Victoria Memorial (Calcutta)

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Victoria Memorial Hall
Victoria Memorial Hall
Victoria Memorial Hall
Tipo Museo
Indirizzo Queen's Way, Kolkata, WB, India
Sito http://www.victoriamemorial-cal.org

Il Victoria Memorial, ufficialmente Victoria Memorial Hall, è un edificio costruito in memoria di Vittoria (1819-1901), Regina del Regno Unito e Imperatrice dell'India, edificato a Calcutta tra il 1906 e il 1921, che al tempo era la capitale dell'India britannica. Attualmente è un museo e la maggiore attrattiva turistica della città sotto gli auspici del Ministro della Cultura.[1] Il museo è situato tra il Maidan ed il fiume Hooghly, vicino alla strada dedicata a Jawaharlal Nehru.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte della regina Vittoria, nel gennaio 1901,[3] Lord Curzon, l'allora viceré dell'India, pose la questione della creazione di un memoriale per la regina defunta. Suggerì che il monumento più adatto avrebbe dovuto essere un edificio imponente, spazioso, circondato da un giardino con peschiere.

"Let us, therefore, have a building, stately, spacious, monumental and grand, to which every newcomer in Calcutta will turn, to which all the resident population, European and Native, will flock, where all classes will learn the lessons of history, and see revived before their eyes the marvels of the past."[4]

La prima pietra fu posata il 4 Gennaio 1906 dal principe di Galles, nipote della regina, il futuro re Giorgio V e fu aperta al pubblico il 28 Dicembre 1921.[5] Sir William Emerson fu l'architetto che progettò e seguì tutti i lavori di costruzione. Nel 1912, prima che la costruzione fosse completate, Re Giorgio V annunciò il trasferimento della capitale da Calcutta a Nuova Delhi.[6]

Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Il Victoria Memorial è stato finanziato da molti Stati indiani, individui del British Raj e dal Governo Inglese di Londra. I principi e la popolazione indiana rispose generosamente all'appello di Curzon per i fondi e il costo totale della costruzione di questo monumento ammonta ad un crore, 5 lakhs di rupie tutte ricevute su base volontaria.[7]

Design[modifica | modifica wikitesto]

L'architetto del Victoria Memorial hall fu William Emerson (1843–1924), presidente del Royal Institute of British Architects.[8] Il design è in stile Indo-Saraceno. Questo stile usa una commistione di elementi architettonici Inglesi e Mughal così come di quelli Veneziani,EgizianiDeccani e Islamici.[9] L'edificio misura 103m per 69m e raggiunge un'altezza di 56m. L'edificio è costruito di marmo bianco di Makrana.[10] I giardini del Victoria Memorial sono stati ideati da Lord Redesdale e David Prain, assistente di Emerson. Vincent J. Esch progettò il ponte e i cancelli del giardino.

William Emerson[modifica | modifica wikitesto]

Emerson fu il pupillo di William Burges. Visitò l'India per la prima volta nel 1860. Emerson progettò il Crawford Market a Mumbai;[11] la Cattedrale di Ogni Santi ad Allahabad;[12] e Muir College[13]. Emerson si trasferì nel principato di Bhavnagar in Gujrat è progettò il Takhtsingji Hospital e il Nilambagh Palace. Lì apprese come fondere gli elementi architettonici dello stile Hindu nei suoi lavori.[14]

Vincent J. Esch[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1899, Esch fu nominato assistente ingegniere per la ferrovia Bengal Nagpur, un lavoro che gli diede una esperienza pratica nelle costruzioni su larga scala e sulla gestione dei costi.[15] Nel 1902, Emerson avvicinò Esch per creare il design originale per il Victoria Memorial. Dopo aver progettato il palazzo per la mostra temporanea del Delhi Durbar del 1903, Curzon finanziò Esch in modo da poter essere un assistente accettabile per Emerson.[16] Esch vinse anche una competizione per la 'progettazione del Bengal Club a Chowringhee[4].

