Villa Annoni (Cuggiono)

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Villa Annoni
VillaAnnoniCuggiono.png
Il fronte d'onore di villa Annoni a Cuggiono
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Cuggiono
Indirizzo Piazza XXV Aprile
Coordinate 45°30′14.54″N 8°48′59.76″E / 45.50404°N 8.8166°E45.50404; 8.8166Coordinate: 45°30′14.54″N 8°48′59.76″E / 45.50404°N 8.8166°E45.50404; 8.8166
Informazioni
Condizioni in uso
Costruzione 1805 - 1809
Inaugurazione 1809
Uso municipio
Realizzazione
Architetto Leopold Pollack
Giuseppe Zanoia
Costruttore Alessandro Annoni
Proprietario Comune di Cuggiono

Villa Annoni è una villa storica ottocentesca sita a Cuggiono, nella città metropolitana di Milano. Il palazzo accoglie dal 2007 il municipio cittadino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Villa Annoni: la facciata verso il parco

Villa Annoni è una maestosa villa neoclassica che venne commissionata a fine Settecento dal ricco possidente milanese Alessandro Annoni, che a Cuggiono possedeva vasti terreni. La famiglia, discendente dal ricco banchiere Paolo Annoni (XVII secolo), voleva a tutti i costi emergere per grandezza e bellezza al pari di altre famiglie che pur disponendo di grandi proprietà non vantavano la nobiltà tradizionale. La villa di Cuggiono, malgrado la sua natura di residenza di campagna, venne quindi concepita dall'Annoni come l'immagine più chiara della sua ricchezza e per questo il complesso venne riempito di sfarzo e monumentalità, in accordo però con la tradizione neoclassica.

Il primo progetto della villa venne steso nel 1805 dal più famoso architetto della Milano dell'epoca, Leopold Pollack che era al servizio della corte imperiale austriaca. Alla morte del Pollack nel 1806 il progetto non era ancora concluso e per questo egli venne sostituito con l'architetto milanese Giuseppe Zanoia che aveva collaborato col Pollack e che portò a compimento nello specifico la parte del parco e delle dipendenze della villa. Lo stesso Alessandro Annoni collaborò attivamente nella stesura del progetto. La villa venne terminata nel 1809 ed il 24 ottobre 1810 l'arciprete cuggionese, Paolo Gnocchi, benedì la cappella della villa.

Alla morte di Alessandro Annoni nel 1825, la proprietà della villa passò al suo unico figlio, Francesco e poi al figlio naturale riconosciuto di questi, Aldo, che divenne anche sindaco del borgo. Non avendo Aldo avuto eredi, alla morte di questi nel 1900 la villa passò al suo cugino di primo grado Giampietro Cicogna Mozzoni. Sotto i Cicogna Mozzoni la villa venne ulteriormente ampliata quando Carlo, figlio di Giampietro, fece realizzare i corpi laterali, la serra e la latteria nel 1920. La villa venne quindi venduta nel 1947 dai Cicogna Mozzoni al senatore Pietro Bellora i cui eredi la vendettero nel 1979 al comune di Cuggiono che l'acquistò con lo scopo di restaurarla e riportarla al suo antico splendore. Lo stabile è oggi di proprietà comunale e dal 2007 ospita il municipio cittadino ed un museo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio presenta una tipica pianta a "U" il che fa supporre che sia stata edificata su un edificio preesistente, risalente quasi certamente al Settecento e forse sfruttato per la caccia sui vasti terreni circostanti. Una volta eretta la struttura, il corpo centrale venne destinato ad abitazione, mentre i corpi laterali svolgevano la funzione di locali di servizio, stalle e scuderie: l'intera superficie coperta supera i 4000 m².

L'accesso alla villa è reso possibile superando una grande cancellata e giungendo al cortile d'onore ove trova spazio una fontana circolare. L'ingresso al corpo centrale è scandito da pregevolissime ed imponenti colonne di granito di Baveno, che coronano una piccola scalinata anch'essa in granito, ai lati della quale si trovano due sculture rappresentanti due leoni araldici in marmo bianco. Il portone è in ferro battuto e lastroni di cristallo ed è andato nel tempo a sostituire un più antico portale in legno.

Lo stile della villa è strettamente neoclassico, con linee geometriche distinguibili nelle facciate esterne dell'edificio, nelle decorazioni architettoniche presenti (tra cui spicca l'iscrizione di fine della costruzione della villa collocata sopra il vestibolo) o il tempietto neoclassico in fondo al giardino. Di originali sono rimasti ancora gli affreschi e dipinti di stile nell'ingresso ed al piano terra (realizzati nel 1809 dai pittori Cambiasi e Lavelli), mentre la parte superiore risulta oggi occupata dagli uffici comunali.

