Vigdís Finnbogadóttir

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Vigdís Finnbogadóttir
Vigdis Finnbogadottir (1985).jpg
Vigdís Finnbogadóttir nel 1985

Presidente dell'Islanda
Durata mandato 1º agosto 1980 –
1º agosto 1996
Predecessore Kristján Eldjárn
Successore Ólafur Ragnar Grímsson

Dati generali
Partito politico Indipendente

Vigdís Finnbogadóttir (Reykjavík, 15 aprile 1930) è una politica islandese. È stata il quarto presidente dell'Islanda dal 1 agosto 1980 al 1 agosto 1996. È stata la prima presidente donna eletta democraticamente al mondo.[1] È ambasciatrice di buona volontà dell'UNESCO[2] e membro del Club di Madrid.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata nella capitale islandese nel 1930, Vigdís Finnbogadóttir è figlia di Finnbogi Rútur Þorvaldsson, ingegnere civile e professore all'Università d'Islanda. Sua madre, Sigríður Eiríksdóttir, era infermiera e presidente dell'Associazione islandese degli infermieri. Dopo aver superato l'esame di immatricolazione nel 1949, Vigdís studiò letteratura e lingua francese all'Università di Grenoble e alla Sorbona a Parigi dal 1949 al 1953, quindi studiò storia del teatro all'Università di Copenaghen. Ha quindi conseguito un bachelor of arts in francese e inglese nonché un certificato di laurea professionale in istruzione, presso l'Università dell'Islanda. Ha sposato un medico nel 1954, ma ha divorziato nel 1963 e all'età di 41 anni ha adottato una figlia, divenendo la prima donna single a cui è stato permesso di adottare un bambino in Islanda.[3]

Carriera artistica e accademica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea, Vigdís ha insegnato francese e teatro francese e ha lavorato con il teatro sperimentale. Ha lavorato con la Reykjavík Theater Company dal 1954 al 1957 e di nuovo dal 1961 al 1964. Durante le estati, ha anche lavorato come guida turistica. Vigdí ha insegnato francese al Reykjavik Junior College dal 1962 al 1967 e al Hamrahlíð College dal 1967 al 1972. Ha insegnato anche all'Università dell'Islanda e inoltre ha tenuto corsi di francese sulla RÚV, la televisione statale islandese.[3] Ha istituito il primo corso per guide turistiche e il primo gruppo teatrale islandese.

È stata direttrice artistica della compagnia teatrale di Reykjavík (Leikfélag Reykjavíkur), in seguito teatro cittadino, dal 1972 al 1980. Dal 1976 al 1980 è stata membro del Comitato consultivo per gli affari culturali nei Paesi nordici.

Presidente dell'Islanda[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento femminile islandese ha una lunga storia. Durante l'Anno internazionale delle donne nel 1975 le donne islandesi hanno attirato grande attenzione organizzando uno sciopero generale per dimostrare quanto fosse importante il lavoro sottovalutato delle donne. Il 90% delle donne islandesi ha scioperato. E alle elezioni presidenziali del 1980 il movimento femminile si è concentrato sull'elezione di una donna. Dopo molte pressioni, Vigdís ha accettato di concorrere contro tre candidati maschi. In un'intervista nel 2017 Vigdís ha dichiarato che non pensava di vincere, ma voleva dimostrare che una donna poteva candidarsi.[4]

È stata eletta con uno scarso margine sul secondo candidato: il 33,6 per cento dei voti nazionali, contro il 32,1 per cento, divenendo, nel 1980, la prima donna al mondo a essere eletta democraticamente presidente della Repubblica. Durante gli anni della presidenza la sua popolarità è cresciuta tanto da essere rieletta tre volte, nel 1984, nel 1988 (con il 92 per cento dei voti[1]) e nel 1992, rimanendo così in carica per sedici anni consecutivi e decidendo di ritirarsi nel 1996.[5]

Sebbene la presidenza islandese sia per lo più una posizione di rappresentanza,[3] Vigdís ha assunto un ruolo attivo come battendosi per l'ambiente e per la lingua e la cultura islandese, fungendo da ambasciatrice culturale nella promozione del proprio Paese. Ha messo in evidenza il ruolo degli stati più piccoli ospitando un vertice cruciale tra il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e il leader sovietico Mikhail Gorbachev nel 1986. Il suo motto è stato: "Non deludere mai le donne" e ha lavorato specificamente per promuovere l'educazione delle ragazze. Era anche consapevole del suo ruolo di modello per le giovani donne.[6]

