Viaggio intorno alla mia camera

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Viaggio attorno alla mia camera
Titolo originaleVoyage autour de ma chambre
Frontispice Voyage autour de ma chambre 1796 Dufart.jpeg
Frontespizio dell'edizione Dufart (1796)
AutoreXavier de Maistre
1ª ed. originale1794
Genereromanzo
Lingua originale francese

Viaggio intorno alla mia camera (Voyage autour de ma chambre) è un romanzo di Xavier de Maistre, scritto tra il 1790 e il 1794.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In 42 capitoli, quanti sono i giorni di confinamento, Xavier de Maistre percorre in lungo e in largo e in diagonale, zigzagando e facendo spesso camminare sulle gambe posteriori la poltrona da cui non ama scollarsi, i 36 passi di lato della sua stanza quadrata, commentando mobili e oggetti e richiamando vecchi ricordi.

Il monologo dell'autore si sdoppia spesso in un dialogo, tra due parti di sé, l'anima e quella che è detta "l'altra", la bestia, cioè il corpo, le quali battibeccano con grazia, chiamandosi con rispetto persino "Madame", e da cui spesso esce vincitrice "l'altra".

Sono presenti anche una cagnetta amatissima, Rosine, e un servitore, Joannetti, anch'egli prediletto e insostituibile, che tuttavia lo abbandona di punto in bianco, perché si è sposato e si deve trasferire ad Asti.

Ogni oggetto che l'autore ci presenta è occasione di divagazioni e di aneddoti, di osservazioni filosofiche basate su una morale corrente, benevola, generosa e arguta.

Quando descrive le stampe e i quadri della sua stanza presenta per ultimo, come pezzo forte della collezione il quadro più apprezzato dagli ospiti, soprattutto dalle dame, che è uno specchio! Infatti, sempre "imparziale e vero, rimanda agli occhi dello spettatore le rose della giovinezza e le rughe dell'età matura, senza calunniare né lusingare nessuno".

Un capitolo dedicato a una rosa secca, trovata in un cassetto, ci dipinge una scena settecentesca di cavalier servente, che vede ignorato il fiore offerto alla sua dama; infatti questa, occupata a pettinarsi, bada solo ad afferrare le forcine che il cavaliere le porge trovandole al tatto, perché non toglie mai gli occhi dallo specchio "per paura di perdersi di vista".

I rari momenti di malinconia, come il ricordo di un amico scomparso, sono sempre superati di slancio con una fede pura, sincera e mai bigotta, di autentico e universale spiritualismo.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Una leggiadra fantasia sul gusto del Viaggio sentimentale dello Sterne: tra l'amabilità ancora settecentesca e certe delicate sfumature già romantiche v'è un non so che di deliziosamente ingenuo che ci riporta al piccolo mondo, un po' chiuso e impacciato nelle sue grazie, della vecchia aristocrazia piemontese. (Pietro Paolo Trompeo)[1]
  • L'opera di De Maistre nasce da un'intuizione profonda e suggestiva: che il piacere del viaggio dipenda forse più dall'atteggiamento mentale con cui partiamo che non dalla destinazione scelta. Se solo riuscissimo a vivere il nostro ambiente quotidiano con lo spirito del viaggiatore, dunque, potremmo scoprire che esso non è affatto meno interessante degli alti passi montani e delle giungle popolate di farfalle del Sudamerica di Humboldt. (Alain de Botton)[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Maistre, Xavier in Enciclopedia italiana, 1934.
  2. ^ L'arte di viaggiare, Guanda, 2002, p. 242.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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