Versamento pericardico

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Versamento pericardico
Specialità cardiologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 423.9
ICD-10 I30 e I31.3
MeSH D010490
eMedicine 157325

Per versamento pericardico si intende una raccolta di liquido nel cavo pericardico superiore a quella fisiologicamente presente, (intorno a 50 ml[1]), non è importante solo la quantità ma anche la velocità con cui si formi il versamento, talvolta anche versamenti considerevoli sono tollerati[2]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Un versamento pericardico può derivare da multeplici fattori:

  • Natura batterica/virale, a causa di un pericardite ovvero una infiammazione del pericardio o di svariate patologie (TBC, mononucleosi, AIDS)
  • Natura tumorale, quando un tumore (ad esempio del polmone o della mammella) si estende fino al pericardio fibroso che stringe stretti rapporti con i suddetti organi
  • Natura farmacologica, come ad esempio un alto dosaggio di anticoagulanti (o un normale dosaggio degli stessi in pazienti a rischio) o altri farmaci come il disodiocromoglicato e la idralazina
  • Natura traumatica, derivante da una contusione nell'area cardiogena o una perforazione del pericardio stesso da corpo tagliente (come ad esempio in corrispondenza della bocca dello stomaco, dov'è presente un trigono fibroso che lascia facile accesso al cuore)
  • Altre cause, a causa di un preesistente emo/cardio/idrotorace (versamento pleurico)

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Il dolore è precordiale, irradiato al braccio sinistro e al collo, inasprito dal respiro e dal decubito; può essere simile ad un infarto acuto. Compare inoltre, in caso di forte versamento febbre, disfagia e dispnea.[3] Tutte le manifestazioni sono comunque subordinate all'importanza del versamento stesso che può essere lieve (tenuto sotto controllo e quasi asintomatico) o acuto con tamponamento cardiaco (caso che richiede una pericardiocentesi d'urgenza). Il tamponamento cardiaco non permette al cuore di riempirsi correttamente di sangue[4] e questo porta ad una insufficienza cardiaca. che può portare alla morte del soggetto; questo tipo di situazione è solita nei versamenti pericardici di origine traumatica dove il liquido in questione è il sangue derivante dal trauma. All'esame obbiettivo inoltre il medico dovrebbe auscultare con il fonendoscopio un rumore cardiaco che suona come il calpestare la neve o il rumore del velluto su velluto.

Ecocardiografia; il versamento pericardico (PE) si interpone tra il ventricolo sinistro (LV) e il pericardio parietale.

Profilo diagnostico[modifica | modifica wikitesto]

Benché un aspetto a fiasco dell'ombra cardiaca possa essere dimostrato con una radiografia del torace, questa metodica pone dei problemi di diagnosi differenziale con la cardiomegalia che si può avere, ad esempio, in corso di insufficienza cardiaca. La metodica più sensibile e specifica risulta essere l'ecocardiografia, attraverso la quale è possibile identificare il versamento come uno spazio ecoprivo tra le pareti cardiache e il pericardio. Attraverso l'ecocardiografia è inoltre possibile quantificare l'entità del versamento pericardico, valutando la cinetica ventricolare e la riduzione delle pulsazioni ventricolari e il rapporto con le fasi della respirazione. Attraverso la misura ecocardiografica del diametro antero-posteriore del sacco pericardico è possibile prevedere la quantità di liquido pericardico presente[5], in modo da programmare una possibile pericardiocentesi. La TC e RMN consentono di visualizzare un eventuale ispessimento delle pareti pericardiche o versamenti difficilmente apprezzabili.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

La pericardiocentesi è l'aspirazione del liquido presente tra i due figlietti pericardici attraverso un ago aspirato dal 4°-5° spazio intercostale (a causa del maggior spazio a questo livello per l'inserimento dell'ago), facendo attenzione alla perforazione delle pleure e della parete cardiaca.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ralph Shabetai, M.D, Function of the normal pericardium, in Clinical Cardiology, vol. 22, S1, 3 febbraio 2009, DOI:10.1002/clc.4960221304.
  2. ^ Braunwald, Malattie del cuore di Braunwald Trattato di medicina cardiovascolare, 7ª edizione paf 1763, Padova, Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2987-3.
  3. ^ Michael H Crawford, Diagnosi e terapia in cardiologia p.356, Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-3915-9.
  4. ^ Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione) p. 109, New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.
  5. ^ Mager A, Birnbaum Y, Adler Y, Imbar S, Strasberg B, Battler A., The anteroposterior pericardial sac diameter measured by echocardiography correlates with the volume of pericardial effusion and with effort dyspnea, in European journal of echocardiography, vol. 6, nº 5, ottobre 2005, PMID 16153556.
  6. ^ Dionigi, Basi teoriche e Chirurgia generale - Chirurgia specialistica (4ª edizione), Padova, Elsevier Masson, 2006, ISBN 978-88-299-1654-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Braunwald, Malattie del cuore di Braunwald - Trattato di medicina cardiovascolare, 7ª edizione, Padova, Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2987-3.
  • Dionigi, Basi teoriche e Chirurgia generale - Chirurgia specialistica (4ª edizione), Padova, Elsevier Masson, 2006, ISBN 978-88-299-1654-2.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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