Valeriano Malfatti
| Valeriano Malfatti | |
|---|---|
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| Deputato dell'Impero Austriaco | |
| Durata mandato | 22 settembre 1885 – 4 novembre 1918 |
| Legislatura | VII - VIII - IX - X - XI - XII |
| Gruppo parlamentare | Liberale italiano |
| Collegio | Tirolo 7-Rovereto |
| Senatore del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 30 settembre 1920 – 18 ottobre 1931 |
| Legislatura | XXV - XXVI - XXVII - XXVIII |
| Sito istituzionale | |
| Deputato regionale del Tirolo | |
| Durata mandato | 4 giugno 1883 – 26 aprile 1908 |
| Legislatura | VI - VII - VIII - IX |
| Gruppo parlamentare | Borghesi |
| Podestà di Rovereto | |
| Durata mandato | 1 gennaio 1886 – 24 maggio 1915 |
| Durata mandato | 4 novembre 1918 – 16 ottobre 1920 |
| Dati generali | |
| Prefisso onorifico | Barone |
| Partito politico | Club dei liberali |
| Titolo di studio | Laurea in ingegneria |
| Università | Politecnico di Stoccarda |
| Professione | Possidente |
Valeriano Malfatti (Rovereto, 20 novembre 1850 – Rovereto, 18 ottobre 1931) è stato un politico italiano, fino al 1918 nell'Impero austro-ungarico e in seguito nel Regno d'Italia.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Origini e formazione
[modifica | modifica wikitesto]Nacque da una famiglia nobile: il padre, barone Cesare Malfatti, era stato già podestà di Rovereto, e la madre Irene apparteneva alla famiglia da Chiusole[1]. Si laureò in ingegneria al Politecnico di Stoccarda, quindi rientrò a Rovereto e nel 1880 fu eletto consigliere comunale.
Podestà e sindaco di Rovereto
[modifica | modifica wikitesto]Il 1º gennaio 1886 fu nominato podestà di Rovereto, carica che mantenne fino al 24 maggio 1915[1]. Durante il suo lungo mandato promosse un piano regolatore moderno (1907), affidato all’architetto viennese Karl Mayreder, e incentivò lo sviluppo urbano ed economico della città: realizzò ospedali, scuole, case operaie, la centrale elettrica della Flora e sostenne la costruzione della linea ferroviaria Rovereto–Riva[2].
Attività politica nell’Impero austro-ungarico
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1883 fu eletto al Landtag tirolese e nel 1885 all’Abgeordnetenhaus di Vienna, dove sedette come deputato per oltre trent’anni, fino al 1918, venendo rieletto anche con il suffragio universale nel 1907 e nel 1911[1]. Fu promotore della difesa della lingua italiana, protestando contro la germanizzazione scolastica, difendendo le scuole italiane e opponendosi al predominio amministrativo tirolese.
Prima guerra mondiale e internamento
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1914 fu tra i promotori di una missione diplomatica a Roma per evitare la guerra e favorire l’unione pacifica del Trentino all’Italia. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia il 24 maggio 1915, Malfatti fu sospeso da ogni incarico e internato dagli austriaci, dapprima a Igls, poi nel campo di Katzenau, vicino Salisburgo, come “sospetto irredento”. Fu liberato nel luglio 1917 per grazia imperiale di Carlo I d'Austria e rientrò a Vienna per l’ultima fase parlamentare dell’Impero[1].
Rientro in Italia e nomina a senatore
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1918 fu nominato commissario civile del Comune di Rovereto e poi sindaco, carica che mantenne fino al 1920[3]. Nello stesso anno fu chiamato a dirigere la Commissione per gli Affari Civili presso la Legazione Italiana a Vienna. Il 30 settembre 1920 fu nominato senatore del Regno da Vittorio Emanuele III[3]. Fu membro della Commissione consultiva per la Venezia Tridentina insieme ad Enrico Conci e si ritirò progressivamente dalla vita pubblica.
Morte e memoria
[modifica | modifica wikitesto]Morì a Rovereto il 18 ottobre 1931. A lui è stato dedicato un busto e numerosi omaggi pubblici. Recentemente la sua figura è stata riscoperta grazie al progetto musicale del cantautore Cesare Malfatti (suo pronipote), che nel 2018 e nel 2025 ha dedicato due album alla sua memoria e alla storia della città nel Novecento[4][5][6].
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c d Silvano Benvenuti, Valeriano Malfatti, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 67, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2007.
- ^ Valeriano Malfatti, su Trentino Cultura. URL consultato il 25 giugno 2025.
- ^ a b Scheda del Senatore Valeriano Malfatti, su Senato del Regno d’Italia. URL consultato il 25 giugno 2025.
- ^ Francesca De Santi, Cesare Malfatti canta il prozio Valeriano, podestà di Rovereto, su L’Adige, 3 novembre 2018. URL consultato il 25 giugno 2025.
- ^ Fabio Oselini, Cesare Malfatti dedica un nuovo disco a Valeriano, su Il Dolomiti, 18 febbraio 2025. URL consultato il 25 giugno 2025.
- ^ Progetto musicale su Valeriano Malfatti, su Trentino Cultura, 10 ottobre 2025. URL consultato il 25 giugno 2025.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Valeriano Malfatti
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Malfatti, Valeriano, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Piero Sticotti, MALFATTI, Valeriano, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
- Sergio Benvenuti, MALFATTI, Valeriano, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 68, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007.
- (DE) Valeriano Malfatti (XML), in Dizionario biografico austriaco 1815-1950.
- MALFATTI Valeriano, su Senatori d'Italia, Senato della Repubblica.
- Valeriano Malfatti, su consiglio.provincia.tn.it, Storia dell'Autonomia Trentina. URL consultato il 31 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2005).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 232851637 · GND (DE) 1020459212 |
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