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione del Victoria Memorial fu ritardata a causa della partenza di Curzon dall'India nel 1905 con una conseguente perdita di entusiasmo locale per il progetto. La pietra angolare del Victoria Memorial fu posta nel 1906 e il palazzo aperto nel 1921.[17] TIl lavoro di costruzione fu affidato a Messrs. Martin & Co. di Calcutta. I lavori per la sovrastruttura iniziarono nel 1910. Dopo il 1947, quando l'India guadagnò l'indipendenza, furono aggiunte delle ali.

Decorazioni esterne[modifica | modifica wikitesto]

Nella struttura centrale del Victoria Memorial si trova la fidura di un Angelo della Vittoria di 4,9m. La struttura centrale è circondata da sculture allegoriche che rappresentano l'Arte, l'Architettura, la Giustizia, e la Carità e sopra il Portico Nord ci sono la Maternità, la Prudenza e la Conoscenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Victoria Memorial - Victoria Memorial Hall Kolkata, Victoria Memorial Calcutta India su www.iloveindia.com. URL consultato il 2015-07-27.
  2. ^ (EN) Philippa Vaughan, The Victoria Memorial Hall, Calcutta: Conception, Collections, Conservation, Marg Publications, 1997-01-01, ISBN 9788185026381. URL consultato il 2015-07-27.
  3. ^ (EN) H. E. Lehman, Lives of England's Monarchs: The Story of Our American English Heritage, AuthorHouse, 2005-01-01, ISBN 9781418496920. URL consultato il 2015-07-27.
  4. ^ a b (EN) Krishna Dutta, Calcutta: A Cultural and Literary History, Signal Books, 2003-01-01, ISBN 9781902669595. URL consultato il 2015-07-27.
  5. ^ Monuments - Victoria Memorial - Culture and Heritage - Know India: National Portal of India su www.archive.india.gov.in. URL consultato il 2015-07-27.
  6. ^ (EN) David Gordon, Planning Twentieth Century Capital Cities, Taylor & Francis, 2006-10-03, ISBN 9780203481561. URL consultato il 2015-07-27.
  7. ^ History of the Victoria Memorial Hall, Calcutta, India su www.victoriamemorial-cal.org. URL consultato il 2015-07-27.
  8. ^ (EN) Raj Kumar, Essays on Indian Art and Architecture, Discovery Publishing House, 2003-01-01, ISBN 9788171417155. URL consultato il 2015-07-27.
  9. ^ (EN) Lionel Knight, Britain in India, 1858-1947, Anthem Press, 2012-01-01, ISBN 9780857285171. URL consultato il 2015-07-27.
  10. ^ (EN) Moritz Herrmann, Colonial Architecture in India, GRIN Verlag, 2011-06-01, ISBN 9783640929771. URL consultato il 2015-07-27.
  11. ^ (EN) Preeti Chopra, A Joint Enterprise: Indian Elites and the Making of British Bombay, U of Minnesota Press, 2011-01-01, ISBN 9780816670369. URL consultato il 2015-07-27.
  12. ^ (EN) Manohar Sajnani, Encyclopaedia of Tourism Resources in India, Gyan Publishing House, 2001-01-01, ISBN 9788178350172. URL consultato il 2015-07-27.
  13. ^ (EN) Pramod K. Nayar, Colonial Voices: The Discourses of Empire, Wiley, 2012-02-28, ISBN 9781118278994. URL consultato il 2015-07-27.
  14. ^ (EN) Mādhavī Desāī, Madhavi Desai e Miki Desai, The Bungalow in Twentieth-Century India: The Cultural Expression of Changing Ways of Life and Aspirations in the Domestic Architecture of Colonial and Post-colonial Society, Ashgate Publishing, Ltd., 2012-01-01, ISBN 9781409427384. URL consultato il 2015-07-27.
  15. ^ (EN) Simon Schama, A History of Britain - Volume 3: The Fate of Empire 1776-2000, Random House, 2012-02-29, ISBN 9781409018353. URL consultato il 2015-07-27.
  16. ^ (EN) Jan Morris e Simon Winchester, Stones of Empire: The Buildings of the Raj, Oxford University Press, 2005-01-01, ISBN 9780192805966. URL consultato il 2015-07-27.
  17. ^ (EN) Anu Sharma, Famous Monuments of India, Pinnacle Technology, 2011-06-25, ISBN 9781618205452. URL consultato il 2015-07-27.

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