Valico di Santa Barbara

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Valico di Santa Barbara
StatiItalia Italia
Slovenia Slovenia
RegioneFriuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Flag of Slovenia.svg Litorale
ProvinciaTrieste
Flag of Slovenia.svg Litorale-Carso
Località collegateSanta Barbara e Premanzano (Premančan)
Altitudine175 m s.l.m.
Coordinate45°35′08.34″N 13°46′37.34″E / 45.58565°N 13.77704°E45.58565; 13.77704Coordinate: 45°35′08.34″N 13°46′37.34″E / 45.58565°N 13.77704°E45.58565; 13.77704
Altri nomi e significatiValico confinario di Monte Castellier
(mejni prehod Kaštelir)
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Valico di Santa Barbara
Valico di Santa Barbara

Il valico di Santa Barbara è un valico di frontiera fra l'Italia e la Slovenia.

Collega le località di Santa Barbara (in comune di Muggia, nell'ex provincia di Trieste) e di Premanzano (Premančan) (in comune di Capodistria). Da parte slovena è chiamato valico confinario di Monte Castellier (mejni prehod Kaštelir).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il valico è detto di Santa Barbara dal nome della omonima località nei pressi del quale è posizionato. Il nome sloveno deriva dal nome della collina posta poco distante dal valico stesso. Il posto di blocco si trova in zona collinare, nella periferia di Muggia; sul lato italiano si trova all'altezza di un tornante della strada che sale dalla cittadina.

Da parte italiana vi terminano la ex strada provinciale 16 e la ex strada provinciale 24, che collegano il valico col capoluogo comunale. Da parte slovena il valico è collegato con Premanzano, da cui poi la strada scende per ricongiungersi con la 406 per Capodistria e Ancarano.

Il valico è caratterizzato da traffico locale, anche se viene utilizzato, soprattutto nei mesi estivi, quale alternativa al più importante confine di stato di Rabuiese,[1] anche per evitare l'uso della vignetta, obbligatorio per chi percorre la Superstrada H5 che collega Rabuiese con Capodistria.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il valico è stato istituito nel 1954 quando, a seguito del Memorandum di Londra, l'Italia prese il controllo della Zona A del Territorio Libero di Trieste, mentre la Jugoslavia inglobò la Zona B. In base a tale accordo venne rettificato il confine nei pressi di Muggia, a favore della Jugoslavia, che portò all'apposizione del confine alla periferia di Santa Barbara. Con l'annessione della zona A alla Repubblica italiana il valico divenne di frontiera tra l'Italia e la Jugoslavia, a cui subentrò, dal 1991, la neoindipendente Slovenia.

Era un valico di seconda categoria, ovvero poteva essere superato dalle persone dotate di apposito lasciapassare, che era concesso ai soli residenti in aree nei pressi del confine tra i due Paesi. Nel gennaio del 1991 il comune di Muggia, ove si trova il valico, chiese l'interessamento della Regione Friuli-Venezia Giulia al fine di elevarlo a valico internazionale, sostituendo nella funzione il vicino Valico di San Bartolomeo. Ciò al fine di evitare i lunghi incollamenti che si creavano sul lungomare della cittadina nei mesi estivi, dovuti ai vacanzieri che sceglievano il valico di S. Bartolomeo per evitare le code al Valico di Rabuiese.[3]

Il valico è soggetto al controllo della Tenenza di Muggia della Guardia di Finanza.[4] Dal 2005 il controllo del valico venne abbandonato anche dai Carabinieri, che vennero sostituiti dalla Polizia di Frontiera.[5] Inoltre, dal 1º febbraio 2006, solo la polizia italiana proseguì nel controllo dei documenti per le persone che transitavano al valico.[6]

Con l'entrata della Slovenia nell'area Schengen, il 21 dicembre 2007, l'accesso al valico è stato liberalizzato. Nel 2013 la Provincia di Trieste finanziò la demolizione del piazzale dell'ex guardiola e il rifacimento degli asfalti sulla SP16, per una lunghezza di circa 2 km verso il valico.[7]

Dall'11 marzo 2020 le autorità slovene, al fine di prevenire un aumento del numero dei contagi da COVID-19, stante la situazione italiana, decidono di incrementare i controlli sanitari al confine, lasciando aperti solo i valichi più importanti. Il valico di Santa Barbara viene perciò chiuso alla circolazione,[8] fino al 15 giugno successivo.[9]

Dal 29 marzo 2021 il valico viene nuovamente chiuso, per la recrudescenza dell'epidemia in Slovenia, dopo che nei giorni precedenti ne era già stata limitata l'apertura oraria.[10] Il 28 aprile successivo il valico viene riaperto.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riccardo Coretti, Muggia, senza confini alture più agibili, in Il Piccolo, 5 maggio 2008. URL consultato il 19 maggio 2020.
  2. ^ Mauro Manzin, Vignette "antiportoghesi" a Scoffie, in Il Piccolo, 15 giugno 2013. URL consultato il 1º giugno 2020.
  3. ^ Luca Loredan, Il valico Santa Barbara "porta centrale" per l'Est, in Il Piccolo, 9 gennaio 1991, p. 13.
  4. ^ Trieste, su lascuolaalpinagdfsiamonoi.it. URL consultato l'8 marzo 2020.
  5. ^ Sergio Rebelli, I carabinieri vanno via dai confini, in Il Piccolo, 5 maggio 2005. URL consultato il 19 maggio 2020.
  6. ^ Sergio Rebelli, La polizia slovena lascia i valichi, in Il Piccolo, 29 gennaio 2006, p. 26. URL consultato il 2 marzo 2020.
  7. ^ La Provincia restaura otto valichi minori e la viabilità carsica, in Il Piccolo, 1° agosto 2013. URL consultato il 2 marzo 2020.
  8. ^ Covid-19, le regole per entrare in Slovenia. Controlli sanitari e certificazioni, su triesteallnews.it, 13 marzo 2020. URL consultato il 27 marzo 2020.
  9. ^ Coronavirus: Slovenia riapre a Italia, via barriere a valichi, in ansa.it, 15 giugno 2020. URL consultato il 16 giugno 2020.
  10. ^ TRIESTE SLOVENIA: CHIUSI I CONFINI MINORI, SI PASSA SOLO CON IL TAMPONE, su telequattro.medianordest.it, 30 marzo 2021. URL consultato il 2 aprile 2021.
  11. ^ Slovenia: da domani non ci saranno più punti di controllo ai confini, su triesteprima.it, 27 aprile 2021. URL consultato il 29 aprile 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Dolce, Piano comunale di sviluppo e di adeguamento del commercio – Parte prima, Comune di Duino Aurisina, 1976.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]