Utente:Il Tuchino/Sandbox/Salmo trutta fario

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Trota fario mediterranea
Immagine di Il Tuchino/Sandbox/Salmo trutta fario mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Salmoniformes
Famiglia Salmonidae
Genere Salmo
Specie S. Cettii
Nomenclatura trinomiale
Salmo Cettii
Sinonimi

Salmo Cettii

La Trota fario mediterranea (Temporaneamente classificata come "Salmo Cettii") è un pesce d'acqua dolce tipico del parte superiore dei fiumi a carattere torrentizio, con acque limpide, ben ossigenate e con una temperatura che non supera mai i 25 gradi. La trota fario mediterranea è autoctona solo della regione appenninica, sia dal versante adriatico che da quello tirrenico.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Diffusa esclusivamente in Italia, nello specifico solo nella regione appenninica, sia dal versante adriatico che da quello tirrenico. Nella regione padana è sostituita dalla trota marmorata. Nel centro-sud la trota fario mediterranea convive con la trota sarda, anche se nelle regioni più meridionali quest'ultima la sostituisce.

Gli originari popolamenti di Trota fario mediterranea sono stati seriamente compromessi nei decenni passati dall'eccessivo sfruttamento pesca sportivo e da ripopolamenti effettuati senza alcuna attenzione, spesso con trote di origine nord europea (Salmo Trutta), che tendono ad ibridarsi con le autoctone e perciò a comprometterne la purezza genetica.

Abita in acque veloci e torrentizie, fredde, limpide e ben ossigenate dei torrenti di montagna o alta collina. Quando viene a trovarsi all'interno di laghi prende velocemente l'aspetto della trota di mare.

Nei torrenti vive solitamente sotto le cascate ed i piccoli salti con il muso rivolto verso la corrente rigorosamente in caccia di prede, e questo avviene nei mesi invernali, mentre nei mesi estivi sta in fondo ai raschi dei corsi d'acqua a pelo d'acqua per cibarsi di insetti che galleggiano sulla superficie dell'acqua.

Infatti nelle sere d'estate non è difficile, avvicinandosi su un fiume (magari su un ponte), vedere un fuggi fuggi generale di questo salmonide che, ovviamente accortosi della presenza di un uomo, alla velocità di ben 20 km all'ora si intana sotto salti e pietre. È stato pescato anche alla riva del mare nei pressi della foce di fiumiciattoli.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Una trota fario

Il corpo della trota fario mediterranea è allungato, compresso ai fianchi, provvisto di testa robusta, acuminata verso la mascella, dotata di forti denti. Le pinne sono robuste.

La livrea è estremamente variabile per mimetizzarsi con l'ambiente circostante: il dorso va dal bruno al grigio argenteo, i fianchi sono grigio-giallastri, il ventre tende al bianco-giallo chiaro. Tipiche sono le chiazze rotonde nere sul dorso e soprattutto quelle rosso vivo (o brune) sui fianchi, disposte ordinatamente in senso orizzontale. Le pinne pettorali e ventrali sono giallastre, le altre tendenti al grigio.

La lunghezza media varia solitamente nei corsi d'acqua in cui vive. Nei piccoli rii montani non supera quasi mai i 30 cm di lunghezza e i 3 hg di peso, nei torrenti più grossi e nei fondovalle degli stessi e nei laghi, dove c'è più ricchezza di ittiofauna, alcuni esemplari possono raggiungere pesi ragguardevoli pari anche a 5-7 kg.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Da notare come geneticamente questa specie sia identica alla trota sarda del centrosud, per cui si può supporre che la livrea sia un carattere fenotipico e non geneticamente determinato[2][3]. Al momento la trota fario mediterranea è classificata dall'Iucn come "Salmo Cettii", in attesa di un urgente revisione tassonomica.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Viene catturata soprattutto da pescatori sportivi con la tecnica della pesca al tocco, della pesca a mosca e della pesca a spinning. Le carni sono assai apprezzate, fra le migliori tra quelle dei pesci d'acqua dolce italiani. È una preda apprezzata, inoltre, per la sua sospettosità e scaltrezza, che richiedono un'attenzione massima sia nell'azione di pesca che nell'avvicinamento al luogo dove la pesca verrà effettuata. Oltre alla pesca con gli artificiali (cucchiaino rotante e ondulante, pesciolino finto, ecc.) la trota fario si pesca con le esche naturali. La trota è un predatore, di conseguenza si cattura con le camole del miele, della farina, della tipula, con il verme di terra, il verme di acqua dolce e in particolar modo con il pesce morto o vivo di acqua dolce e anche di mare, che non deve superare i 5 cm di lunghezza in modo che possa essere innescato sull'amo più facilmente.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La trota fario è inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani dalla regione Molise. La trota fario è un piatto prelibato in Alto Adige, dove viene affumicata come il salmone con trattamenti molto particolari (Alto Adige e Austria).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Il Tuchino/Sandbox/Salmo trutta fario, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017.
  2. ^ BERNATCHEZ L., 2001. The evolutionary history of brown trout (Salmo trutta L.) inferred from phyleogeografic, nested clade, and mismatich analyses of mitochondrial DNA variation. Evolution, 55: 351-379.
  3. ^ GIBERTONI P.P., PENSERINI M., ESPOSITO S., LEONZIO C., RADI M., QUERCI G., 2010. Ipotesi di distribuzione originaria delle popolazioni di salmonidi nativi per le acque italiane. Atti del XII congresso AIIAD, S. Michele dell'Adige (Tn), 6-7 giugno 2008. Studi Trentini di Scienze Naturali – Acta Biologica (in press).

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