Valerio Mariani

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo miniaturista e calligrafo (fl. 1560-1600), vedi Valerio Mariani (miniaturista).

Valerio Mariani (Roma, 15 gennaio 1899Roma, 31 dicembre 1982) è stato uno storico dell'arte, critico d'arte e accademico italiano, figlio dell'archeologo Lucio Mariani e nipote del pittore Cesare. Dopo il ritiro dall'insegnamento accademico, proseguì la sua dedizione agli studi, "un’intensa e brillante attività di conferenziere in Italia e all’estero"[1], unita al suo impegno nella critica militante.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si laureò in Lettere all'Università di Roma nel 1923, allievo di Cesare de Lollis e Adolfo Venturi, con una tesi in storia dell'arte. Dopo la laurea, si diede a perseguire la sua iniziale decisione di dedicarsi alla pittura in modo professionale, seguendo un corso di studi privati presso il pittore Gaetano Cellini e frequentando, in seguito, l'Accademia di belle arti di Roma.

Anche quando abbandonò questo proposito, dedicandosi professionalmente all'insegnamento e alla storia dell'arte, Mariani continuò sempre a dedicarsi alla pratica privata della pittura. A essa egli aggiunse la personale frequentazione degli ambienti artistici della scuola pittorica romana, grazie ai quali strinse amicizia con Scipione (alias Gino Bonichi), Mario Mafai, Renato Guttuso, Fausto Pirandello.

I suoi studi riguardarono soprattutto l'arte dal Rinascimento al barocco, ma i suoi interessi si allargavano anche all'arte medievale, con lavori su Giotto, Arnolfo di Cambio e Simone Martini. Si interessò, inoltre, di arte contemporanea, dedicandosi alla critica militante, un impegno accresciuto dopo il pensionamento dall'insegnamento universitario.

Mariani era sposato con Maria Gigliola Rosso, a cui si era unito in matrimonio nel 1944. Dalla moglie, scrittrice di letteratura per bambini, ebbe due figli, Andrea e Luca.

Nel 1962, insieme al pittore Domenico Purificato, allo scultore Enrico Martini e ai giornalisti Claudia Refice, Costanzo Costantini e Guglielmo Quadrotta, e al presidente dell'EPT di Frosinone, Giovanni Gigliozzi, ha fatto parte della commissione esaminatrice alla mostra "Ciociaria vi presenta", tenutasi presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma[2]

Incarichi e insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

Valerio Mariani si orientò ad attività di insegnamento, di più certa remunerazione rispetto alla pittura, dopo la morte prematura del padre: insegnò lettere, per poco tempo, al Collegio Nazareno (1924-1926), quindi si trasferì all'Aquila, all'ispettorato presso la Soprintendenza ai monumenti dell'Abruzzo. Nel 1930 tornò a Roma, chiamatovi da Corrado Ricci, per lavorare presso il Reale istituto di archeologia e storia dell'arte, di cui divenne segretario.

Conseguita la libera docenza, dal 1933 insegnò arte medievale e moderna alla facoltà di Magistero di Roma e, dal 1948 al 1969, ininterrottamente, arte moderna e contemporanea all'Università degli Studi di Napoli. Agli incarichi principali, aggiunse l'insegnamento all'Università Suor Orsola Benincasa, alla Fondazione Marco Besso (dal 1930 agli anni sessanta), e le attività didattiche estive nei corsi di alta cultura italiana tenuti dall'Università per stranieri di Perugia.

Su incarico, soprattutto, della Società Dante Alighieri, svolse anche un'intensa attività di conferenziere in Italia, Francia, Svizzera, Grecia, Paesi Bassi, Regno Unito.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tommaso Casini, Valerio Mariani, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 70, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008. Modifica su Wikidata
  2. ^ Il Tempo, 1962.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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