Valentino (stilista)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Valentino Garavani)
Jump to navigation Jump to search
Valentino con Elizabeth Hurley al Festival di Cannes nel 2007

Valentino Clemente Ludovico Garavani, meglio noto come Valentino (Voghera, 11 maggio 1932), è uno stilista italiano, creatore dell’omonimo marchio. Il brand Valentino produce abiti di alta moda per uomo e donna, accessori,[1] profumi[2] e pret-a-porter. Ancora oggi è un simbolo di eleganza e raffinatezza made in Italy all'interno del panorama internazionale.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Valentino con Jacqueline Bouvier a Capri negli anni sessanta

Nato a Voghera nel 1932, secondogenito, dopo la sorella maggiore Wanda (1925-1997), di Mauro Garavani e Teresa de Biaggi, fin da giovanissimo attratto dal mondo della moda e dalla creatività sartoriale della stilista vogherese Ernestina Salvadeo, frequenta una Scuola di figurino a Milano e contemporaneamente studia francese alla Berlitz School e viaggia all'estero, trascorrendo un lungo periodo a Parigi. Studia stilismo all'École de La Chambre Syndicale de la Couture.[4]

Negli anni cinquanta, dopo essersi fatto notare partecipando a un importante concorso, si trasferisce a Parigi ed entra come collaboratore nella Casa di Moda di Jean Dessès e nell'atelier di Guy Laroche. Fa ritorno in Italia e a fine degli anni cinquanta è a Roma, allievo di Emilio Schuberth per poi collaborare presso l'atelier di Vincenzo Ferdinandi prima di aprire una propria maison[5]. Nel 1957 fonda la Valentino insieme ad alcuni soci, fra cui il padre. Tuttavia gli alti costi di gestione, unitamente al gusto per il lusso dello stilista, portarono i soci a ritirarsi dall'attività, facendo quasi andare la casa di moda in bancarotta. Fu risolutiva l'entrata nella società del compagno Giancarlo Giammetti, studente di architettura con il quale Garavani avviò una nuova casa di moda, occupandosi esclusivamente dell'aspetto creativo, e lasciando al socio l'aspetto finanziario.[6]

Nel 1959 apre il suo atelier a Roma in via dei Condotti e nel 1960 inizia la sua collaborazione con Giancarlo Giammetti che seguirà lo sviluppo del suo marchio. Nel 1962, dopo il trionfo della sua prima collezione a Pitti Moda di Firenze, Valentino diviene in breve uno dei più apprezzati e dei più popolari couturiers del mondo. Le due pagine che l'edizione francese di Vogue gli dedica sono il segno della sua consacrazione tra i grandi della Moda.[7]

Nel 1967 gli viene conferito a Dallas il Premio Neiman Marcus, equivalente, nel mondo della Moda, all'Oscar cinematografico. In questo stesso anno disegna le divise per gli assistenti di volo della TWA e presenta la prima collezione Valentino Uomo. Nel 1968 inizia ad usare come griffe la celebre "V", e, ormai parte del Gotha degli stilisti, crea l'abito da sposa per le nozze di Jacqueline Bouvier con Onassis. Inizia ufficialmente l'internazionalizzazione del brand, grazie a un'intelligente politica di collaborazioni con nuove realtà produttive. Nella nuova decade, gli anni '70, lo stilista italiano apre nuovi ateleier nelle più importanti città della moda internazionali, tra cui Parigi, Tokyo, Ginevra, New York e Losanna.[8]

Negli anni ottanta Valentino affida alla Italiana Manifatture dei fratelli Castelletti di San Benedetto del Tronto la produzione e distribuzione mondiale delle linee Valentino Jeans, Oliver, Valentino Junior, 18:18. Dagli anni settanta in poi Valentino veste le donne più famose del mondo ed apre boutique a New York, Parigi, Ginevra, Losanna, Tokyo. Viene creato anche un profumo che porta il suo nome, che nel 1991 sarà seguito dal profumo "Vendetta".

Nel 1971 è ritratto dal pittore statunitense Andy Warhol. Nel 1985 riceve dal Presidente della Repubblica la decorazione di Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito, nel 1986 il titolo di Cavaliere di Gran Croce, nel 1996 è nominato Cavaliere del Lavoro; nel luglio 2006 gli viene conferita la Legion d'onore, la più alta onorificenza della Repubblica francese.

