Viadotto di Gokteik

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Viadotto Gokteik
8 Goteik (2).jpg
Localizzazione
StatoBirmania Birmania
Cittàpresso Gokteik, villaggio tra Lashio e Mandalay
Coordinate22°20′35″N 96°51′35″E / 22.343056°N 96.859722°E22.343056; 96.859722Coordinate: 22°20′35″N 96°51′35″E / 22.343056°N 96.859722°E22.343056; 96.859722
Dati tecnici
TipoPonte a capriata
Materialeacciaio
Lunghezza689 m
Luce max.37 m
Altezza102 m
Realizzazione
ProgettistaAlexander Rendel & Sons
Costruzione1899-1900
Inaugurazione1900
Mappa di localizzazione

Il viadotto Gokteik (in lingua birmana: ဂုတ်ထိပ်တံတား, trascritto anche Goteik e Gohteik) è un ponte ferroviario a capriate a cavalletto situato tra la cittadina di Nawnghkio e il villaggio di Gokteik, nello Stato Shan della Birmania. È la costruzione più importante della linea ferroviaria che collega le stazioni di Mandalay, l'ex capitale del Paese, e Lashio, la principale città settentrionale dello Stato Shan. Quando fu completato, nel 1900, era considerato una sensazionale opera di ingegneria ed il più grande ponte a capriata del mondo.[1] È tuttora il più alto della Birmania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu commissionato dalla Ferrovia della Birmania, l'azienda dei colonizzatori britannici che nel 1885 avevano portato a termine la conquista del paese. Fu progettato dalla Alexander Rendel & Sons,[1] i componenti furono prodotti negli Stati Uniti dalla Pennsylvania Steel Company e venne costruito dalla Pennsylvania and Maryland Bridge Construction.[2] I lavori, diretti dall'ingegnere della Ferrovia della Birmania Sir Arthur Rendel,[3] ebbero inizio nel 1899 e la struttura fu inaugurata nel 1900.[2]

Con la costruzione della ferrovia, i britannici espansero la propria influenza nello Stato Shan e aumentarono la pressione sull'Impero cinese, la cui Dinastia Qing era entrata nella sua fase di declino. Permise il trasporto delle truppe che pacificarono la regione e la colonizzazione della stessa. In origine la ferrovia doveva essere estesa fino alla frontiera cinese, ma il progetto fu abbandonato per gli eccessivi costi legati all'impervia natura del terreno.[4] Per mantenere la linea in funzione nel caso che il viadotto venisse sabotato, tra il 1976 e il 1978 fu costruito un tratto alternativo a valle, abbandonato nel 2002.[3][5]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte si trova circa 100 km a nordest di Mandalay ed ospita un solo binario a scartamento metrico. La lunghezza totale è di 689 metri suddivisa in 15 campate, la maggior parte delle quali hanno una luce di 37 metri. Le 10 capriate e le 5 travi continue in acciaio sono supportate da alti tralicci, anch'essi in acciaio. Nel punto più alto del viadotto, che si trova a 102 metri dal terreno sottostante, sono stati affiancati due tralicci per garantire una maggiore stabilità della struttura.[3] Il costo dell'opera fu di circa 111.200 sterline.

Citazioni letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro del 1975 Bazar express: in treno attraverso l'Asia dell'autore statunitense Paul Theroux, il viadotto viene definito "un mostro di geometria argentea tra rocce frastagliate, la cui presenza risulta strana nella giungla circostante".[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Satow, Michael e Desmond Ray, Railways of the Raj, New York e Londra, New York University Press, 1980.
  2. ^ a b (EN) Turk, J. D., Building An American Bridge In Burma, in The World's Work, II, n. 5, New York, Doubleday, Page & Co., 1901, pp. 1148-1167.
  3. ^ a b c (EN) Gokteik Viaduct, su highestbridges.com (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2013).
  4. ^ (EN) Thompson, Virginia, Communications in Burma, in Far Eastern Survey, vol. 11, n. 2, Institute of Pacific Relations, 26 gennaio 1942, pp. 29–31.
  5. ^ (EN) Update from Myanmar, su railwaygazette.com, Railway Gazette International, 1º novembre 2004.
  6. ^ (EN) Theroux Paul, The great railway bazaar: by train through Asia, Hamish Hamilton, Londra 1975, p. 212, ISBN 978-0-14-103884-1, OCLC 232365440.

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