Via San Giuseppe

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Coordinate: 43°46′06.02″N 11°15′50.94″E / 43.768339°N 11.26415°E43.768339; 11.26415

Via San Giuseppe
La chiesa di San Giuseppe

Via San Giuseppe è una strada di Firenze che va, più o meno parallela all'Arno, da largo Bargellini a via delle Casine.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La via ha avuto più nomi nel corso del tempo. Il più antico conosciuto era via del Tempio a causa della presenza di un Tempio Templare annesso allo spedale Templare presente nella via. Il Nome della via cambiò dopo il 1307 a causa della soppressione dell'Ordine Templare ad opera di Clemente V e divenne via del Tabernacolo per la presenza di un tabernacolo all'angolo con via de' Macci. Il Tabernacolo doveva essere della Maria Vergine del Giglio che indusse anche la formazione della Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio ad opera di giovinetti devoti. Il Tempio e lo spedale dopo la chiusura dell'Ordine Templare fu affidato proprio alla neonata Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio ed assunse il nome di Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio. In seguito la via fu unificata al tratto successivo che si chiamava via della Giustizia e che arrivava fino a Porta San Francesco o Porta della Giustizia. L'unione dei due tratti prese il nome di via de' Malcontenti. La via fu chiamata appunto de' Malcontenti perché era l'ultimo tratto percorso dai condannati a morte che dalle prigioni del Bargello o dal Carcere delle Stinche, venivano condotti sul luogo delle esecuzioni capitali che si trovava fuori dall'antica Porta di San Francesco o Porta della Giustizia nei cosiddetti Prati della Giustizia, più o meno presso la Torre della Zecca dove adesso è presente Piazza Piave.

Da via de' Pepi a via de' Macci la strada si chiamava "via del Crocifisso": metà di questo tratto fa parte, dagli anni sessanta, del largo Bergellini; seguiva poi, fino via delle Conce, "via del Tempio", dalla presenza di un Tempio Templare annesso allo spedale templare, il tratto successivo era chiamato, fino via delle Casine, "via di San Noferi", ovvero dedicata a sant'Onofrio a cui era intitolato l'ospedale dei Tintori. La parte seguente, che oggi mantiene il nome di via de' Malcontenti, si chiamava in antico "via della Giustizia", sempre per il passaggio dei condannati, almeno fino agli anni trenta del Cinquecento quando la porta fu fatta chiudere da Alessandro de' Medici per costruire un bastione: da allora le tristi processioni passarono dalla Porta alla Croce e quindi da borgo la Croce e via Pietrapiana.

Il nome attuale deriva dalla chiesa di San Giuseppe.

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

Gli edifici con voce propria hanno le note bibliografiche nella voce specifica.

Da piazza Santa Croce si entra nella via lasciandosi sulla destra il porticato laterale della basilica di Santa Croce, al termine di una lunga scalinata: da qui si accede alla basilica, al museo e al famedio dei Caduti per la Patria (1915-1945) dell'architetto Lensi. Questo slargo è oggi chiamato "largo Bargellini" in onore del "sindaco dell'alluvione" Piero Bargellini che visse in queste zone del quartiere.