Valentino segue anche le tematiche sociali: insieme a Giancarlo Giammetti dà vita nel 1990 all'Associazione L.I.F.E, che si propone di combattere l'AIDS mediante campagne di informazione, supporto ai parenti degli ammalati e incentivazione della ricerca. Il celebre marchio, venduto nel 1998 alla casa tedesca HDP, è stato rilevato nel 2002 dal Gruppo Marzotto.

Il 4 settembre 2007 Valentino dice addio alla moda. La griffe da lui fondata oltre 45 anni prima non si avvarrà più della sua creatività.[9][10] Sarà sostituito da Alessandra Facchinetti. Cinque mesi dopo, Matteo Marzotto lascia la presidenza. Dopo solo due stagioni Alessandra Facchinetti lascia l'azienda. Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, che per dieci anni hanno disegnato gli accessori per Valentino, sono nominati direttori creativi. Il 20 novembre è stato distribuito nei cinema italiani il film-documentario Valentino: The Last Emperor, diretto dal regista statunitense Matt Tyrnauer, pellicola che segue gli ultimi due anni di attività dello stilista.[11] Il logo con l'inconfondibile V maiuscola, diventato iconico non solo nella moda e riconosciuto come simbolo di fascino ed eleganza, è stato raccontato nel libro “Valentino Garavani VLogo Signature Uncensored Project” a cura di Pierpaolo Piccioli. Nel volume il logo viene analizzato e reinterpretato grazie al contributo di sedici tra i più famosi magazine di moda.[12] Il brand Valentino dopo la vendita da parte del suo fondatore è stato oggetto di un'estesa opera di rebranding e di una nuova corsa verso la modernità, pur senza mai scostarsi dalla figura di Valentino Garavani. Anzi, allo stilista sono stati dedicati eventi e mostre, come la mostra multisensoriale svoltasi a Shanghai.[13]

Nel 2010 Garavani viene indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per reati fiscali.[14] Il 7 settembre 2011 Valentino è stato onorato presso il Fashion Institute of Technology di New York con il premio Couture Council Award 2011, durante il pranzo di beneficenza al David H. Koch Theater, Lincoln Center.[15].

Il 18 febbraio 2018 si aggiudica il Premio la Moda Veste la Pace, il riconoscimento che l'Organizzazione Mondiale contro le Discriminazioni nella Moda, nell'arte e nello sport African Fashion Gate conferisce ogni anno presso il Parlamento Europeo di Bruxelles.[16]

45º anniversario della maison di Valentino: 6-8 luglio 2007, Roma[modifica | modifica wikitesto]

Abiti esposti al Museo dell'Ara Pacis in occasione della mostra dedicata a Valentino per i 45 anni di carriera

Valentino Garavani ha celebrato a Roma il 45º anniversario della sua nota maison con tre giorni di festeggiamenti, tra il 6 e l'8 luglio 2007, prima di dire addio al suo lavoro di creatore di alta moda. Il 6 luglio un gala per 600 invitati d'eccezione ha avuto luogo al Tempio di Venere, cuore del Foro romano, ricostruito dallo scenografo premio Oscar Dante Ferretti con un doppio filare di colonne corinzie in vetroresina. Per l'occasione Valerio Festi ha progettato lo spettacolo[17] che animava la location con fuochi d'artificio e danzatrici aeree (vestite con un'apposita versione degli abiti da sera rosso Valentino).

Le ballerine si muovevano sulle note dell'aria "Oh mio babbino caro" dall'opera Gianni Schicchi cantata da Maria Callas, mentre la superficie del Colosseo era illuminata di rosso, il colore creato e lanciato dallo stilista, onnipresente nelle sue collezioni. Proprio la sequenza di una ballerina di Studio Festi in volo che si allontana è l'immagine-simbolo con la quale Matt Tyrnauer chiude il suo documentario Valentino: The Last Emperor.[18]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Wideville, residenza di Valentino, in una foto d'epoca
Palazzo Mignanelli, residenza romana di Valentino e sede della casa di moda

Valentino Garavani è stato sentimentalmente legato per 12 anni a Giancarlo Giammetti. I due hanno vissuto insieme alle loro madri, Teresa e Lina fino alla loro scomparsa, Teresa Garavani nel 1977 e Lina Giammetti nel 1996.

Valentino vive tra il Castello di Wideville, a Davron, Crespières, nei pressi di Parigi, acquistato nel 1995, residenza cinquecentesca con un parco annesso di oltre 120 ettari, la villa a Roma sulla Via Appia, il palazzo ottocentesco a Holland Park a Londra, nel cui salone si trovano i cinque quadri di Pablo Picasso che fanno parte della collezione dello stilista, l'attico newyorkese a Park Avenue e lo Chalet Gifferhorn, dimora invernale dello stilista a Gstaad. A Roma si trova anche Palazzo Mignanelli, sede dell'omonima casa di moda.

