Vergine di Norimberga

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Strumenti di tortura; sulla destra una vergine di Norimberga

La vergine di Norimberga, chiamata anche vergine di ferro, è una macchina di tortura inventata nel XVIII secolo[1] ed erroneamente ritenuta medioevale a causa di una storia raccontata da Johann Philipp Siebenkees, il quale sosteneva fosse stata usata per la prima volta nel 1515 a Norimberga.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non esistono prove che tali macchine siano state inventate nel Medioevo, né utilizzate per scopi di tortura, nonostante la loro massiccia presenza nella cultura di massa. Sono state invece assemblate nel Settecento, partendo da diversi manufatti trovati nei musei, creando così oggetti spettacolari da esibire a scopi commerciali. A Monaco, secondo alcune testimonianze, durante il governo del principe Carlo Teodoro, era utilizzato un simile strumento di supplizio, situato nella cosiddetta via della Donzella. La prima testimonianza di un’esecuzione avvenuta con la Vergine risale al 1515 ed è riportata da Gustav Freytag nel suo “Bilder aus der deutschen Vergangenheilt” e racconta la pena inflitta ad un falsario che rimase all’interno del sarcofago (tra spasmi atroci) per ben tre giorni.[2] 'Uday Saddam, figlio del dittatore iracheno Saddam Hussein e dirigente del comitato olimpico iracheno durante il governo del padre, è stato accusato di aver utilizzato tale strumento di tortura contro gli atleti che effettuavano scarse performance.[3]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La macchina consiste in una specie di armadio metallico a misura d'uomo e di forma vagamente femminile, più o meno grande a seconda dei casi, pieno di lunghi aculei che penetrano nella carne senza ledere organi vitali. Il condannato ipoteticamente veniva fatto entrare in questo "sarcofago" e, chiudendo le ante, veniva trafitto dai suddetti aculei in ogni zona del corpo, morendo lentamente tra atroci dolori. In realtà, un simile strumento non è stato usato almeno fino al XX secolo[4][5].

La Vergine di Ferro aveva un aspetto antropomorfo con un volto da fanciulla e arricchito da un'austera Gorgiera in legno o in metallo idealmente modellato affinché vi si potesse riconoscere lo sguardo misericordioso di Maria (madre di Gesù) ed un corpo rigido formato da una coppia di porte assomiglianti ad una bara. Nel complesso misurava due metri di altezza e quasi un metro di larghezza definendo una stazza abbastanza ampia da racchiudere il corpo di un uomo completamente sviluppato.

Ciò che colpisce sono le dozzine di aculei taglienti e arrugginiti progettati per infilzare i condannati schivando gli organi vitali non appena la doppia porta si richiudeva permettendo alla vittima di rimanere in vita e in posizione retta. Talvolta si è riscontrato in qualche modello della Vergine di Norimberga un lungo chiodo non mobile destinato a infilzare il pene o la vagina dei condannati al fine di infliggere ulteriori sofferenze.

Un'altra caratteristica, secondaria e variabile ma ulteriormente significativa, era che le ante potevano essere aperte indipendentemente. Ciò sarebbe stato utile qualora si fosse voluto verificare lo stato del condannato garantendo altresì l'impossibilità ad effettuare fughe, ribellioni o ritorsioni. Nonostante ciò le porte della Vergine avevano uno spessore considerevole apparentemente progettate per insonorizzare il piccolo ambiente del sarcofago, assicurando cioè che le urla ed i lamenti dei condannati non potessero essere ascoltati all'esterno quando entrambe le porte era sigillate.

Esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i folcloristici rituali il condannato, una volta emessa la sentenza definitiva, doveva passare attraverso sette stanze con sette lucchetti prima di essere giustiziato. L'ultimo ambiente era un lungo corridoio e si presentava come la "Sala della Vergine" in fondo al quale era posto il sarcofago metallico ancora sigillato. Il condannato di fronte allo sguardo femminile riconosceva la figura della "Madonna" a cui rivolgeva suppliche e preghiere. Dall'esterno la figura appariva innocua e serena ma una volta spalancate le sue ante celava lunghi chiodi di ferro il cui scopo non era quello di uccidere all'istante ma di torturare lentamente. L'obiettivo, mai riscontrato storicamente, era quello di impalare la vittima ed infliggere una lunga e dolorosa agonia.

