Valentina Giovagnini

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Valentina Giovagnini
Fotovalentinagiovagnini.jpg
Valentina Giovagnini in un'esibizione del 2007
NazionalitàItalia Italia
GenereCeltic pop
Musica celtica
Pop
Musica latina
Musica etnica
Folk
Periodo di attività musicale2001 – 2009
Strumentovoce, cornamusa uilleann, tin whistle, pianoforte, flauto
EtichettaVirgin, Edel
Album pubblicati2
Studio2
Sito ufficiale

Valentina Giovagnini (Arezzo, 6 aprile 1980Siena, 2 gennaio 2009) è stata una cantante e musicista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Valentina Giovagnini nasce ad Arezzo il 6 aprile 1980, nel giorno di Pasqua. Primogenita di Giovanni, medico pediatra, e di Maura Pagliucoli, commerciante, cresce a Pozzo della Chiana, paese dove vive la famiglia, frazione del comune di Foiano della Chiana. Aveva un fratello e una sorella: Benedetta, anche lei cantautrice e musicista, e un fratello, Giacomo. Si avvicina alla musica fin da molto piccola, studiando danza e in seguito canto, pianoforte e flauto. Frequenta il liceo musicale ad Arezzo, diplomandosi ed iscrivendosi poi alla facoltà di lettere con indirizzo musica e spettacolo, dove approfondisce i temi che si ritroveranno nelle sue opere successive, come lo studio della cultura medioevale e della musica celtica, conosciuta e subito apprezzata tramite lo studio del tin whistle[1], ispirandosi a cantanti come Enya e Loreena McKennitt, ma anche alla musica latina, al folk, alla musica tradizionale e al pop sperimentale in stile Björk, da sempre la sua cantante preferita assieme ad Angelo Branduardi ed Elisa.[2][3][4][5]

Nel 1997 incontra il suo futuro produttore Davide Pinelli con il quale inizierà una fruttuosa collaborazione quattro anni più tardi; a loro si aggiunge l'autore Vincenzo Incenzo, noto anche per aver collaborato a lungo con Renato Zero e Lucio Dalla. Nel 2001 incide il suo primo CD singolo, dal titolo Dovevo dire di no, che non riscuote un grande successo ma le permette di accedere e di superare la selezione per la categoria Giovani del Festival di Sanremo 2002. Prima del Festival vero e proprio, Valentina prende parte alla trasmissione Sanremo Giovani interpretando La prima cosa bella, accompagnata dalla sorella come flautista e corista.

Sanremo 2002[modifica | modifica wikitesto]

«La sensazione al primo incontro è stata sin da subito quella di trovarmi davanti ad un'entità quasi di un altro mondo, dotata di una tenerezza unica. Con il suo produttore Davide Pinelli abbiamo affrontato quel Sanremo con un po' di paura, il suo modo di fare così in punta di piedi ci preoccupava, soprattutto in un contesto del genere. Poi ha cantato e ha mostrato tutta la grinta e il suo un talento incredibile, nonostante molte case discografiche e diversi addetti ai lavori avessero reputato Il passo silenzioso della neve una canzone non consona al Festival.»

(Vincenzo Incenzo[6])

Nel 2002 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Il passo silenzioso della neve, di Vincenzo Incenzo e Davide Pinelli, arrivando seconda per soli 21 punti nella categoria Giovani dietro ad Anna Tatangelo[7], ottenendo tutti 9 e 10 dalla giuria di qualità, un voto alto dalla giuria demoscopiche ma con alcune controversie sull'applicazione decisiva del regolamento riguardo al televoto.[8] Il brano vince però il Premio per il Miglior arrangiamento ottenendo inoltre un enorme consenso di pubblico e critica. Nelle successive settimane raggiunge il quattordicesimo posto nella classifica dei singoli.

Il 15 marzo dello stesso anno viene pubblicato il suo primo album Creatura nuda, contenente brani composti da Davide Pinelli e Vincenzo Incenzo, in un paio di casi con la stessa Giovagnini, nonché un madrigale di Cipriano de Rore e la versione allemanda di Senza origine. L'album raggiunge il ventottesimo posto nella classifica degli album e per questo, a distanza di un mese dal Festival di Sanremo Valentina viene premiata a Sanremo Top come l'artista più venduta della categoria Giovani. L'estate seguente partecipa al Festivalbar con il secondo singolo Senza origine e, per la prima volta, al Girofestival, con Il passo silenzioso della neve e Senza origine.

