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CHIESA DI S. GREGORIO AL LAZZARETTO[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa S. Gregorio al Lazzaretto è una chiesa di Nerviano ubicata in Piazza Lazzaretto risalente al 1630. Un tempo era utilizzata come ospedale per il ricovero degli ammalati durante le epidemie. La chiesa è decorata al suo interno con quadri e affreschi del XVII secolo (Scheda SIRBeC: http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/MI100-05135).

STORIA[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, eretta nel secolo XVII dalla comunità di Nerviano, costituisce sotto l’aspetto storico uno dei pochi monumenti che ricordi in questa zona, la tragica epidemia di peste del 1629-1632 anche se probabilmente in questo luogo venivano già sepolte le vittime dell’epidemia di peste precedente a quella del 1630. (Nerviano e le sue Chiese , a cura di Sergio Parini e Gian Maria Allegra , 2012) L’apice della pestilenza a Nerviano fu nel 1630. Di fronte a questa grave diffusione di peste, le autorità di Nerviano intervennero per la costruzione di un Lazzaretto simile a quello sorto vicino alla cascina Grancia. La zona scelta per questa operazione fu una parte di terreno lungo l’Olona (a metà strada con Pogliano), appartenete ai monaci Olivetani, ai quali le autorità chiesero l’autorizzazione per seppellire i morti durante l’epidemia. Le Autorità di Nerviano ottennero il consenso e oltre ad un Lazzaretto, costruirono una chiesa, dove i fedeli poterono recitare preghiere per i defunti. La chiesa venne iniziata con il concorso di tutta la popolazione, senza particolari sovvenzioni nobiliari. (Profilo storico di Nerviano (Egidio Gianazza), 1990, p.157) Completamente ultimata nel 1663, venne consacrata il 9 settembre dello stesso anno dall’Arcivescovo di Milano Alfonso Litta alla presenza di tutto il popolo ed il clero della Pieve di Nerviano. (http://www.nerviano.org/homepage/docs/pdf_giornalino/Nerviano_ott09.pdf) La chiesa venne dedicata a S. Gregorio Magno protettore degli appestati. (Profilo storico di Nerviano (Egidio Gianazza), 1990, p.158). Nei secoli successivi il Lazzaretto oltre al proprio significato religioso assunse anche uno specifico significato civile ed umanitario perché esso svolse spesso la funzione di ospedale. Dal 1984, il popolo di Nerviano decise di ricordare il periodo storico in cui la chiesa fu fondata, attraverso una sfilata d’epoca raffigurante figure e personaggi presenti nel XVII secolo. Oggi la chiesetta è dedicata alla “Madonna della Consolazione”. (http://www.nerviano.org/homepage/docs/pdf_giornalino/Nerviano_ott09.pdf)

DESCRIZIONE[modifica | modifica wikitesto]

All’interno della chiesa, ci sono quadri del XVII secolo. Non sono di notevole fattura e rappresentano i quattro evangelisti: Luca, Marco, Matteo e Giovanni. Al centro della navata si trova “Il Miracolo di Torino” che è rappresentato da un asino che si inginocchia di fronte all’ostia benedetta. Originariamente lo spazio sopra l’altare era occupato da un grande quadro dedicato a San Gregorio Magno. Sopra l’altare ai lati della finestra centrale vi sono affreschi raffiguranti San Sebastiano e San Rocco, figure molto presenti nelle chiese del milanese, soprattutto San Rocco, anch’esso invocato contro le malattie infettive. (Nerviano e le sue Chiese , a cura di Sergio Parini e Gian Maria Allegra , 2012) La fama che ancora oggi ha questa chiesa, è dovuta a don Agostino Terzaghi, probabile autore della scritta posta sopra la porta d’ingresso del Lazzaretto che rende merito al card. Federico Borromeo della liberazione dalla peste. (Profilo storico di Nerviano (Egidio Gianazza), 1990, p.158)

