Vexations

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Vexations
Vexations erik satie piano sheet.jpeg
Lo spartito del brano
CompositoreErik Satie
Epoca di composizione1893
Prima esecuzione1963
Pubblicazione1969
AutografoArchives de la Fondation Eric Satie, Parigi
Durata media18 ore (presunta)
Organicopianoforte (presunto)
Movimenti
Movimento unico

Vexations (1893) è una composizione musicale di Erik Satie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, databile presumibilmente tra il gennaio e il giugno del 1893,[1] fu scoperta molti anni dopo la morte di Satie dall'amico Henri Sauguet il quale nel 1949 la sottopose all'attenzione di John Cage;[1] questi a sua volta ne avrebbe organizzato la prima esecuzione pubblica nel 1963.[2]

Lo spartito fu riprodotto per la prima volta all'interno del libro: Satie revisité - Contrepoints VI (1949) di Henry-Louis de la Grange[3] e vide la sua prima pubblicazione ufficiale nel 1969, assieme ad altri due inediti postumi, a cura delle Éditions Max Eschig.[4]

Il manoscritto autografo, per lungo tempo parte della collezione Claude Rostand a Ginevra, è conservato a Parigi negli "Archives de la Fondation Eric Satie";[3] benché la sua autenticità sia indubbia, non vi è testimonianza che l'autore l'abbia mai menzionato né tanto meno eseguito pubblicamente; per questa ragione, l'intento e il significato del brano rimangono oggetto di pura ipotesi.[1]

Struttura e interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente concepito per pianoforte sebbene Satie non lo specifichi, lo spartito è costituito da una sola pagina contenente due pentagrammi doppi più uno semplice in chiave di basso, posto in calce, che l'autore indica come Thémetema») e che si compone di diciannove note più una pausa di croma finale, per un valore totale di tredici quarti.[5]

L'intero brano consiste dunque nel suddetto tema e in due armonizzazioni di esso che tra loro differiscono solo per l'ottava di una delle voci.[5] L'indicazione di tempo è Très lent («molto lento»), mentre sono del tutto assenti il metro, la suddivisione in misure e indicazioni dinamiche o espressive.[5]

Due segni di coda, apposti prima di ciascuna armonizzazione, rimandano al tema sottostante con la seguente legenda:

(FR)

«A ce signe il sera d’usage de présenter le thème de la Basse, dont:»

(IT)

«A questo segno sarà uso presentare il tema del basso, quale:»

Ciò parrebbe suggerire che il tema vada eseguito anche da solo, alternato alle armonizzazioni; la sequenza risultante sarebbe quindi: tema solo / 1ª armonizzazione / tema solo / 2ª armonizzazione.[5]

Satie infine annota:

(FR)

«Pour se jouer 840 fois de suite ce motif, il sera bon de se préparer au préalable, et dans le plus grand silence, par des immobilités sérieuses»

(IT)

«Per suonare questo motivo 840 volte di seguito, sarà bene prepararsi in anticipo e nel massimo silenzio, con seria compostezza»

Ciò è stato per lo più interpretato come l'istruzione che lo spartito venga eseguito 840 volte ma non ha necessariamente un tono obbligatorio, pertanto l'intenzione dell'autore non è certa.[5] Assumendo per corretta tale ipotesi, l'esecuzione del brano dura dalle 9 alle 24 ore a seconda della velocità, il che in teoria lo rende il più lungo nella storia della musica.[1] In particolare si è calcolato che, suonato una sola volta secondo la struttura tema/armonizzazioni illustrata sopra e al tempo di 52 semiminime al minuto, il brano dura esattamente 60 secondi che, moltiplicati per 840 ripetizioni, totalizzano 14 ore precise;[1] la documentata fascinazione dell'autore per la numerologia parrebbe rispecchiarsi in tali rapporti aritmetici esatti.[3]