Una volta concluso il breve momento delle suppliche il condannato veniva condotto di schiena all'interno dell'armadio e i giustizieri richiudevano lentamente le ante del sarcofago in modo che gli aculei penetrassero la carne delle braccia, delle gambe e infine del busto trafiggendo la vittima contemporaneamente in innumerevoli parti del suo corpo. Il torace, le spalle e gli occhi erano le parti maggiormente colpite ma ciò senza uccidere direttamente il condannato ma causandogli spasmi e dolori lancinanti per giorni interi fino al sopraggiungere della morte.

Sebbene ciò non possa essere dimostrato da documenti dell'epoca, gli storici hanno sostenuto che i chiodi avrebbero potuto tenere in vita la vittima anche per due o tre giorni in un perpetuo stato di agonia, fin quando alla riapertura delle porte gli aculei non si sarebbero sfilati dilaniando le carni e provocando nel giro di pochi secondi la morte per dissanguamento.

Si pensa tuttavia che alcuni sarcofagi fossero dotati di punte mobili o removibili dalle porte al fine di porli e trasferirli a seconda della pena che si voleva infliggere al condannato. Ciò avrebbe definito la possibilità di giustiziare o graziare le vite dei detenuti a seconda della natura e della gravità dei crimini commessi. L'esito sarebbe stato più o meno mutilante e più o meno straziante a seconda di dove si sarebbero posizionati i chiodi al suo interno.

Riferimenti nei media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Negli albi 135-136 (Il teatro della memoria) di Martin Mystère l'aiutante di Sergej Orloff viene rinchiuso nella Vergine di Norimberga. Allegato all'albo 136 si trova l'inserto La Santa Vehme e la Vergine di Norimberga.
  • Nel manga Shaman King la leader degli X-Laws Iron Maiden Jeanne vive dentro una Vergine di Norimberga per poi manifestarsi quando combatte.
  • Nel fumetto Darkness il protagonista Jackie Estacado viene chiuso dentro nel tentativo di farsi sottrarre la tenebra, che è il suo potere.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del gruppo musicale Heavy Metal degli Iron Maiden deriva dal nome inglese di questa macchina[6]. Il rapper MadMan cita tale strumento in "Intro" Vol2. Il rapper Mezzosangue cita tale strumento in "SilentHill".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo in tedesco sulla vergine di norimberga (Internet archives)
  2. ^ Wolfgang Schild, Die eiserne Jungfrau. Dichtung und Wahrheit (Schriftenreihe des Mittelalterlichen Kriminalmuseums Rothenburg o. d. Tauber Nr. 3), Rothenburg ob der Tauber, 2000.
  3. ^ content.time.com, http://content.time.com/time/world/article/0,8599,444889,00.html.
  4. ^ Secondo la descrizione, era alto due metri, largo 90 centimetri e profondo abbastanza da ospitare un uomo adulto; appariva chiaramente usurato e i suoi chiodi di ferro avevano perso (abbastanza inverosimilmente) il proprio acume. Giaceva su un lato, a portata di vista dagli uffici di ‘Uday, al primo piano dell'associazione calcio. Ironicamente, lo strumento di tortura venne portato all'attenzione di TIME da un gruppo di saccheggiatori, che stava spogliando lo stabile di tutte le cose di pregio. Essi avevano lasciato lì la "Vergine di Norimberga", ritenendola priva di valore."
  5. ^ Iron Maiden Found in Uday Hussein's Playground - TIME
  6. ^ Geoff Barton, Blood and Iron, NWOBHM.com. URL consultato l'8 ottobre 2006.

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