Nei mesi successivi, arrivano prestigiose nomination dagli Italian Music Awards e dal Premio Titano - Festival di San Marino, rispettivamente nelle categorie Miglior artista emergente e Miglior artista femminile dell'anno. Il brano Creatura nuda, terzo singolo estratto dall'omonimo album, viene impiegato in una puntata ambientata in Italia della soap opera Beautiful, trasmessa da Canale 5.

Attività successiva[modifica | modifica wikitesto]

Sulla fine del 2002, Valentina torna in sala di registrazione, per incidere il suo secondo album, anticipato nel maggio 2003 dal singolo Non piango più, ennesimo esperimento nel quale ad un sorprendente intro di archi a tempo di tango argentino, ci sono sonorità elettroniche e ritmiche stile anni ottanta. Con questo singolo partecipa per la seconda volta come ospite al Girofestival. L'uscita del secondo album, che uscirà postumo (L'amore non ha fine, in cui è co-autrice di alcuni pezzi), prevista di lì a poco, viene bloccata per problemi derivanti dal calo degli investimenti nel mercato discografico italiano.

Nell'estate del 2004 partecipa ancora una volta come ospite al Girofestival, dove presenta Mi fai vivere e Dovevo dire di no, dal primo album Creatura nuda.

Nonostante la difficoltà di tornare sul mercato discografico e l'esclusione alle edizioni 2003 (con L'amore non ha fine, presentato nella categoria Campioni, con la partecipazione del tenore Aldo Caputo), 2004 (con L'attesa infinita, categoria unica), 2005 (con Inimmaginabile, nelle Nuove Proposte) e 2008 (con Sonnambula, di nuovo nei Giovani) del Festival di Sanremo. Nel 2003 e nel 2008 non fu scelta dal direttore artistico Pippo Baudo, che pure l'aveva apprezzata nel 2002, mentre nel 2004 e 2005 fu esclusa dalle commissioni dirette da Tony Renis e Gianmarco Mazzi, nonostante il direttore artistico del 2005 Paolo Bonolis avesse ammesso inizialmente Inimmaginabile alla kermesse rimanendone molto colpito.[9][10]

Nel 2005 Incenzo e Pinelli la convinsero, per ottenere più visibilità, a partecipare al reality show Music Farm ma venne scartata al provino ufficialmente con la motivazione che la sua musica era troppo "di nicchia":

«Dopo aver superato una serie di reticenze di Valentina, l’abbiamo convinta a tentare di partecipare a Music Farm, ma dopo il provino ci è stato detto che non era abbastanza litigiosa, inadatta per un programma televisivo, troppo seria e professionale, quindi non era materia da corrida mediatica.»

(Vincenzo Incenzo[6])

Valentina continua ad esibirsi in pubblico (ha organizzato 8 tour tra il 2002 ed il 2008), ed a comporre nuova musica.

Il 15 novembre 2008, ospite alla trasmissione Sabato & Domenica Village su Rai 1, Valentina dichiara di essere al lavoro per la pubblicazione di un nuovo album, visto il blocco di L'amore non ha fine, e dopo la fine della collaborazione con Incenzo e Pinelli dovuta alla scadenza del contratto con la Virgin, non rinnovato dalla casa discografica.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 gennaio 2009 la cantante viene ricoverata al policlinico Le Scotte di Siena in gravissime condizioni a causa di un incidente stradale avvenuto alle 15:30 tra Pozzo della Chiana e Foiano della Chiana[11].

Valentina morì nella tarda serata nonostante un intervento chirurgico alla testa[11][12].

I funerali si tennero il 4 gennaio 2009 presso la chiesa parrocchiale di Pozzo della Chiana[13]. È sepolta nel cimitero locale di Pozzo, che si estende attorno al Tempio di Santo Stefano della Vittoria. Sulla lapide sono incisi alcuni versi della canzone Libera.[14]

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione Onlus in suo nome[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009, subito dopo la sua terribile scomparsa, nasce in sua memoria un'associazione Onlus denominata Valentina Giovagnini Onlus. L'associazione, gestita dalla famiglia di Valentina, ha come obiettivo quello di onorare e mantenere sempre vivo il ricordo della cantante attraverso progetti in ambito sociale e di opere di beneficenza.

L'amore non ha fine, l'album postumo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: L'amore non ha fine.

