Villa Favorita (Ercolano)

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Villa Favorita
Ercolano il Miglio d'Oro Villa Reale della Favorita.JPG
La facciata della Real Villa della Favorita sul Miglio d'Oro a Ercolano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
Coordinate40°48′01.04″N 14°21′17.06″E / 40.80029°N 14.35474°E40.80029; 14.35474Coordinate: 40°48′01.04″N 14°21′17.06″E / 40.80029°N 14.35474°E40.80029; 14.35474
Informazioni generali
Condizioniurgenza di recupero e restauro
Costruzione1762 - 1792
Inaugurazione1768
Piani2
Realizzazione
ArchitettoFerdinando Fuga
Appaltatorefamiglia Beretta
ProprietarioMinistero di Grazia e Giustizia
CommittenteStefano Reggio e Gravina, principe di Aci e Campofiorito (1700-1790), Ferdinando IV di Borbone, Maria Carolina d'Austria, Ferdinando II.

La Villa Favorita di Ercolano, più esattamente Real Villa della Favorita, è situata nel tratto di Corso Resina (al civico 291) denominato Miglio d’Oro. È una delle più sontuose ville vesuviane del XVIII secolo. Fu realizzata nel 1768 da Ferdinando Fuga e nel 1792 fu acquistata da Ferdinando IV di Borbone che la destinò a residenza reale.

Attualmente è proprietà del Ministero di Grazia e Giustizia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando Fuga, già impegnato a Napoli, realizzò l'edificio a partire dal 1762 su un preesistente casino appartenente alla famiglia del Duca Beretta di Simari. Dopo poco la villa e il parco furono acquistati da Stefano Reggio e Gravina, principe di Jaci e di Campofiorito (1700-1790). Nel 1768, a lavori appena conclusi, il principe organizzò un fastoso ricevimento in onore dei Principi reali Ferdinando e Maria Carolina d'Austria, novelli sposi e al quale parteciparono anche il Granduca Leopoldo di Toscana, con la consorte Maria Luisa di Borbone, che sarebbero divenuti Imperatori d'Austria.

Alla morte del principe di Aci, nel 1792 la villa entrò nel patrimonio del sovrano, secondo le volontà testamentarie del principe. Ferdinando IV di Borbone vi trasferì l'Accademia degli Ufficiali di Marina.

Nel 1799 la villa fu restaurata e abbellita e il parco fu ampliato fino al mare con l'acquisizione della casina dei Zezza. Sulla costa fu realizzato un approdo per consentire l'accesso dal mare. A seguito degli eventi che portarono alla nascita e alla caduta della Repubblica Partenopea, Ferdinando IV fece ritorno a Napoli da Palermo sbarcando alla Favorita il 27 giugno 1802. Il re donò la villa al suo secondogenito Leopoldo, principe di Salerno, che realizzò un nuovo corpo di fabbrica adiacente, scuderie e depositi ma soprattutto la impreziosì con giochi (i modellini si trovano esposti al Palazzo Reale di Caserta) e intrattenimenti alla moda tra cui balançoires a foggia di cavallo, barca, e sedia e la palazzina delle montagne russe e lo rendeva accessibile ai sudditi nei giorni di festa.

Anche durante il regno di Gioacchino Murat la villa fu utilizzata dal sovrano francese in occasione di feste di corte. Con il ritorno dei Borbone la villa fu nuovamente restaurata e ridecorata da Enrico Alvino per volontà di Ferdinando II.

Tra il 1879 e il 1885 il governo italiano ospitò Ismāʿīl Pascià, deposto Kedivè d'Egitto venuto in esilio in Italia. Molti ambienti del primo piano furono decorati in uno stile orientale “alla turca”.

Nel 1893 la villa fu acquistata dal demanio dalla principessa di Santobuono che la tenne fino al 1936 e tornò al demanio per essere poi destinata ad usi militari. La sezione del parco sul mare fu ceduta a privati e da allora ha seguito un corso di eventi indipendenti dal resto della villa.