Lo stile di vita di Valentino e Giammetti è sempre stato caratterizzato da un'estrema opulenza. John Fairchild, storico ex direttore della rivista di moda Women's Wear Daily e W, ha dichiarato in un'intervista a Vanity Fair (Agosto 2004):

«Valentino e Giancarlo sono i re dell'high living. Tutti gli altri stilisti guardano e dicono: "Ma come fanno?". Non credo che nessuno di loro abbia mai fatto i soldi che Valentino e Giancarlo hanno guadagnato, perché Giancarlo sa come fare soldi. E se li hanno fatti, non li hanno spesi come Valentino. Nessun altro stilista l'ha mai fatto. Negli anni del terrorismo a Roma - quando le Brigate Rosse rapivano le persone - Valentino girava con una Mercedes blindata. E sai di che colore era? Rossa. Dio mio, pensai, vuoi proprio che ti facciano saltare in aria.»

Lo yacht di Valentino attraccato a Porto Santo Stefano

Nel 2007, in un'intervista a La Repubblica, ha rivelato di aver amato l'attrice Marilù Tolo, di averle chiesto la mano ma di essere rimasti amici, visto il rifiuto dell'attrice.[19]

Valentino appare sempre circondato da una corte di amici che è divenuta una vera e propria famiglia per lui. Il gruppo comprende il suo socio negli affari ed ex compagno nella vita Giancarlo Giammetti, l'attuale fidanzato ed ex modello americano Bruce Hoeksema, i fratelli brasiliani Sean e Anthony de Souza e i loro genitori Carlos Souza e la socialite brasiliana Charlene Shorto de Ganay, ex moglie di Souza, entrambi PR di Valentino. Valentino incontrò l'allora diciottenne Carlos nel 1973 durante il carnevale di Rio de Janeiro quando, secondo le cronache, era il più bel ragazzo del Brasile. Carlos accettò di seguire Valentino e Giammetti a New York e ha lavorato come PR per la maison Valentino per più di trent'anni fino al dicembre 2007. Valentino e Giammetti sono oggi i padrini di Anthony e Sean.

Giammetti ha confidato al mensile Vanity Fair:

«questa famiglia è rimasta insieme grazie a me, perché quando Valentino si arrabbia, taglia tutti i ponti - è così e basta. Ricordo quando Carlos ci lasciò e si trasferì in Brasile e sposò Charlene. Valentino si rifiutò di parlargli, io invece continuai a parlare con Carlos. Un giorno Carlos chiamò e disse che aveva avuto un figlio maschio, Sean. Passai la cornetta a Valentino che cominciò a piangere ininterrottamente.»

Valentino ha fatto una breve apparizione nel film Il diavolo veste Prada interpretando se stesso.[20]

Muse brasiliane e spagnole: Charlene Shorto de Ganay e Nati Abascal[modifica | modifica wikitesto]

Valentino ha sempre avuto al suo fianco come amiche e muse bellissime donne del jet-set ed alcune di loro sono diventate membri della sua famiglia estesa. Rientrano in questo gruppo le brasiliane Charlene Shorto De Ganay, detta Chacha' e la spagnole Naty Abascal, duchessa di Feria e la principessa franco-brasiliana Georgina Brandolini, nuora di Cristiana Agnelli, che lavorò per Valentino per 18 anni prima di lasciarlo per Balmain. Charlene è l'ex moglie del PR storico di Valentino Carlos de Souza, dei cui figli, Sean e Anthony, Valentino e Giammetti sono i padrini. Valentino incontrò invece Nati Abascal, allora diciannovenne, nel 1968 ad una festa e la invitò a Capri. Altre muse storiche di Valentino sono state Rosario di Bulgaria, che incontrò Valentino a Maiorca negli anni novanta ad una festa del jet-set spagnolo, divenendo poi per un po' di tempo la sua donna immagine. Altri amici molto importanti sono stati la modella brasiliana Dalma Callado, e le PR Daniela Giardina, Olivia Berghauer e Noona Smith Petersen.