A parte tale durata presunta, che rende l'esecuzione di per sé impegnativa per qualsiasi musicista o ensemble, il modo stesso in cui lo spartito è scritto ha suggerito l'idea che Satie volesse renderlo il più difficile possibile anche sul piano percettivo e su quello mnemonico:[1] anzitutto, il tema contiene undici delle dodici note della scala cromatica, pertanto non è inquadrabile in una tonalità certa (a tal proposito il musicologo britannico Robert Orledge vi ravvisò un primo tentativo di serialismo)[1][6] e inoltre le armonizzazioni insistono su intervalli diminuiti o aumentati mai risolti, quindi tutt'altro che intuitivi anche per un orecchio mediamente allenato;[7] Satie infine usa una notazione arbitraria, ad esempio indicando lo stesso accordo con notazioni enarmoniche differenti in punti diversi o ignorando la convenzione per cui i toni ascendenti si alterano con il diesis (♯) e quelli discendenti col bemolle (♭), il che rende lo spartito nell'insieme particolarmente complesso da leggere a prima vista e, di conseguenza, anche da memorizzare.[1]

Lo stesso John Cage ebbe a osservare come la pagina, pur nella sua relativa brevità, costringesse l'esecutore ad affrontarla «da zero» a ogni ripetizione.[1] L'ipotesi di un disegno in tal senso da parte di Satie parrebbe suffragata da un suo scritto in cui, fra l'altro, dichiara di ignorare deliberatamente – tra gli elementi funzionali all'esecuzione di qualsiasi brano musicale – l'esperienza, che egli definisce: «una sorta di paralisi».[8]

In generale, i musicologi hanno attribuito a Vexations gli intenti più vari, per lo più sulla base di dati biografici relativi alla stravaganza e all'anticonformismo dell'autore: vi è ad esempio chi ha ravvisato nella presunta lunghezza del brano una semplice burla all'indirizzo degli estimatori di Wagner, compositore che Satie detestava anche e soprattutto per la prolissità (Gavin Bryars, allievo di Cage, definì Vexations «una sorta di Anello del Nibelungo dei poveri»);[1] alcuni ne hanno interpretato la notazione, per l'epoca assai anticonvenzionale, come una provocazione di Satie verso il mondo accademico che disprezzava o ignorava gran parte della sua produzione;[1] altri ne hanno associato l'aspetto ripetitivo estremo ad affermazioni documentate dell'autore sull'uso deliberato in musica della noia come arma contro i propri detrattori, in particolare contro la borghesia;[1] altri ancora ritengono il manoscritto una sorta di meditazione ad uso puramente personale, non destinata a un pubblico e forse collegata alla fine dell'unica relazione sentimentale accertata nella vita del compositore, quella breve e tormentata che egli intrecciò proprio nel 1893 con la pittrice Suzanne Valadon.[1]

Prime esecuzioni pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Vexations, per la sua natura inconsueta ed enigmatica, ha acquisito nel tempo grande favore fra studiosi e interpreti di musica contemporanea ed è regolarmente eseguito in tutto il mondo, quasi sempre applicando alla lettera l'istruzione delle 840 ripetizioni.[9] Gran parte di tale fortuna postuma si deve all'interesse per Satie da parte di John Cage il quale, fra l'altro, concepì l'opera 4'33" del 1952 (tre movimenti interamente costituiti da tacet, per una durata totale di 4 minuti e 33 secondi) come una sorta di preludio a Vexations, con particolare riferimento all'invito dell'autore a «prepararsi in anticipo e nel massimo silenzio».[1]

Benché in un primo momento Cage si fosse dichiarato scettico sulla possibilità e persino sull'utilità di presentare un simile brano a un uditorio, fu egli stesso a organizzarne la prima esecuzione pubblica in assoluto il 9 e 10 settembre 1963, al Pocket Theatre di New York, assieme a un team di pianisti composto da David Tudor, Christian Wolff, Philip Corner, Viola Farber, Robert Wood, MacRae Cook, John Cale, David Del Tredici e James Tenney, più le "riserve" Howard Klein e Joshua Rifkin: gli esecutori – Cage compreso – si avvicendarono al pianoforte in turni di venti minuti ciascuno, senza interruzioni, dalle ore 18:00 alle 12:40 del giorno dopo per un tempo totale di 18 ore e 40 minuti;[1] ciascun esecutore attendeva in silenzio sul palcoscenico diversi minuti prima che incominciasse il proprio turno e, dopo averlo svolto, rimaneva a tenere il conto delle ripetizioni per il collega a seguire.[9]

