Varanus panoptes

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Varano argo
ArgusMonitorCincinnati.jpg
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Famiglia Varanidae
Genere Varanus
Specie V. panoptes
Nomenclatura binomiale
Varanus panoptes
Storr, 1980[1]

Il varano argo (Varanus panoptes Storr, 1980), detto anche varano a macchie gialle[1], è una specie della famiglia dei Varanidi originaria delle regioni settentrionali dell'Australia e di quelle meridionali della Nuova Guinea.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il varano argo viene comunemente suddiviso in tre sottospecie:

  • V. p. panoptes Storr, 1980;
  • V. p. horni Böhme, 1988;
  • V. p. rubidus Storr, 1980.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le dimensioni del varano argo variano moltissimo a seconda dei sessi: le femmine, infatti, non superano i 90 cm, mentre i maschi (soprattutto quelli delle sottospecie panoptes e horni) possono raggiungere i 120–140 cm. La sua costituzione, diversamente da quella dei suoi cugini africani, è piuttosto gracile. È generalmente di colore giallo, con un colore di fondo marrone o camoscio scuro, ma la sua colorazione varia da un luogo o perfino da un individuo all'altro.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Delle due sottospecie australiane, una, la rubidus (chiamata così per la colorazione rossastra), vive nell'Australia Occidentale, mentre la panoptes si incontra nella Terra di Arnhem, nel Kimberley e nella penisola di Capo York[2]. La sottospecie horni, invece, vive in Nuova Guinea.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Il varano argo è un predatore versatile che occupa una vasta gamma di biomi e di habitat. Animale prevalentemente terrestre, trascorre la maggior parte del tempo al suolo. È un ottimo scavatore e scava grandi tane, spesso ampliando quelle già esistenti, dove trascorre quasi tutta la giornata. Ciononostante, può spingersi alla ricerca di cibo sia sugli alberi che in acqua. Questa grossa lucertola è piuttosto veloce e quando è inseguita può correre rapidamente anche per 100 metri, cercando rifugio sull'albero o nella tana più vicini. Il varano argo è una creatura rivierasca e si incontra spesso in vicinanza di specchi d'acqua permanenti. Assume spesso, sia in cattività che in natura, la posizione del «treppiedi», stando ritto sulle zampe posteriori e sorreggendosi con la coda. Questo insolito comportamento viene attuato sia quando vuole localizzare potenziali prede e nemici o quando si sente minacciato. Soprattutto in cattività questa abitudine è molto frequente. Tale caratteristica lo differenzia dalla maggior parte degli altri varani.

Nella Terra di Arnhem esso depone dalle 6 alle 13 uova tra gennaio e febbraio[2].

Le sue prede sono costituite da quasi tutti gli animali più piccoli di lui, come pesci, granchi, piccoli uccelli, roditori, insetti e perfino altri varani. Cattura infatti frequentemente i varani nani che si spingono all'interno del suo territorio. Varani dalla coda spinosa e varani delle rocce costituiscono una parte importante della sua dieta. Il varano argo ha sensi molto sviluppati, in particolar modo l'olfatto. Come tutti i varani, è dotato di lingua biforcuta e di un organo vomeronasale sul palato. Utilizza quest'ultimo proprio alla stessa maniera dei serpenti e si può spesso vedere mentre esplora con la lingua i dintorni alla ricerca di cibo.

Il suo appetito così insaziabile ha fatto del varano argo un animale piuttosto interessante, ottimo per i programmi di riproduzione in cattività. Se non viene nutrito con regolarità, ha l'abitudine di attaccare le mani del suo custode. Chi ha avuto a che fare con questo rettile tende a definirlo un «pozzo senza fondo», a causa delle enormi quantità di cibo che è in grado di immagazzinare nello stomaco.

Studi recenti suggeriscono che l'invasione dei rospi delle canne abbia severamente danneggiato la popolazione di varani argo del Top End. Gli studiosi stimano che in molte aree il loro numero sia diminuito del 90%[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b JCVI.org
  2. ^ a b Ehmann, Harald. (1992). Encyclopedia of Australian Animals: Reptiles, p. 152. Angus&Robertson. Pymble, Sydney, Australia. ISBN 0-207-17379-6.
  3. ^ Reptile watch - ABC News (Australian Broadcasting Corporation)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Akeret, B. 2006. Bau einer Großterrarienanlage für Warane und Hornvipern. Draco 7 (26): 38-
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  • Bennet, D.F. 2003. Australische Warane. Reptilia (Münster) 8 (5): 18-25
  • Bennet, D.F. 2003. Der Varanus-gouldii-Komplex. Reptilia (Münster) 8 (5): 26-28
  • Bennet, D.F. 2003. Australian Monitors. Reptilia (GB) (30): 12-19
  • Bennet, D.F. 2003. The Varanus gouldii group. Reptilia (GB) (30): 27-29
  • Böhme, W. 1988. Der Arguswaran (Varanus panoptes, Storr 1980) auf Neuguinea: Varanus panoptes horni spp. n. Salamandra 24 (2/3): 87-101.
  • Böhme,W. 2003. Checklist of the living monitor lizards of the world (family Varanidae). Zool. Verhand., Leiden 341: 6-43
  • Böhme,W. & T. ZIEGLER 1998. Comments on the proposed conservation of the names Hydrosaurus gouldii Gray, 1838 and Varanus panoptes STORR, 1980 (Reptilia, Squamata) by the designation of a neotype for Hydrosaurus gouldii (Case 3042; see BZN 54: 95-99, 249-250; 55: 106-111). Bull. Zool. Nomenclature 55 (3): 173-174.
  • Cogger, H.G. (2000). Reptiles and Amphibians of Australia, 6th ed. Ralph Curtis Publishing, Sanibel Island, 808 pp.
  • Lenk, P.; Eidenmueller, B.; Staudter, H.; Wicker, R.; Wink, M. 2005. A parthenogenetic Varanus. Amphibia-Reptilia 26 (4): 507-514
  • Packard, Gary C. and THOMAS J. BOARDMAN 2009. Bias in interspeci?c allometry: examples from morphological scaling in varanid lizards. Biological Journal of the Linnean Society, (2009), 96, 296–305.
  • Schardt , M. (2000). Aktuelle Übersicht zur Nomenklatur der australischen "Gouldswarane" sowie Angaben zur Haltung und Nachzucht von Varanus panoptes panoptes Storr, (1980). Herpetofauna 22 (129): 22-32
  • Sprackland R G.; Smith H M. & Strimple P D. 1997. Hydrosaurus gouldii Gray, 1838 (currently Varanus gouldii) and Varanus panoptes Storr, 1980 (Reptilia, Squamata): Proposed conservation of the specific names by the designation of a neotype for H. gouldii. Bulletin of Zoological Nomenclature 54 (2): 95-99.
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