CHIESA DI SANTO STEFANO AL LAZZARETTO[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Santo Stefano al Lazzaretto è la più antica chiesa parrocchiale del Comune di San Vittore, ubicata in Via Fornasone. (Scheda SIRBeC: http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/MI100-06596/)

STORIA[modifica | modifica wikitesto]

Se ne parla in un censimento del 1304 delle chiese esistenti nel Legnanese e viene indicata come Cappella dedicata a Santo Stefano, ubicata alla periferia dei Comuni di Legnano e Cerro. La trasformazione della Cappella in Chiesa avvenne nel 1452 quando la popolazione del luogo si appellò al Santo perché la preservasse dalla peste. Gli affreschi che ornano la chiesa portano la data del 1487. (http://www.assesempione.info/san-vittore-olona.html?showall=1) La chiesa venne in seguito restaurata; due formelle della facciata recano la data dell’intervento (1564). (Scheda SIRBeC: http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/MI100-06596/) La chiesa era un tempo frequentata dai Confratelli del Santissimo Sacramento, che si raccoglievano ogni giorno per cantare il 'mattutino dell'Officio della Madonna' e recitare l'Officio mortuale per i confratelli scomparsi. L'usanza scomparve con la guerra del 1915/1918. Allora, però sorgeva ancora un piccolo campanile munito di una campanella, che poco dopo venne abbattuto. Dopo un periodo di abbandono, nella seconda metà del XX secolo la chiesetta è stata restaurata.

DESCRIZIONE[modifica | modifica wikitesto]

All'interno si trovano due affreschi: il primo datato 1487, che raffigura la natività di Gesù; l'altro una Deposizione. Altri affreschi di epoca successiva figurano sulla parete sovrastante l'arco ed i fianchi. Al centro dell'arco di volta vi è un semplice Cristo crocifisso, con alla sinistra San Barnaba ed alla destra San Francesco d'Assisi. Sui pilastri che reggono l'arco vi è San Rocco da una parte e dall'altra un San Cristoforo. La Commissione delle Belle Arti la dichiarò nel 1941 monumento nazionale. (http://www.assesempione.info/san-vittore-olona.html?showall=1)

LA CHIESA DELLA ROTONDINA[modifica | modifica wikitesto]

La Rotondina è una chiesa di Nerviano dedicata alla Beata Vergine dell'Annunciata. Essa rappresenta uno dei simboli di Nerviano. (http://www.comune.nerviano.mi.it/?docs=chiesa_rotondina.htm) Inizialmente veniva chiamata “Madonnina”, poi, per le sue forme circolari che richiamano la Rotonda di S. Sebastiano a Milano e quella della Immacolata al Sacro Monte di Varese, la popolazione prese l’abitudine di identificarla come “Rotondina”. (Profilo storico di Nerviano (Egidio Gianazza), 1990, p.173, e Nerviano e le sue chiese (a cura di Sergio Parini e Gian Maria Allegra), 2012)

STORIA[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu costruita alla fine del XVII secolo, quando gli abitanti del borgo vollero costruire una dimora sacra per proteggere e conservare l'immagine della Beata Vergine posta sopra un ancona di muro. Don Ambrogio Taegia, prevosto nella pieve di Nerviano nel 1677, si fece carico di promuovere questo sentimento popolare chiedendo nel 1680 e ricevendo nel 1681 dalla Curia arcivescovile di Milano la licenza per fabbricare una cappella campestre a protezione della devota immagine della Madonna Annunciata. I lavori per la costruzione furono affidati a Giuseppe Quadrio e cominciarono nel 1684. In quegli anni un lascito testamentario di Gaspare Cogliati pose le basi per la conseguente costruzione della chiesa. (Profilo Storico di Nerviano (Egidio Gianazza), 1990,p. 173-174) Tra il 1693 e il 1696 venne completata l'intera struttura muraria della chiesetta (http://www.comune.nerviano.mi.it/?docs=chiesa_rotondina.htm) e nel 1711 la costruzione si poté dire ultimata senza essere consacrata ma solo benedetta. (http://www.comune.nerviano.mi.it/?docs=chiesa_rotondina.htm) Per tutto il secolo successivo si susseguirono interventi sia aggiuntivi che modificativi, in particolare ai dipinti e agli affreschi. La seconda guerra mondiale, la ricostruzione e il cosiddetto boom degli anni sessanta fecero sì che la chiesa rimase senza modifiche, con un lento ma costante peggioramento complessivo. Nel 1971 venne rifatta la copertura, con la sostituzione della vecchia orditura lignea e la formazione di un nuovo manto di tegole. Nel corso del 1973 si è provveduto a rifare il portale di ingresso e a ritoccare moltissimi affreschi oltre alla facciata esterna della chiesa.. La pianta circolare risponde però, alla funzione di luogo di incontro e convergenza, situata al bivio delle due strade per Parabiago. (http://www.comune.nerviano.mi.it/?docs=chiesa_rotondina.htm)