Nell'immediato dopoguerra ospitò il convitto dei Salesiani per l'educazione e l'assistenza agli orfani di guerra. Attualmente è di proprietà del Ministero di Grazia e Giustizia ed appartiene alla Scuola Superiore di Polizia Penitenziaria.

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio su Corso Resina presenta una facciata a due piani scandita da coppie di lesene e interrotta dai due portali laterali in piperno e dalle due finestre centrali di cui quella superiore, in corrispondenza del salone ellittico, apre su un balcone anch'esso in piperno ed è sormontata da stemmi nobiliari. Ma l'elemento più significativo è la grande scalea semicircolare in pietra che si apre sulla facciata posteriore, mettendo il comunicazione la terrazza dinanzi al grande salone ellittico con il parco retrostante.

L'apparato decorativo interno è molto interessante perché frutto dell'alternarsi di stili e gusti dei proprietari che si sono succeduti. Philip Hackert dipinse tra il 1787 e il 1797 le vedute dei porti del Regno di Napoli (trasferiti nel 1879 alla Reggia di Caserta), mentre le sale al primo piano furono ridecorate in stile arabeggiante in occasione soggiorno di Ismail Pascià. Al secondo piano vi sono ambienti decorati in stile cinese. Il salone centrale era decorato con un grandioso pavimento a mosaico in marmo proveniente dalla villa di Tiberio a Capri ed oggi sito nel Museo di Capodimonte a Napoli. Adiacente l'edificio principale vi è una piccola cappella e un corpo di fabbrica a tre piani realizzato per volontà di Leopoldo di Borbone per ospitare più comodamente la corte.

Il parco, che necessita di un intervento di risanamento, ospita peschiere e chioschi in stile moresco. Nonostante fosse separato dalla parte inferiore sul mare, resta l'area verde storica più grande della costa vesuviana dopo il parco della Reggia di Portici.

Il Parco sul Mare della Villa Favorita[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco sul Mare della Villa Favorita è quella parte del parco della Real Villa che Ferdinando IV acquistò dai Zezza per creare un'unica grande area verde che conducesse dalla villa sul Miglio d'Oro a mare. Qui furono realizzati gli interventi decorativi e ricreativi da parte di Leopoldo di Borbone.

Un angolo del Parco sul Mare della Villa Favorita ad Ercolano

A fine Ottocento fu alienato e destinato per buona parte ad uso agricolo. A fine anni sessanta del secolo scorso fu separato anche fisicamente dal parco superiore con la realizzazione dell'attuale via Gabriele D'Annunzio.

In seguito al terremoto del 23 novembre 1980 il parco fu adattato dal Comune di Ercolano a campo container per gestire l'emergenza abitativa.

Acquisito dall'Ente per le Ville Vesuviane, l'area del Parco a Mare della Favorita è stata risistemata a prato e lecceto, e sono stati restaurati gli edifici presenti tra cui la Palazzina delle Montagne Russe e la bella Palazzina dei Mosaici così chiamata per il rivestimento dei muri del vestibolo e del salone con cocci multicolori di madreperla e porcellana che formano eleganti cornici policrome.

Al termine del parco un passaggio sottoposto alla linea ferroviaria conduce all'approdo borbonico, costituito da due cafehaus con torrette simmetriche davanti ai quali si apre una piccola esedra da cui si accede sul molo, ricostruito nel 1989 e ulteriormente nel 2004 con l'apposizione di una barriera frangiflutti per proteggerlo dalle mareggiate e una piattaforma di ormeggio per i collegamenti marittimi con Napoli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Carotenuto, Ercolano attraverso i secoli, Napoli, 1980
  • Comune di Ercolano, RiscoprirErcolano, Ercolano, 2000
  • Giuseppe Oreste Graziano, Maria Carmela Masi, Le collezioni della Reggia di Caserta: I dipinti, vol. I, Caserta 2017

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