Il 15 maggio 2009, a 4 mesi dall'improvvisa scomparsa, esce postumo il secondo e ultimo album di Valentina, intitolato emblematicamente L'amore non ha fine e distribuito dall'etichetta discografica Edel. Come primo singolo viene scelto l'omonimo brano di cui viene realizzato un video, dove duetta con il tenore Aldo Caputo. La pubblicazione dell'album, contenente 12 brani registrati tra il 2003 e il 2008 più 2 ghost-tracks, è stata fortemente voluta dai familiari dell'artista ed i ricavati delle vendite vanno a finanziare l'associazione no profit intitolata alla sua memoria.

I brani Il passo silenzioso della neve e Voglio quello che sento (inciso nel 2003 e successivamente incluso nell'album L'amore non ha fine) sono stati inseriti dal regista Gianfrancesco Lazotti nel film del 2010 Dalla vita in poi.

Valentina Giovagnini. Tra vita e sogno[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 aprile 2012 esce in tutte le librerie il libro biografico Valentina Giovagnini. Tra vita e sogno scritto dall'autore dei test delle sue canzoni Vincenzo Incenzo e racconta la storia di Valentina attraverso la testimonianza di parenti, amici e fan della cantante. Il libro inoltre contiene inediti (i testi dell'album mai inciso a cui stava lavorando e alcune composizioni musicali) e poesie scritte dall'artista stessa, oltre a immagini inedite, comprese alcune fotografie artistiche realizzate dalla Giovagnini durante gli ultimi anni.

Benedetta Giovagnini, Gennaio[modifica | modifica wikitesto]

In occasione del Festival di Sanremo 2012, Benedetta Giovagnini, sorella di Valentina e cantautrice, presenta il brano Gennaio, dedicato alla scomparsa della sorella. La canzone viene selezionata tra i 60 finalisti del Sanremo Social Day ma non viene scelta per gareggiare alla kermesse musicale. Benedetta fa parte dell'Associazione Culturale Fonopoli fondata da Renato Zero.[15] Negli anni 2010 ha partecipato ad alcuni programmi televisivi come al talent show The Voice of Italy nella squadra di Piero Pelù; durante lo show ha anche ricordato Valentina ed erano presenti anche i genitori, ma è stata eliminata nello scontro diretto con la vincitrice suor Cristina Scuccia; è anche voce e autrice del gruppo La Tanière d'Amélie, e animatrice della ONLUS e del premio Valentina Giovagnini.

Premio Valentina Giovagnini[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno a Pozzo della Chiana si svolge il premio "Valentina Giovagnini", concorso canoro per giovani emergenti di risonanza a livello nazionale.[16]

Nel luglio 2018, in occasione della decima edizione della fondazione del premio "Valentina Giovagnini", viene lanciato il brano inedito "Inimmaginabile" con cui Valentina si era presentata alle selezioni di Sanremo 2005.

Come ospiti, hanno partecipato alla serata finale della manifestazione negli anni numerosi esponenti della musica e dello spettacolo, tra cui Simone Cristicchi, L'Aura, Mietta, Serena Autieri, Paolo Vallesi, Gerardina Trovato, Emanuela Aureli, Eleonora Di Miele, Pierdavide Carone, e i Jalisse.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

  • 2002 - Il passo silenzioso della neve
  • 2002 - Senza origine
  • 2008 - Sonnambula
  • 2009 - L'amore non ha fine
  • 2013 - L'attesa infinita
  • 2018 - Inimmaginabile

Valentina Giovagnini realizzò tre effettivi videoclip (Il passo silenzioso della neve e Senza origine nel 2002 dal primo disco, e L'amore non ha fine nel 2005, non pubblicato come la canzone, incluso nell'album omonimo del 2009). Gli altri video rilasciati (tutte canzoni pubblicate alcuni mesi dopo la morte) sono un filmato inedito dell'artista che canta il pezzo (L'attesa infinita del 2004) e un demo (Sonnambula del 2008).

Il video di Inimmaginabile, brano del 2005 ma pubblicato inedito fino al 2018, è un filmato amatoriale in studio dove la cantante esegue il brano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN250938022 · ISNI (EN0000 0003 7135 2903 · SBN IT\ICCU\UBOV\667182 · Europeana agent/base/116449 · LCCN (ENno2012077041 · GND (DE102490878X · WorldCat Identities (ENlccn-no2012077041