DESCRIZIONE[modifica | modifica wikitesto]

Sull’esterno fu realizzato agli inizi del ‘700 un affresco proprio sopra la porta d’entrata, che andò poi perduto e fu rinnovato negli anni ’70 del XX secolo ad opera del pittore Bogani che mantenne come soggetto, l’Annunciazione di Maria. Sopra l’altare vi è un affresco di pregevole fattura che potrebbe far riferimento agli anni che corrispondono all’edificazione del vicino monastero Oliverato. E’ ipotizzabile che un pittore che lì lavorava, abbia realizzato anche questo affresco su un’ambona di muro diventata una cappella campestre e inglobata successivamente nella Chiesa della Rotondina. All’interno oltre all’affresco di Maria Annunciata, si possono ammirare due statue in gesso che rappresentano due santi non bene identificabili con alcune decorazioni e affreschi nella parte circostante all’affresco della Madonna. Si può notare anche una balaustra realizzata nel 1615 in broccadello. Annessa alla chiesa vi è anche una piccola sacrestia impreziosita da un affresco sulla volta. (Nerviano e le sue chiese (a cura di Sergio Parini e Gian Maria Allegra), 2012)

MUSEO STORICO DI PARABIAGO[modifica | modifica wikitesto]

Museo storico culturale Carla Musazzi 2012-09-27 17-49-53

Il museo storico e culturale di Parabiago è intitolato a Carla Musazzi ed è ubicato in Via Randaccio 11 a Parabiago. Gli orari di apertura sono i seguenti: domenica dalle 15:00 alle 18:00. L'ingresso è gratuito.

STORIA[modifica | modifica wikitesto]

Il museo, inaugurato il 16 Settembre 1988, espone oggetti che illustravano la storia locale di Parabiago. In precedenza era diviso in cinque settori: l'ingresso, il salone, la sala delle curiosità, la sala del lavoro, la segreteria nei quali si potevano trovare i documenti, le memorie, le fotografie, gli oggetti del passato e del presente della civiltà parabiaghese. Il 31 marzo 2012 si è tenuta la riapertura e l'inaugurazione del museo che era stato chiuso per lavori di riorganizzazione e rinnovamento dei locali da parte dell'architetto Rimoldi e un équipe di volontari.

DESCRIZIONE[modifica | modifica wikitesto]

Molti degli oggetti in esposizione sono stati eliminati perché senza un grande valore storico. Il museo è stato diviso in tre sezioni: la prima documenta gli scavi archeologici, la Battaglia di Parabiago, toccando anche le grandi guerre e i secoli precedenti. Nella seconda sala viene illustrata la vita e lo sviluppo professionale del grande intarsiatore Giuseppe Maggiolini attraverso alcuni cimeli. Nell'ultima sala, chiamata sala delle "curiosità", troviamo piccole collezioni, oggetti singoli, fossili etc. L'architetto Rimoldi ha affermato che “la riorganizzazione di questo spazio è stata fatta pensando a una finalità prevalentemente didattica”. Dunque il "nuovo museo", che illustra la storia parabiaghese, è dedicato molto ai giovani, complice l'ausilio dell'informatica che ha reso moderno lo spazio espositivo.