Vib-Ribbon

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Vib-Ribbon
videogioco
Logo di Vib-Ribbon.jpg
Il logo del videogioco
Titolo originale ビブリボン Bibu Ribon
Piattaforma PlayStation, PlayStation 3, PlayStation Vita, PlayStation Portable
Data di pubblicazione PlayStation:
Giappone 12 dicembre 1999[1]
Zona PAL 1º settembre 2000[1]
PlayStation Network:
Giappone 8 ottobre 2014[1]
Flag of the United States.svg 7 ottobre 2014[1]
Zona PAL 15 ottobre 2014[2]
Genere Musicale
Sviluppo NanaOn-Sha
Pubblicazione Sony Computer Entertainment
Ideazione Masaya Matsuura
Modalità di gioco Giocatore singolo
Supporto Compact Disc
Distribuzione digitale PlayStation Network
Fascia di età PEGI: 3

Vib-Ribbon (ビブリボン Bibu Ribon?) è un videogioco musicale sviluppato da NanaOn-Sha per la console PlayStation.

Il gioco è stato pubblicato per la prima volta da Sony Computer Entertainment il 12 dicembre 1999 in Giappone e il 1º settembre 2000 in Europa[1] ed è stato reso disponibile per PlayStation 3, PlayStation Vita e PlayStation Portable tramite la piattaforma di distribuzione digitale PlayStation Network nell'ottobre 2014.[1][2] L'ideatore del gioco è Masaya Matsuura, papà di altri videogiochi a tema musicale usciti negli anni '90, come PaRappa the Rapper e UmJammer Lammy.[3][4]

In Vib-Ribbon il giocatore è chiamato a condurre un coniglio stilizzato lungo un percorso ad ostacoli generato in base al ritmo di un brano musicale. La peculiarità del gioco consiste nel permettere di scegliere la musica con cui giocare, consentendo perfino di utilizzare il contenuto di un CD Audio: il gioco è infatti in grado di creare nuovi livelli analizzando le tracce musicali fornite dall'utente.[5][6]

Nel 2003 è uscito Mojib-Ribbon, uno spin-off di Vib-Ribbon, mentre nel 2004 è stato pubblicato un sequel diretto, Vib-Ripple. Entrambi i giochi sono stati pubblicati esclusivamente in Giappone per PlayStation 2.[7]

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Uno screenshot del gioco: Vibri sta attraversando un loop, uno degli ostacoli di base.

In Vib-Ribbon il giocatore guida un coniglio stilizzato, Vibri, lungo una linea continua bianca inframmezzata da ostacoli di varia forma, generati sulla base della ritmica della canzone. Sono presenti quattro tipi di ostacolo, ognuno dei quali richiede la pressione di un tasto differente per essere superato. Occasionalmente due ostacoli di diverso tipo possono presentarsi fusi tra loroː in questo caso il superamento dell'ostacolo richiede la pressione di due tasti contemporaneamente. Il mancato superamento degli ostacoli fa regredire gradualmente Vibri alla forma di una rana, quindi di un vermeː subire ulteriori danni quando si è in questo stato porta alla fine della partita.[8] Al contrario, evitare numerosi ostacoli in successione trasforma Vibri in un angelo e garantisce un bonus ai punti guadagnati che perdura finché non si viene colpiti da un ostacolo. Al termine della partita viene attribuito un punteggio in base alla prestazione del giocatore.

Nel gioco sono presenti sei canzoni eseguite dal gruppo musicale giapponese Laugh and Peace[9] (accreditato sul sito ufficiale come Laugh and Beats[5]), suddivise in tre gruppi da due canzoni, in ordine crescente di difficoltà. Il giocatore può, inoltre, usare tracce musicali tratte da un qualsiasi CD Audio per generare livelli di difficoltà dipendente dal ritmo, intensità e velocità del brano[5].

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il creatore del gioco, Masaya Matsuura.