Sul retro, con facciata sul parco, si trova l'orangerie fatta realizzare da Carlo Cicogna-Mozzoni nel 1920 per ritirarvi piante di agrumi durante il periodo invernale. Nell'area della latteria, laterale alla costruzione della villa, trova oggi posto il Museo Civico di Cuggiono.

Il parco[modifica | modifica wikitesto]

L'esemplare di Cedro del Libano nel parco di villa Annoni, piantato nel 1809.
Il tempietto al fondatore in fondo al parco

Segno inconfondibile della maestosità villa è certamente l'immenso parco, di 230.000 m², realizzato in stile romantico con tratti all'inglese, che ancora oggi come si distingue come il secondo parco recintato più grande della Lombardia dopo quello della Villa Reale di Monza, a progetto del Canonica, a cui lo Zanoia si ispirò nella realizzazione di quello di Cuggiono. All'interno del grande giardino trovano spazio arboree autoctone, europee, americane, africane ed asiatiche, giunte per ravvivare il gusto d'epoca dell'esotico. Tra gli alberi più significativi citiamo: l'acero giapponese, il tasso, la quercia farnia ed il cedro del Libano di cui esiste un esemplare storico piantato nel 1809 all'inizio della costruzione del parco della villa, che svetta coi suoi 24 metri di altezza e 5 di larghezza, iscritto nell'elenco degli alberi monumentali. I viali, sterrati, conducono attraverso scenari singolari che si aprono "a cannocchiale" al visitatore, come un laghetto con delicate ninfee bianche o gli immensi prati o ancora il grande vigneto che ancora si estende su parte della superficie del giardino.

Uno degli ambienti più suggestivi (in cui confluisce l'occhio prospettico dalla villa) è sicuramente il tempietto a colonne, aperto, con volta affrescata a trompe l'oeil illusori, dedicato alla famiglia Annoni, sotto il quale si trova un busto del fondatore della villa, Alessandro Annoni, realizzato dallo scultore ravennate Cesare Monti e risalente al 1827, che è situato all'estremità meridionale del parco su una collina artificiale in posizione dominante e perciò visibile da lunga distanza tra le fronde, presso la lunga e possente muraglia in mattoni, risalenti all'edificazione della villa.

Alla medesima epoca risalgono, all'interno del giardino, anche tre strutture in mattoni, ossia la "casa dei daini", la "casa dei caprioli" e la "coffee house"; le prime due erano semplici strutture in mattoni utilizzate come rifugio per gli animali che qui venivano allevati e poi liberati nel grande parco per dar vita a lussuose battute di caccia.

La coffee house nel parco di Villa Annoni

La "coffee house" era invece un ambiente segreto e riservato, con pregevoli affreschi all'interno, ideale per accogliere gli ospiti a prendere una tazza di caffè (da cui il nome) o the. Tutte le strutture del parco sono ad oggi inagibili o usate come depositi dal comune che, insediatosi nella villa, ne garantisce la cura e il mantenimento.

Ovunque si possono notare panchine o statue, sempre di gusto neoclassico-romantico. Recentemente sono stati introdotti anche fagiani dorati e pavoni che hanno la caratteristica di essere lasciati liberi nel parco.

All'estremità meridionale del parco di Villa Annoni si trova la cascina Leopoldina, elemento che meglio di ogni altro esprime il profondo legame tra l'aristocrazia e l'agricoltura. Risalente al Settecento, essa era già compresa nei terreni di proprietà di Giovanni Pietro Annoni, padre di Alessandro, e quando si iniziò la costruzione della villa, essa divenne una dipendenza per la gestione dei terreni agricoli e del parco del complesso. Il conte Annoni la rinominò Cascina Leopoldina in onore della moglie, Leopoldina Cicogna-Mozzoni.

Dal 1987 tutto il complesso del parco è stato oggetto di un profondo restauro per riportarlo al suo originario splendore attraverso un progetto articolato che ha comportato anche la rimozione di un buon numero di piante poste in loco dal 1947 dal senatore Bellora il quale, come industriale tessile, aveva deciso di piantumare le aree a prato del parco con dei gelsi, fondamentali per l'allevamento del baco da seta.

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

La Villa viene scelta dal 2015 come ambientazione della terza, quarta e quinta edizione di Bake Off Italia - Dolci in forno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Portaluppi, Il Naviglio: nobili dimore e palazzi principeschi, Arnoldo Mondadori, Milano, 1997

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