Völundarkviða

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Völundarkviða ("Il carme di Völundr"), anglicizzato in Völundarkvitha, Völundarkvidha, Völundarkvida, Volundarkvitha, Volundarkvidha o Volundarkvida) è uno dei poemi mitologici dell'Edda poetica. È conservato interamente nel Codex Regius e il prologo in prosa si può trovare anche nel frammento AM 748 I 4to.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

"I tre giovani fratelli fabbri spiano e conquistano le tre vergini al bagno" (Friedrich Wilhelm Heine, 1882)

Nel poema si narra la storia dell'artigiano Völundr che è chiamato "Re degli elfi" (signori della lavorazione del metallo) nel poema. Viene anche nominato come uno dei tre figli del re dei Finni. La sua consorte, la valchiria Hervör Alvitr, lo abbandona e lui, a causa della disperazione, si isola dal mondo preoccupandosi solo di produrre meravigliosi anelli, con la speranza di riconquistarla. Successivamente viene catturato da Níðuðr, un re svedese grezzo e avido di oro. Völundr viene pertanto schiavizzato e costretto a produrre manufatti per il re. Infine accade che egli riesca a fuggire e a vendicarsi, grazie al possesso di un anello fatato, uccidendo i figli di Niðuðr, mettendo incinta la sua figlia, e infine scappa via ridendo.

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