Il rosso Valentino e l'estetica del brand[modifica | modifica wikitesto]

Rosso Valentino
Coordinate del colore
HEX #ED463E
sRGB1 (r; g; b) (237; 70; 62)
CMYK2 (c; m; y; k) (0; 82; 67; 0)
HSV (h; s; v) (3°; 74%; 93%)
1: normalizzato a [0-255] (byte)
2: normalizzato a [0-100] (%)

Rosso Valentino è una particolare sfumatura di rosso creata da Valentino e usata di massima solo per alcuni dei suoi abiti. Si tratta di una tonalità di rosso molto acceso tra il carminio, il porpora e il rosso di cadmio, tende all'arancione senza mai diventare davvero arancione. Valentino ne ha avuto ispirazione dai vivaci toni cromatici visti durante una vacanza in Spagna[21]. Lo stile delle collezioni Valentino è sempre stato classico ed elegante, emblema di una raffinatezza quasi mai semplice ma che si adatta al corpo che la indossa valorizzandolo e senza mai rubandone l'attenzione. Non mancano i tocchi di stravaganza, abilmente inseriti negli abiti di alta classe, che donano un fascino senza tempo al brand italiano. I capi Valentino sono emblema di lusso e delicatezza.[22]

Collaborazioni per VIP[modifica | modifica wikitesto]

