Via Giovia

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Via Giovia
Via Mediolanum-Ticinum
Strada mastra
Via Milano-Pavia
Navigli di Milano Naviglio Pavese27.jpg
Il Navigliaccio che costeggia la strada provinciale 35 dei Giovi, che si intravede sulla destra. Questa moderna arteria stradale ricalca nel percorso, fino a Pavia, la via Giovia
Localizzazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
Informazioni generali
Tipostrada romana
CostruzioneI secolo a.C.-I secolo d.C.
Condizione attualeNon più esistente
Lunghezzacirca 20 miglia romane
InizioMediolanum (Milano)
FineTicinum (Pavia)
Informazioni militari
UtilizzatoreShe-wolf suckles Romulus and Remus.jpg Repubblica romana
Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano
Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano d'Occidente
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La via Giovia, originariamente chiamata via Mediolanum-Ticinum, era un'antica strada romana situata nella regio XI Transpadana che congiungeva Ticinum (la moderna Pavia) con Mediolanum (Milano). Da Ticinum proseguiva poi per un breve tragitto verso Clastidium (Casteggio), dov'era presente l'intersezione con la via Postumia. La via Giovia ricalca la parte iniziale della moderna strada statale 35 dei Giovi.

La via Giovia ebbe una notevole importanza per la rete stradale romana dell'Italia settentrionale, come testimoniato dai cospicui ritrovamenti archeologici avvenuti nei territori che la lambivano[1]. A partire dal Medioevo la via Giovia cambiò nome in strada mastra.

Origini della toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Modello in legno conservato presso il Civico museo archeologico di Milano che mostra una ricostruzione della Mediolanum imperiale

Le origini della via Giovia sono legate all'orientamento degli edifici nel foro romano di Milano. In particolare, fu il Capitolium, che era dedicato alla Triade Capitolina, a dare forma alla toponomastica della Mediolanum dell'epoca, quando la città divenne capitale dell'Impero d'Occidente: dato che nel gruppo scultoreo principale del Capitolium, Giove era seduto al centro, con Minerva alla sua destra e Giunone a sinistra, fu deciso di destinare il castello difensivo nord occidentale, che si trovava alla destra del Capitolium, alla funzione di Castra Praetoria, ovvero a sede dei pretoriani, che erano erano un reparto militare che svolgeva compiti di guardia del corpo dell'imperatore (Minerva è infatti anche la dea della lealtà durante la lotta): la porta verso cui si accedeva a questo castello (che era esterno alle mura cittadine come gli altri tre) fu poi chiamata Porta Giovia.

La strada esterna al centro abitato, proveniente da Pavia, che sboccava al centro del lato meridionale del foro e che era sul lato opposto al Capitolium, venne chiamata via Giovia: questa strada sboccava infatti esattamente di fronte alla statua di Giove. La via Porticata, che era invece situata alla sinistra della statua di Giove e che rivestiva il ruolo di "via trionfale" della città, fu costruita lungo l'ultimo tratto della strada proveniente da Roma, la via Emilia, fuori quindi dalle mura cittadine: Giunone, la cui statua si trovava alla sinistra della figura di Giove, era infatti la dea legata al ciclo lunare dei primitivi popoli italici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pietra miliare nei pressi del ponte delle Chianche a Buonalbergo che indicava il quattordicesimo miglio della via Traiana partendo da Roma. Le pietre miliari della via Giovia diedero il nome alle località di Quinto de' Stampi e di Ponte Sesto che si trovano, rispettivamente, a cinque e sei miglia da Milano

La via Giovia, originariamente chiamata via Mediolanum-Ticinum, ebbe una notevole importanza per la rete stradale romana dell'Italia settentrionale, come confermato dai cospicui ritrovamenti archeologici avvenuti nei territori che la lambivano, che sono perlopiù ascrivili al II e al III secolo, quindi all'epoca tardo imperiale a testimonianza della graduale crescita dell'urbanizzazione nelle sue aree limitrofe[1].

Per quanto riguarda il traffico da sud verso nord in direzione Milano, la via Giovia era seconda solo alla via Emilia[2]. In riferimento agli insediamenti abitativi nei pressi della via Giovia, è assodato il fatto che fossero piccoli nuclei rurali sparsi per la campagna; essi ospitavano agricoltori che lavoravano questi terreni in modo intensivo, nonché boscaioli che fornivano di legname Mediolanum, dove c'era un abbondantemente utilizzo di questo materiale nell'edilizia, vista la quasi totale assenza, nei dintorni della città, di cave di pietra[1].

I più importanti vicus residenziali presenti nei pressi della via Giovia erano Lactarella (la moderna Lacchiarella. Il nome testimonia, nei suoi dintorni, anche l'abbondante produzione di latte), Marianus (Mairano) e Rosius (Rosate)[3]. In particolare, nel moderno comune di Lacchiarella la via Giovia passava da Cascina Decima, moderna corte lombarda, e antico insediamento abitato forse di origine romana, il cui nome deriva da Ad Decimum, che ricorda la distanza in miglia, lungo la via Giovia, da Mediolanum.

Dopo la conquista romana della Gallia Cisalpina, anche i territori limitrofi alla futura via Giovia, precedentemente dominati dai Celti, conobbero una profonda crescita economica, che fu frutto delle nuove tecniche agricole importate dai Romani: queste ultime erano infatti nettamente migliori di quelle celtiche[4].

Furono anche fondamentali la costruzione di una rete capillare di strade, che era costituita anche da arterie minori e da strade vicinali, e le molte bonifiche agrarie che furono effettuate in questi luoghi[4]. Poi, nel 7 d.C., con la soppressione della provincia romana della Gallia Cisalpina e la contestuale istituzione delle regioni augustee d'Italia, la via Giovia entrò a far parte della regio XI Transpadana.

I resti di Porta Ticinese romana, che si trovano a Milano all'angolo di via Torino con via del Torchio, nei pressi del Carrobbio, e che sono conosciuti come Torre dei Malsani o Torraccia

L'inizio dei lavori di costruzione della via Giovia iniziarono nel I secolo a.C., durante l'epoca tardo repubblicana, concludendosi nel I secolo d.C., in piena era imperiale[5]. La via Giovia fu utilizzata anche dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente: in seguito, a partire dal Medioevo, cambiò nome in strada mastra[6].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso della via Giovia iniziava da Porta Ticinesis a Mediolanum, che rappresentava la caput viae di questa arteria stradale. Mediolanum era toccata anche da altre importanti strade romane: la via Emilia, la via Gallica, la via Severiana Augusta e la via Regina.

La via Giovia lambiva poi numerosi vicus, i più importanti dei quali erano Ad Quintum (Quinto de' Stampi), Ad Sextus (Ponte Sesto), Rutiunianus (Rozzano), Zibidi Castrum (Zibido San Giacomo), Binascus (Binasco), Casarile (Casarile), Iussagum (Giussago), Bulgarellum (Borgarello) e infine Ticinum (Pavia). Da Ticinum la via Giovia proseguiva poi per un breve tragitto verso Clastidium (Casteggio), dov'era presente l'intersezione con la via Postumia.

Degni di nota, tra i centri abitati minori toccati dalla via Giovia, erano anche Ad Quintum e Ad Sextus, che prendevano il nome dal fatto che fossero, rispettivamente, a cinque e sei miglia romane da Mediolanum[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Antico, p. 11.
  2. ^ Antico, p. 10.
  3. ^ Antico, p. 12.
  4. ^ a b Antico, pp. 12-13.
  5. ^ Antico, pp. 15-16.
  6. ^ Antico, p. 17.
  7. ^ Antico, p. 15.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]