Immagine Nome Descrizione
2974 - Firenze, Cappella gotica in via delle Casine - Foto Giovanni Dall'Orto, 28-Oct-2007.jpg s. n. Tabernacolo di Sant'Onofrio All'incrocio con via dei Malcontenti e via delle Casine si trova il grande tabernacolo tardo trecentesco fatto costruire dall'Arte dei Tintori che qui aveva il proprio "spedale". Mostra una Madonna col Bambino tra i santi Giovanni e Pietro di un seguace di Niccolò Gerini, sostituito da una copia dopo l'alluvione, e sulla sinistra è affiancato da uno stemma dell'arte. Le sue grandi dimensioni dovevano essere di conforto per i condannati a morte di passaggio.
San giuseppe, firenze, facciata 02.JPG s. n. Chiesa di San Giuseppe L'iscrizione sulla facciata neoclassica ricorda come la chiesa sia sorta grazie alle offerte raccolte dalla compagnia di San Giuseppe, già residente in un oratorio dedicato alla Madonna del Giglio. La costruzione fu avviata nel 1519 su progfetto di Baccio d'Agnolo, e nel 1580, su interessamento di Bianca Cappello, vi ebbero sede i Minimi di san Francesco di Paola, La facciata fu rifatta nel 1759 e nel 1784 il convento fu soppresso e destinato ad altre attività assistenziali. Oggi la chiesa è sede parrocchiale.
Santa Maria Vergine della Croce al Tempio.JPG s. n. Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio In origine Tempio Templare che dopo la chiusura dell'Ordine Templare nel 1307 ad opera di Clemente V fu affidata alla Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio nata nel 1347. Dentro l'Oratorio resta un grande affresco di Bicci di Lorenzo e Stefano d'Antonio Vanni. La casa alla sinistra dell'Oratorio era la dimora del cappellano oltre che parte dello spedale al Tempio di proprietà della Compagnia. Pochi sanno che esisteva una scala a chiocciola che univa l'Oratorio un appartamento al secondo piano del numero 12 che sovrasta il tetto dell'Oratorio stesso.
Via san giuseppe 9, palazzo bardi-serzelli 02.JPG 9-11 Palazzo Bardi Serzelli Gran parte degli edifici del lato sud confinano con gli antichi orti di Santa Croce, come il presente palazzo di Gasparo Maria Paoletti, in cui si trova oggi una scuola elementare. Posto davanti allo sbocco di via de' Macci, il palazzo sorge dove era in antico una casa di proprietà della famiglia Rucellai. La proprietà passò nel corso del tempo ai Dufour Berte (che la possedevano ai tempi di Federico Fantozzi), quindi ai Bardi Serzelli.
Via san giuseppe, targa monastero santa elisabetta del capitolo.JPG 18 Casa del monastero di Sant'Elisabetta Un pietrino e un rilievo con una torretta ricorda come questa casa fosse appartrenuta al vicino convento di Santa Elisabetta del Capitolo, un tempo qui situato e detto anche "delle Pinzochere", ovvero delle francescane del terzo ordine che si occupavano di pulire e tenere ordinata la vicina basilica di Santa Croce. Il convento fu soppresso da Cosimo I de' Medici e la porta laterale che le donne usavano per entrare in basilica, detta delle Pinzochere, è oggi murata. Il numero sulla targhetta si riferisce a un numero di registro dell'edificio, secondo gli inventari già conservati nel convento stesso. Vicino si trova un rilievo con una torre, simbolo degli Ufficiali della Torre che possedettero poi l'edificio, la magistratura atta al controllo degli edifici pubblici.
Via san giuseppe 28, casa con pietrino 02.JPG 28 Casa Sopra il portale, nonostante i rimaneggiamenti, resta un pietrino illeggibile che, a giudicare dalla forma, potrebbe essere stato legato al convento di Santa Elisabetta del Capitolo, come quello della casa al 18.
Via san giuseppe 30, 32, 34, casa con stemma francescano 03.JPG 30-32-34 Casamento La casa si distingue per uno stemma con il simbolo francescano delle bracia e la croce, posto in alto sulla facciata del numero 30; anche al 34, sopra il portalino, si vede uno stemma molto consunto, verominilmante analogo all'altro. la casa al 34, più bassa di un piano, mostra un cornicione con mensole dal motivo neobarocco piuttosto elaborato.
Via san giuseppe 38, casa con stemma 02.JPG 38 Casa con stemma Sopra il portale di un edificio a tre piani su due assi si nota uno stemma in pietra, oggi illeggibile per la consunzione. Probabilmente, più che uno stemma familiare (visto il carattere popolare del casamento) potrebbe trattarsi dell'emblema di un istituto religioso che possedette lo stabile.
Via san giuseppe 40, casa di anna maria lapini, 01.JPG 40 Casa di Maria Anna Lapini L'edificio è ricordato nello stradario di Bargellini e Guarnieri solo perché qui, come ricorda la lapide posta sulla facciata, nacque nel 1809 Maria Anna Lapini, la fondatrice della congregazione, nella regola francescana, delle Suore Stimmatine. La casa, nonostante la semplicità, conserva un bel portone cinquecentesco incorniciato da bozze di pietra; sulla rosta sono le iniziali G.G.[1]
Via san giuseppe, stemma niccolini.JPG sn. Cappella Niccolini L'imbocco attuale di via San Giuseppe si restringe improvvisamente da quando su costruita, a ridosso della basilica di Santa Croce, la cappella Niccoli, che sporge esternamente. Eretta da Giovanni Antonio Dosio nel 1584, con una cupola affrescata dal Volterrano, statue di Pietro Francavilla e due pale di Alessandro Allori, presenta all'esterno alcuni stemmi dei Niccolini.

