Utente:Antonio Comi 2

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Antonio Comi è nato a Catanzaro, il 21-agosto-1973. Di famiglia umile, ma benestante, inizia i suoi studi in scuola elementare, chiamata "Domus Mariae". Cresce e vive i suoi primi 15 anni in una piccola casa, regalata al padre da suo nonno. Il padre dal carattere duro, cerca invano di iniziare attività economiche, per il mantenimento familiare. Dopo il fallimento di una piccola azienda, Antonio va ad abitare a Cosenza, ma in cattive condizioni economiche. Diplomatosi nel '92 come geometra ha quindi difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro. Vive a Cosenza dal '93 al '96. Con la speranza di farsi una famiglia conosce una donna, e torna a casa. Apre insieme al padre un attivita edilizia, e vi lavora fino al 2000. Stanco di quella vita, si iscrive ad un corso regionale per riparatori televisivi, consegue l'attestato. Poco dopo, incontra un geometra, amico di famiglia, e finisce il praticantato. Si iscrive pure all'Università e in un anno da i primi sei esami (Ing. Informatica). Nel frattempo si conclude la costruzione di una casa, e va a vivere a Squillace, lì si inventa scrittore, e termina la stesura di tre opere, fino al 2013. "La vita eterna è fatta così" - "Le mie confessioni" - "La vita e un uomo" - insieme ad un'altro, uscito da poco dal titolo, che va sotto il nome, di "Il solito sapore dell'aria". Andare avanti, così, è difficile. Sarà che sono un po’ stanco di vivere. Sempre le stesse cose faccio, penso, ma non concludo mai niente. Andare avanti, in questo mondo, è diventata un’impresa, è molto difficile vivere, non si sa mai dove si va a parare. Ho cercato persino di esorcizzare casa mia. Paranoico sono. Vi voglio bene. Essenzialità, della felicità, prendersi cura degli altri, amare il proprio prossimo, e fumarsi una sigaretta, vivere senza confini, adagiarsi su un letto o un divano e pregare. Andando avanti così, mi esaurirò, se non scrivo qualcosa. Vuol dire tanto essere soli, forse è importante, non vi so dire, saranno gli anni che ho, ma di sposarmi non me ne cala. Intanto la vita va avanti sul serio, e io rimango solo, qui, chiuso in casa, come un gran pagliaccio. Penso, di essere solo, ma in realtà, ho tanti, amici. Vedo ogni due settimane, la mia signora delle pulizie; la Domenica, vado a messa; il Sabato mi dico il rosario con mamma. E’ un po’ noioso, ma è tutto. Chissà quanto resisterò? Voi non è, che potreste aiutarmi, no? Il solletico, mi fa la vita; se in passato, l’avessi presa alla leggera, non penso, che oggi, sarei arrivato a vivere, così! So solo, che sono solo, che se non chiamo, qualcuno, ad aiutarmi? Non mi salva nessuno! Il tempo, vince; è lui che comanda! Prima o poi ti viene fame, se non pensi a questo, rischi di esaurirti! Andiamo avanti per questa strada! Non ho altre risposte. Devo uscire, ogni tanto, devo vedere, il sole dal basso; devo pensare che esiste Dio, e devo credere che vivrò per sempre, se no, mi arrendo. Arrendersi?, mai! Pensare al male che ho sopportato, per uscire da una malattia, indecente. Vivere, è diventato, quasi un hobby, neanche uno scrupolo. Credere in Dio, a ciò che ti senti, dire dentro; ai tuoi sentimenti, a ciò che credi, più giusto per te, a quello che dicono gli altri. La Speranza è l’ultima a morire, chi di speranza vive, disperato muore. Lo credo anch’io! Nessuno ha molta scelta, cercarsi da mangiare, lavorare, studiare, vivere, è diventato, un terno a lotto. Non si è, più sicuri di niente, non penso, sia per tutti così! Alcuni, mangiano il cibo degli altri, vivono la vita degli altri, studiano, la lingua degli altri. L’ italiano è la migliore, è più sentimentale, l’ inglese è squadrato, il tedesco, autoritario e spietato. Ma, parlate, la lingua che volete, a me che me ne frega. Io sono italiano, e parlo italiano, chi mi capisce, è bravo. Non so dove voglio arrivare, neanche, cosa sto dicendo! Il problema è? Sfogarsi!! Chiamare, ogni volta il 118, essere sempre in ospedale, mi ero seccato! Il tempo, passa e trovi tutte le risposte, ti inventi, ogni volta la giornata, ti crei un diversivo, come, un’ altro, ma la giornata è sempre la stessa. Essere, in confidenza con, Dio. Mangiare, a casa dei tuoi, genitori, vivere la tua vita, pensare sempre, che c’è un domani, che ti aspetta. Il fatto è sempre lo stesso, cosa sarà mai, che mi costringe a vivere così?, penso solo a una cosa, che ho sofferto, e che è brutto, e che per questo motivo, non voglio arrendermi, davanti alle ingiurie. Sarò pazzo, ma io credo di no! Dio mi ama, lo so con certezza. Ho avuto chiare risposte, e non sono per niente tangibili, voglio assicurarvi, che mi succedevano miracoli. E so chi è, chi non è, il motivo, e il fatto. Il pensiero di rispettare alcune regole, è fondamentale, per rispettare, chi mi ha salvato. L’amore, vince ogni cosa, e per l’amore, dobbiamo vivere. Il sentiero, è duro da percorrere, ma la strada, è lunga, ed è piena di ferite, e non dobbiamo, arrenderci. La paura, è una sfida, contro noi stessi, noi sappiamo, che abbiamo paura, ma non dobbiamo arrenderci, il solo modo, è vincere ogni battaglia.