In un'intervista pubblicata sul magazine Retro Gamer l'ideatore di Vib-Ribbon Masaya Matsuura ha rivelato che il gioco è stato inizialmente concepito come strumento promozionale per l'automobile Mercedes-Benz Classe A in Giappone. Sebbene l'idea di evitare ostacoli sincronizzati con il ritmo della musica fosse già presente, il prototipo inizialmente realizzato era ben distante da quello che sarebbe poi stato il gioco finale: la grafica era pienamente poligonale e la protagonista era una macchinina. Dopo che Mercedes-Benz abbandonò il progetto per dedicarsi alla risoluzione di alcuni problemi di progettazione della Classe A, Matsuura fu stimolato dal suo team a riprendere e ampliare il demo: determinante fu il contributo di un programmatore, il quale scoprì che i CD Audio potevano essere analizzati dall'hardware della PlayStation sfruttando una falla del sistema.[7]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazione Voto
GameSpot 7/10[10]
Hardcore Gamer 3,5/5[6]
TechnologyTell B[8]

TechnologyTell ha apprezzato la grafica minimalista e il concept del gioco. La redattrice Jenni Lada ha tuttavia lamentato un certo ritardo nella ricezione degli input dei pulsanti nella versione per PlayStation 3 del gioco, rispetto alla versione per PlayStation Vita.[8]

Nonostante una valutazione complessivamente positiva, il sito Hardcore Gamer ha definito Vib-Ribbon "crudele" se giocato alla difficoltà più alta. Ha inoltre trovato "ridicoli" i livelli generati da CD, evidenziando alcune inconsistenze nella ritmica di livelli generati da alcuni brani rock, pop e rap.[6]

Nel novembre 2012 Vib-Ribbon è stato acquisito dal Museum of Modern Art di New York come notevole esempio di design interattivo e inserito nella sua collezione, insieme ad altri tredici videogiochi tra cui Pac-Man, Tetris e Portal.[11][12]

Vib-Ribbon è annoverato nel libro 1001 Video Games You Must Play Before You Die del 2010[13]. Nel 2014 The Guardian ha inserito Vib-Ribbon nella lista dei 30 migliori videogiochi caduti nel dimenticatoio.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Vib-Ribbon releases, Giant Bomb. URL consultato il 24 marzo 2016.
  2. ^ a b (EN) Vib-Ribbon sul PlayStation Store, store.playstation.com. URL consultato il 24 marzo 2016.
  3. ^ (JAEN) WORKS - NanaOn-Sha co., ltd., NanaOn-Sha co., ltd.. URL consultato il 24 marzo 2016.
  4. ^ (EN) Zack Kotzer, You Can Finally Play the Legendary 90s Game That Turns Songs Into Levels, motherboard.vice.com, 3 novembre 2014. URL consultato il 24 marzo 2016.
  5. ^ a b c (EN) Who is Vibri?, vibribbon.com. URL consultato il 26 marzo 2016.
  6. ^ a b c (EN) Marcus Estrada, Review: Vib-Ribbon, Hardcore Gamer, 9 ottobre 2014. URL consultato il 24 marzo 2016.
  7. ^ a b (EN) Paul Drury, The Making of... Vib-Ribbon (PDF), in Retro Gamer, nº 76, Bournemouth, Imagine Publishing, aprile 2010, pp. 64-67, ISSN 1742-3155.
  8. ^ a b c (EN) Jenni Lada, Vib Ribbon Review: Getting the one that got away, TechnologyTell, 8 ottobre 2014. URL consultato il 24 marzo 2016.
  9. ^ (EN) Vib Ribbon, su Discogs, Zink Media. URL consultato il 24 marzo 2016.
  10. ^ (EN) Vib-Ribbon (Import) Review, GameSpot, 20 gennaio 2000. URL consultato il 24 marzo 2016.
  11. ^ (EN) Keith Stuart, The 30 greatest video games that time forgot, The Guardian, 22 gennaio 2014. URL consultato il 24 marzo 2016.
  12. ^ (EN) Vib-Ribbon nella collezione del Museum of Modern Art, MoMa. URL consultato il 24 marzo 2016.
  13. ^ (EN) Tony Mott (a cura di), 1001 Video Games You Must Play Before You Die, prefazione di Peter Molyneux, Universe Publishing, 2010, ISBN 978-0-7893-2090-2.
  14. ^ (EN) Paola Antonelli, Video Games: 14 in the Collection, for Starters, MoMa, 29 novembre 2012. URL consultato il 24 marzo 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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