Via metabolica dell'acido mevalonico

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Via metabolica dell'acido mevalonico

La via metabolica dell'acido mevalonico, altrimenti nota anche come via metabolica del HMG-CoA reduttasi, ha inizio con la formazione di Acetoacetil-CoA per condensazione di due molecole di Acetil-CoA.[1] Successivamente l'Acetoacetil-CoA reagisce con lo stesso Acetil-CoA in una reazione catalizzata dall'enzima tiolasi:

HMG-CoA synthase.png

reazione che porta alla sintesi di 3-idrossi-3-metilglutaril-CoA per effetto dell'enzima HMG-CoA sintetasi.

Successivamente HMG-CoA viene ridotto da NADPH all'interno del citosol, per effetto dell'enzima HMG-CoA reduttasi, ad acido mevalonico:

Cholesterol-Synthesis-Reaction2.png

Quindi, attraverso step successivi che implicano fosforilazione del mevalonato, si giunge alla sintesi di isopentenil-5-pirofosfato (IPP) e dimetilallil pirofosfato (DMAPP) che generando geranil pirofosfato, farnesil pirofosfato e geranilgeranil pirofosfato permettono di giungere alle tappe biosintetiche finali della via dell'acido mevalonico.

Regolazione[modifica | modifica sorgente]

La via metabolica dell'acido mevalonico è soggetta principalmente a regolazione genica degli enzimi chiave per effetto di recettori intracellulari definiti SREBP (Sterol Regulatory Element-Binding Protein) che influenzano la trascrizione del DNA. Le statine, i principali farmaci utilizzati per contrastare l'ipercolesterolemia, agiscono inibendo la tappa che porta alla sintesi dell'acido mevalonico mentre i bifosfonati, farmaci utilizzati per la cura dell'osteoporosi in quanto sono in grado di favorire la calcificazione ossea, inibiscono la sintesi di geranil pirofosfato da IPP e farnesil pirofosfato da geranil pirofosfato. È interessante notare come le piante ed alcuni microrganismi come i protozoi della malaria siano in grado di utilizzare anche una via metabolica alternativa non mevalonato-dipendente[2], mentre importanti patogeni come il Mycobacterium tuberculosis sono in grado di utilizzare solamente quest'ultima via. In ambito clinico medico un'alta concentrazione urinaria di acido mevalonico è stata rinvenuta in corso di sindrome di febbre ricorrente da iper-IgD.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J.V. Pelley, Biochimica, Elsevier Masson, 2008, p.89. ISBN 978-88-214-3020-6.
  2. ^ (EN) Rohmer M e Michel Rohmer, The discovery of a mevalonate-independent pathway for isoprenoid biosynthesis in bacteria, algae and higher plants in Nat Prod Rep, vol. 16, n. 5, 1999, pp. 565–574. DOI:10.1039/a709175c, PMID 10584331.
  3. ^ Giorgio Bartolozzi, Maurizio Guglielmelli, Pediatria. Principi e pratica clinica, 3ª ed., Elsevier Masson, 2008, p.509. ISBN 978-88-214-3033-6.