Lapidi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'angolo esterno della basilica si trova uno stemma Niccolini datato, che ricorda la presenza della Cappella Niccolini.

Una targa ricorda una casa delle monache del monastero di Santa Elisabetta del Capitolo, fondato nel 1285 da Arrigo dei Cerchi:

MONASTERO DI
S.ELISABETTA
DI CAPITOLO DI
FIRENZE N. 17

Via san giuseppe 18, casa del monastero delle pinzochere 04 pietrino.JPG

Al 40 la già citata targa dedicata a Maria Anna Lapini:

IN QVESTA CASA
NACQVE IL 27 MAGGIO 1809
E TRASCORSE GLI ANNI GIOVANILI
MARIA ANNA LAPINI NATA FIORELLI
FONDATRICE DELLE SVORE STIMMATINE

Via san giuseppe 40, casa di anna maria lapini, 02.JPG

Nell'edificio davanti alla chiesa di San Giuseppe una targa ricorda la morte della disabile Elide durante l'alluvione di Firenze del 1966: legata da carabinieri a un'inferriata, nell'attesa di poter segare le sbarre non appena l'acqua si fosse calmata, nessuno di sarebbe aspettato che il livello della melma fosse lentamente salito fino a sommergerla, mentre il parroco di San Giuseppe la confortava negli ultimi istanti, impartendole l'assoluzione dall'altro lato della strada.

4 NOVEMBRE 1966
MUORE QUI TRAGICAMENTE ELIDE,
IMMOBILIZZATA DALLA MALATTIA,
ASSICURATA CON UN LENZUOLO
ALLA INFERRIATA DELLA FINESTRA

"è stata la tragedia più triste e commovente di tutta la città.
Assistere, senza poter far nulla,
una che deve morire e che vede la morte avvicinarsi,
solo perché un'inferriata non si è potuta abbattere..."
(DAL DIARIO DEL PARROCO DON GIUSEPPE BORETTI)

A RICORDO DEL COMITATO DI SANTA CROCE
LE PARROCCHIE DI S. GIUSEPPE E S. AMBROGIO POSERO
IN OCCASIONE DEL QUARANTESIMO
ANNIVERSARIO DELL'ALLUVIONE DI FIRENZE

La targa dell'alluvione

Sulla chiesa, sopra la porta di ingresso, si trova l'iscrizione:

TEMPLVM. HOC. VIRGINI. DEIPARAE. A. LILIO. NVNCVPATAE. EIVSQVE
SPONSO. IOSEPHO. AB. VTRIVSQVE. SODALIBVS. DEDICATVM. INTERIVS
FORNICE. PICTVRA. LVMINIBVS. EXTERIVS. NOVA. FRONTE. LAPIDE
SECTO. INCRVSTATA. PVBLICA. FLORENTINORVM. PIETAS. STIPE
CONLATA. AVXIT. AMPLIFICAVIT. ORNAVIT. A. M D CCLIX. IMP. D. N.
FRANCISCO. CAESARE. AVGUSTO. FELICITER

San giuseppe, firenze, facciata 03 targa.JPG

Traduzione: "La pubblica devozione dei Fiorentini, raccolta una somma di denaro, accrebbe, arricchì, abbellì questa chiesa [che fu] dedicata alla Vergine Maria Madre di Dio detta del Giglio e a Giuseppe suo sposo dai loro fedeli all'interno con una volta, un dipinto e delle finestre, all'esterno con una nuova facciata rivestita di pietre lavorate. Anno 1759, regnando felicemente il nostro sovrano Francesco Cesare Augusto".

Note[modifica | modifica wikitesto]

Via dei Malcontenti (oggi largo Bargellini e via San Giuseppe) di Telemaco Signorini
  1. ^ Bargellini-Guarnieri 1977-1978, II, 1977, pp. 68-69; Paolini 2008, p. 188, n. 285; Paolini 2009, p. 266, n. 376, nel dettaglio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, pp. 67–69;

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