La prima performance da parte di un unico pianista si deve a Richard Toop, che la tenne nell'arco complessivo di 24 ore all'Arts Lab di Drury Lane a Londra nell'ottobre del 1967 e la replicò nello stesso luogo l'anno seguente.[9] Per evitare di dover tenere il conto delle ripetizioni, Toop impiegò 840 fotocopie che sfogliò una ad una lungo tutta l'esecuzione; egli inoltre riferì che si impose di non cercare di memorizzare il brano prima di suonarlo in pubblico, salvo stabilirne la velocità ottimale, e che persino al termine della maratona ne ricordava a memoria solo frammenti.[9]

Il pianista australiano Peter Evans tentò anch'egli un'esecuzione in solitaria nel febbraio 1972, presso la Watters Gallery di Darlinghurst a Sydney: giunto dopo sedici ore alla 595ª ripetizione, tuttavia, si interruppe di colpo e lasciò la sala, riferendo in seguito che la sua mente aveva incominciato a concepire «pensieri malvagi» e che «animali» e «cose» gli parevano sbucare fuori dallo spartito a ogni passaggio; Evans dichiarò anche: «chi esegue questo brano lo fa a proprio rischio» e che egli personalmente non l'avrebbe fatto mai più.[1] La performance in questione fu completata da Linda Wilson senza ulteriori conseguenze negative e durò complessivamente 22 ore.[1]

Il compositore, artista e scrittore canadese Robert Racine eseguì da solo l'opera in ben tre occasioni tra il 1978 e il 1979: di queste performance, soltanto la prima subì interruzioni di non più di qualche secondo, per un applauso imprevisto e per sporadici errori dello stesso Racine; a tutte e tre l'interprete si preparò non assumendo liquidi dalla sera prima, onde evitare di interrompere l'esecuzione per espletare bisogni fisiologici.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q (EN) Stephen Whittington, Serious Immobilities: On the Centenary of Erik Satie's Vexations. URL consultato il 28 aprile 2019.
  2. ^ La prima esecuzione integrale di Vexations - Cronologia - Eventi storici e tesi di laurea, su www.tesionline.it. URL consultato il 26 maggio 2016.
  3. ^ a b c Robert Orledge, Understanding Satie's 'Vexations', in Music & Letters, vol. 79, n. 3, agosto 1998, p. 386.
  4. ^ (FR) Eric Satie, Pages mystiques, Éditions Max Eschigª ed., Parigi, 1969.
  5. ^ a b c d e Vexations, for piano, su AllMusic. URL consultato il 26 agosto 2018.
  6. ^ Orledge, Robert., Satie the composer, Cambridge University Press, 1990, p. 144, ISBN 0-521-35037-9, OCLC 20296954. URL consultato il 30 aprile 2020.
  7. ^ Il tema contiene 11 suoni (manca il sol♯) e si alterna a due ripetizioni in cui lo stesso viene contrappuntato nota contro nota con intervalli equivalenti a terze e seste maggiori e minori (che sono tali a prescindere dalla qualificazione enarmonica dei suoni che li compongono). Le due voci in contrappunto si rapportano tra loro con intervalli di tritono ad eccezione del secondo suono dove individuiamo un intervallo enarmonico di terza maggiore. Nella seconda armonizzazione la voce posta nella parte superiore passa nella parte mediana, abbassandosi di un'ottava.
  8. ^ Satie, Erik, 1866-1925., Écrits, Éditions Champ libre, 1977, p. 173, ISBN 2-85184-073-8, OCLC 3396799. URL consultato il 30 aprile 2020.
  9. ^ a b c d e (EN) “Vexations” and its Performers – Gavin Bryars, su gavinbryars.com. URL consultato il 21 settembre 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN180238698 · LCCN (ENn83189064 · GND (DE300135343
Musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Musica classica