arredamento risulta molto appropriato, avendo mantenuto i mobili di famiglia del primo '900; sono presenti anche due splendidi caminetti realizzati in marmo grigio, uno nel salone e un secondo nella camera da letto principale. Quello nel salone presenta dei disegni geometrici, con lo stemma dei baroni Rossotti Chiarelli, sovrastato da una corona baronale.[2] Il secondo camino presenta alcune decorazioni floreali, con lo stemma della famiglia posto al centro di esso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su comune.alcamo.tp.it. URL consultato il 10 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2016).
  2. ^ a b c d Roberto Calia: I Palazzi dell'aristocrazia e della borghesia alcamese; Alcamo, Carrubba, 1997

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]