Val d'Oten

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Val d'Oten
ValOten03.JPG
Vista della valle dai pressi della Forcella Piccola
StatiItalia Italia
RegioniVeneto Veneto
ProvinceBelluno Belluno
Località principaliCalalzo di Cadore
Comunità montanaUnione montana Centro Cadore
FiumeOten - Molinà

La val d'Oten (val de Ótin) è una profonda incisione fluvioglaciale che separa il massiccio dell'Antelao dalla lunga catena delle Marmarole, che incombe sulla valle con il suo ripidissimo versante sud. In destra orografica, all'altezza della confluenza del torrente Oten (Ega de Ótin) con il rio Antelao, si sviluppa la laterale e a lunghi tratti pianeggiante val Antelao, culminante con il solco prativo denominato Cianpestrin[1].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La particolarità della valle, nel tratto che si sviluppa ai piedi della sezione centrale delle Marmarole, consiste nelle sue caratteristiche morfologiche e geologiche: dirupata e verticale nei versanti, detritica nel fondovalle, appare come una grande fiumana ghiaiosa, alimentata da colate laterali che formano diversi conoidi di deiezione [2].
Superato il Pian de la Gravina[3], e quindi la parte di natura detritica della valle, il territorio si addolcisce. Al riparo ormai dalle gravine, si raggiunge la malga Piani d'Oten in prossimità di un bel pianoro prativo, evidentemente un tempo adibito a pascolo, e di lì la vicina Capanna degli Alpini (1.395 m).
Da qui una breve digressione permette di raggiungere la cascata delle Pile, generata dall'impeto del torrente Oten alimentato dal ghiacciaio Inferiore dell'Antelao. La testata della valle culmina con la Forcella Piccola (2.120 m), appena sopra il rifugio Galassi (2.018 m).

Escursioni[modifica | modifica wikitesto]

La cascata del torrente Oten
  • Dal rifugio Galassi, seguendo il segnavia 250, attraverso la Forcella del Ghiacciaio (che taglia lo sperone roccioso che divide i due ghiacciai, l'Inferiore dal Superiore) si raggiunge il rifugio Antelao in 5.30 h circa. Percorso per escursionisti esperti attrezzato, EEA.
  • Dalla Forcella Piccola ha inizio la normale per l'Antelao, segnavia rosso discontinuo, percorso alpinistico, A.
  • Risalendo la val Diassa, per sentiero turistico con segnavia 260, è raggiungibile il rifugio Chiggiato in 2.15 h.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Più a sud, dopo la confluenza con il rio Vedessana, il torrente che solca la valle prende il nome di torrente Molinà per la presenza, in passato, di mulini e impianti industriali arcaici per la produzione di tessuti.
  2. ^ Ben riconoscibile è quello ai piedi delle Cime di Vallonga, appena prima del Pian de la Gravina, ed anche quello impressionante generato dal Jou de Ciaudierona, sul versante orografico destro della valle e proprio di fronte al piano stesso. Da qui è ben osservabile anche la lunga lingua detritica che si inoltra luogo la profonda val Vanedel.
  3. ^ Secondo la leggenda, la regina Tanna ritrovò qui il corpo del figlio Salvanel, restituito dai ghiacci della valle.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Rubini, Escursioni in Cadore, Cierre Edizioni luglio 2009.
  • Oronimi Bellunesi - Gruppo delle Marmarole, versante sud Comune di Calalzo di Cadore, Fondazione G. Angelini 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]