Vegvisir

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Vegvisir nel manoscritto di Huld

Il Vegvísir è un talismano islandese di protezione conosciuto come compasso runico o bussola runica e ritrovato nel manoscritto di Huld ÍB 383 4to, un antico grimorio islandese scritto da Geir Vigfússon nel 1860 che riporta questo testo sotto al simbolo:

(IS)

«Beri maður stafi þessa á sér villist maður ekki í hríðum né vondu veðri þó ókunnugur sá»

(IT)

«Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta»

(Manoscritto di Huld)

Questo simbolo è diventato famoso in tutto il mondo grazie anche alla cantante Björk che lo ha tatuato sul braccio anche se nella versione ripresa da Ólafur Davíðsson.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola deriva dal norreno e significa "segnavia": Veg deriva da "Vegur" che significa "strada", "sentiero" e "Vísir" significa "guida".

Storia del Vegvísir[modifica | modifica wikitesto]

Non vi sono attestazioni o reperti che possano testimoniare l'uso del Vegvísir prima del XVII secolo, dunque molti secoli dopo l'Epoca vichinga. La credenza che fosse un simbolo magico disegnato sugli elmi o sulle navi vichinghe è dunque senza fonte.

Il Vegvísir disegnato nel manoscritto di Huld è quasi sicuramente una copia presa da varie fonti precedenti purtroppo andate perdute. Allo stesso modo altri grimori islandesi riportano gli stessi simboli di Huld, i più importanti sono il Galdrakver - Lbs 4627 8vo e il Galdraskræða Skugga di Jochum "Skuggi" Eggertsson (pubblicato poi nel 1940) in cui il Vegvísir è incluso in un cerchio e non in un quadrato. Purtroppo non sono state riportate le fonti da cui è stato tratto il materiale.

Ólafur Davíðsson è stato il primo a studiare il Vegvísir nel 1903 all'interno del suo saggio Isländische Zauberzeichen und Zauberbücher trasmettendo tuttavia errori di traduzione e modifiche grafiche al simbolo originale.

Nella traduzione del Galdrabók, un altro antico grimorio islandese del XVII secolo, The Galdrabók - An Icelandic Grimoire di Stephen Flowers del 1989 (e ripubblicato aggiornato nel 2005), viene riportato in appendice una versione modificata del Vegvísir del manoscritto di Huld e insieme a quella di Ólafur Davíðsson, è quella che circola principalmente in rete pur essendo una versione semplificata e dunque inesatta.

Nel 2015 Justin Foster ha pubblicato la sua traduzione del manoscritto di Huld dal titolo Galdrastafir Witchcraft Magic Symbols and Runes [1]. Nel suo sito Galdrastafir: Magical Staves ha inserito un'analisi corredata da varie comparazioni delle versioni trovate insieme agli studi sui Galdrastafir.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ online su academia.edu

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Flowers, Stephen, The Galdrabók: An Icelandic Grimoire, York Beach, ME, U.S.A., Samuel Weiser, Inc, (1989), ISBN 087728685X.
  • (EN) Cleasby, Vigfusson and Craigie, An Icelandic-English Dictionary, (Second Edition), Oxford, Clarendon Press, 1957, ISBN 9780198631033.
  • (EN) Zoëga, Geir T., A Concise Dictionary of Old Icelandic, Oxford, Clarendon Press, 1910, ISBN 978-0486434315.
  • (EN) Byock, Jesse L., Viking Language 1: Learn Old Norse, Runes, and Icelandic Sagas (Viking Language Series), Jules William Press, 2013, ISBN 9780988176416.
  • (DE) Davíðsson, Ólafur, Isländische Zauberzeichen und Zauberbücher in "Zeitschrift des Vereins für Volkskunde." vol.13, Berlino, Verlag Von A Asher & Co., 1903.

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