Sono molte le celebrità che hanno scelto Valentino per le loro occasioni speciali, sfoggiando abiti su misura che hanno accresciuto la notorietà del brand. Ad esempio Anne Hathaway, protagonista de Il diavolo veste Prada, lo ha scelto per il suo matrimonio, ed è passata alla cronache per l'ampia gonna di tulle bianco con un leggerissima sfumatura di rosa.[23] Nel 1995 lo stilista italiano ha curato l'abito da sposa della bellissima Marie-Chantal Miller per il matrimonio con Pavlos, principe della Corona di Grecia, collaborazione che ha dato subito un'impennata di visibilità alla maison di moda. Il vestito firmato Valentino oltre ad essere diventato iconico è tra le creazioni più costose del mondo della moda sposa, con un valore di 327.159 euro.[24]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 10 ottobre 1986
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
«È un esempio del "Made in Italy". Non solo le sue intuizioni creative, ma anche le sue decisioni strategiche e innovazioni hanno portato la sua Maison alle attuali dimensioni nel mondo della moda. Valentino rivela sin dai primi anni di studio un promettente temperamento artistico e una profonda sensibilità al bello. Giovanissimo, parte per Parigi per frequentare corsi di disegno. Gli anni di apprendistato presso Jean Dessès e Guy Laroche formano il suo gusto e soprattutto il suo stile. Tornato a Roma, agli inizi degli anni Sessanta inaugura il suo primo atelier, che riscuote un grande successo. Nel 1962, in occasione della sfilata di Palazzo Pitti a Firenze, Valentino conosce la prima consacrazione internazionale con vasta eco sulla stampa. Nel 1965 è ormai l'alfiere indiscusso della moda italiana e nel 1967, riceve a Dallas il Neiman Marcus Award (una specie di premio Oscar della moda). Nel 1968 la famosa "collezione bianca", sulla quale viene impressa e riportata, con intuizione in seguito copiatissima, la 'V', autentico sigillo di raffinatezza è impressa e riportata in metallo su tessuti e accessori (Valentino è il primo couturier italiano a stipulare contratto di licenza e la commercializzazione internazionale di prodotti con la sua griffe) Nel 1984 Valentino festeggia i suoi 25 anni di attività. Gli viene tributato un riconoscimento ufficiale dal Ministero dell'Industria. Nel 1985 il suo primo progetto espositivo: l'Atelier delle Illusioni. Una mostra al Castello Sforzesco di Milano. Nel 1990 con l'incoraggiamento anche di Elizabeth Taylor, fonda L.I.F.E. (Lottare, Informare, Formare, Educare). Un'associazione destinata a promuovere iniziative di sensibilizzazione e di raccolta di fondi per aiutare concretamente i bambini malati di AIDS.»
— Roma, 1º giugno 1996[25]
Cavaliere della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore
— Parigi, 6 luglio 2006
Commandeur dans l'Ordre des Arts et Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commandeur dans l'Ordre des Arts et Lettres
— 11 ottobre 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ VALENTINO, LA STORIA DI UNO STILISTA CHE CONTINUA A FARCI SOGNARE, su viviconstile.it, 22 novembre 2019. URL consultato il 30 marzo 2021.
  2. ^ Francesca Merlo, I profumi più romantici da regalarle a San Valentino, su donnamoderna.com, 5 febbraio 2021. URL consultato il 30 marzo 2021.
  3. ^ Anna Franco, Valentino: l'ultimo imperatore della moda: "oggi con gli inlfuencer il cattivo gusto è ovunque", in il Messaggero, 2 agosto 2019. URL consultato il 31 marzo 2021.
  4. ^ Valentino: la biografia dello stilista italiano, in fashionaut, 30 marzo 2021. URL consultato il 30 marzo 2021.
  5. ^ Copia archiviata (JPG), su storage.googleapis.com. URL consultato il 24 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2019).
  6. ^ Valentino, la storia della sua vita in tre minuti, in VanityFair, 12 marzo 2014. URL consultato il 30 marzo 2021.
  7. ^ Raffaella Manetta, Maison Valentino: la storia e lo stile del brand, in Business4women, 12 marzo 2021. URL consultato il 30 marzo 2021.
  8. ^ Andrea Di Cesare, VALENTINO GARAVANI Una grande storia italiana, in Informazioneecultura, 9 gennaio 2017. URL consultato il 31 marzo 2021.
  9. ^ L'addio di Valentino: lascia dopo 45 anni di carriera Adnkronos
  10. ^ Valentino lascia la Valentino Dopo 45 anni il couturier dice addio alla moda, in MFfashion. URL consultato il 30 marzo 2021.
  11. ^ Cinema: arriva in Italia Valentino l'ultimo imperatore.
  12. ^ Arianna Preciballe, Valentino: la storia del logo, in Solodonna. URL consultato il 30 marzo 2021.
  13. ^ Vito Girelli, Valentino presenta la mostra multisensoriale a Shanghai, in Solodonna. URL consultato il 30 marzo 2021.
  14. ^ Da Valentino alla Gregoraci ecco i vip della "lista Falciani"
  15. ^ Valentino riceve il premio Couture Council Award 2011, su howcool.it, How Cool!. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  16. ^ https://www.vogue.it/news/notizie-del-giorno/2018/03/14/premio-la-moda-veste-la-pace-2018-valentino-garavani-evento-parlamento-europeo-african-fashion-gate
  17. ^ "Roma si tinge di rosso Valentino" - "Repubblica", 06/07/2007
  18. ^ video
  19. ^ Intervista a Repubblica del 29.07.2010
  20. ^ Maurizio Encari, CINEMAIl Diavolo veste Prada, in NewsCinema, 18 maggio 2020. URL consultato il 31 marzo 2021.
  21. ^ IL ROSSO VALENTINO | Valentino Archiviato il 27 dicembre 2013 in Internet Archive.
  22. ^ Francesco Corvino, Valentino, la storia della maison di lusso italiana, in Lusso mag, 19 Novembre 2020. URL consultato il 30 marzo 2021.
  23. ^ CLEO CASSINI, Abiti da sposa delle star: ecco tutti quelli che ci hanno fatto sognare!, in Sposi magazine, 7 GENNAIO 2019. URL consultato il 30 aprile 2021.
  24. ^ MARIE PÉRIER, Abiti da sposa: ecco i 10 più costosi delle star, in Vogue, 28 OTTOBRE 2020. URL consultato il 30 aprile 2021.
  25. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Garavani, Valentino e André Leon Talley, Valentino: At the Emperor's Table, Assouline, 2014, ISBN 9781614282938.
  • di Corcia, Tony, Valentino: ritratto a più voci dell'ultimo imperatore della moda, Torino, Lindau, 2013, ISBN 9788867081547.
  • Chitolina, Armando, Suzy Menkes e Matt Tyrnauer, Valentino. Una grande storia italiana, Taschen, 2009, ISBN 9783836501606.
  • Golbin, Pamela (a cura di), Valentino: Temi e variazioni, Rizzoli, 2008, ISBN 9788817025287.
  • Pelle, Marie Paule, Valentino: Trent'anni di magia, Leonardo Editore, 1990.
  • Pia Soli (a cura di), Il genio antipatico: creatività e tecnologia della moda italiana 1951-1983, Milano, A. Mondadori, 1984, SBN IT\ICCU\LIG\0096161. Catalogo della mostra tenuta a Genova, Palazzo Rosso e Palazzo Bianco, dall'11 dicembre 1984 al 12 gennaio 1985.
  • Talley, André Leon, Valentino, edizioni Franco Maria Ricci, 1982.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN96112075 · ISNI (EN0000 0001 1000 0424 · Europeana agent/base/67419 · LCCN (ENn84092241 · GND (DE11937126X · BNF (FRcb12224278n (data) · ULAN (EN500063219 · WorldCat Identities (ENlccn-n84092241