Il 26 gennaio 1990 ha ricevuto il premio International Leadership Living Legacy Award dal Women's International Center.[1]

Nel 1993 le fu dedicata l'opera Mitt Folk, commissionata dal governo britannico al compositore Oliver Kentish, quale dono del Regno Unito all'Islanda in occasione del 50° anniversario della repubblica.[7]

Dopo la presidenza dell'Islanda[modifica | modifica wikitesto]

Vigdís Finnbogadóttir nel 1996 è stata presidente fondatrice del Council of Women World Leaders presso la John F. Kennedy School of Government dell'Università di Harvard. Dal 1997 al 2001 è stata la prima presidente della Commissione mondiale dell'UNESCO sull'etica della conoscenza e della tecnologia scientifica (COMEST).[1]

Nel 1998 è stata nominata ambasciatrice di buona volontà per le lingue dell'UNESCO per il suo contributo alla promozione della diversità linguistica e all'educazione plurilingue.[2] Nel 2000 è stata nominata Ambasciatrice di buona volontà delle Nazioni Unite nella lotta contro il razzismo e la xenofobia.[5][8]

È anche membro del comitato d'onore della Fondation Chirac, da quando la fondazione è stata lanciata nel 2008 dall'ex presidente francese Jacques Chirac al fine di promuovere la pace nel mondo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze islandesi[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce decorata con Collare dell'Ordine del Falcone - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce decorata con Collare dell'Ordine del Falcone
— 1º agosto 1980 (Gran Maestro 1980-1996)

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 25 febbraio 1981[9]
Membro dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 8 ottobre 1981[9]
Dama di Gran Croce con Collare dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce con Collare dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav
— 21 ottobre 1981[9]
Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia)
— 1982[9]
Dama di Gran Croce dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)
— 18 febbraio 1982[9]
Dama di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 12 aprile 1983[9]
Cavaliere dell'Ordine dell'order des arts et des lettres (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'order des arts et des lettres (Francia)
— [9]
Fascia di Dama con Collare dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia di Dama con Collare dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
— 11 settembre 1985[10][9]
Dama di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi
— 18 settembre 1985[11][9]
Dama dell'Ordine del leone d'oro di Nassau (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine del leone d'oro di Nassau (Lussemburgo)
— 1986[9]
Dama di gran croce decorata di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Dama di gran croce decorata di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 5 ottobre 1987[12][9]
Classe speciale della gran croce dell'Ordine al merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Classe speciale della gran croce dell'Ordine al merito di Germania
— 1988[9]
Dama di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
— 25 giugno 1990[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Finnbogadóttir, Vigdís, su Club de Madrid. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  2. ^ a b (EN) Honorary and Goodwill Ambassadors: Vigdís Finnbogadóttir, su Unesco. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  3. ^ a b c (EN) First female head of state, Vigdís Finnbogadóttir, elected 35 years ago today, in Iceland Magazine, 29 giugno 2015. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  4. ^ (EN) Alexandra Topping, There's proof: electing women radically improves life for mothers and families, in The Guardian, 7 dicembre 2017. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  5. ^ a b (EN) Vigdís Finnbogadóttir, su Council of Women World Leaders. URL consultato il 27 ottobre 2019.
  6. ^ Torild Skard (2014) 'Vigdís Finnbogadóttir' 'Women of power - half a century of female presidents and prime ministers worldwide. Bristol: Policy Press ISBN 978-1-44731-578-0
  7. ^ (EN) Cadenza Musicians Directory, su cadenza.org. URL consultato il 24 ottobre 2019.
  8. ^ (EN) Seven distinguished "Goodwill Ambassadors" named to publicize 2001 United Nations Conference agains Racism, su United Nations, 19 dicembre 1999. URL consultato il 27 ottobre 2019.
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) Honorary Distinctions, su vigdis.is. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  10. ^ Bollettino Ufficiale di Stato, su boe.es.
  11. ^ State visit, Photo Archiviato il 3 giugno 2013 in Internet Archive. of Beatrix, Claus and Icelandese President
  12. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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