Urup (isola)

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Urup
(RU) Уруп
(JA) 得撫島 Uruppu
UrupISS002-E-8994.PNG
Geografia fisica
LocalizzazioneMare di Ochotsk
Coordinate45°56′N 150°02′E / 45.933333°N 150.033333°E45.933333; 150.033333Coordinate: 45°56′N 150°02′E / 45.933333°N 150.033333°E45.933333; 150.033333
ArcipelagoIsole Curili
Superficie1 427,57[1] km²
Sviluppo costiero276,6
Altitudine massima1 426 m s.l.m.
Geografia politica
StatoRussia Russia
Distretto FederaleCircondario federale dell'Estremo Oriente
Oblast'Sachalin Sachalin
RajonKuril'skij
Cartografia
Kuriles Urup.PNG
Mappa di localizzazione: Circondario federale dell'Estremo Oriente
Urup
Urup
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Urup (russo: Уру́п; Giapponese: 得撫島; Uruppu) è una delle isole Curili, la più a nord delle Curili meridionali. Amministrativamente appartiene al Kuril'skij rajon dell'oblast' di Sachalin in Russia.

In origine era un feudo del clan giapponese dei Matsumae, e passò poi sotto il controllo del governo regionale dell'Hokkaidō. Dalla fine della seconda guerra mondiale, come le altre isole Curili, è posta sotto la sovranità russa e fa parte dell'oblast' di Sachalin.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Urup ha una superficie di 1 427 km²[1]. L'isola, larga fino a 20 km, si estende da nord-est a sud-ovest per 116 km, da capo Kastrikum (мыс Кастрикум)[2] a capo Van-der-Linda (мыс Ван-дер-Линда). Ambedue i capi sono dotati di un faro.[3][4] La parte meridionale dell'isola è costituita da pianure e colline, per il resto il territorio è prevalentemente montuoso. Al centro-sud, il gruppo Ivao (Группа Ивао)[5] è formato da quattro vulcani estinti, il più alto dei quali è monte Vysokaja (гора Высокая) alto 1 426 m. Al centro il vulcano Tri Sestry (Три Сестры)[6], uno stratovulcano alto 998 m. Al centro-nord, il gruppo Kolokol (Группа Колокола)[7] comprende il vulcano Berg (вулкан Берга), che è ancora attivo.

Urup si trova fra l'isola di Iturup e l'isola di Simušir (fra le quali si interpongono le isole Čërnye Brat'ja e Broutona). Il tratto di mare che la separa da Iturup è noto come stretto Friza, dal nome dell'esploratore olandese Maarten Gerritsz Vries, in russo Maarten Gerritsen De Friz, che nel 1643 fu il primo europeo ad esplorare la zona.[8]

Lo stretto fra Urup e le Čërnye Brat'ja è detto stretto Urup; quello fra le Čërnye Brat'ja e Simušir è invece noto come stretto di Bussol', dal nome di La Boussole, una delle due navi del francese Jean-François de Galaup, conte de La Pérouse che esplorò la zona delle Curili nel 1787.[9]

Isole adiacenti[modifica | modifica wikitesto]

A partire da capo Kastrikum e girando in senso antiorario intorno all'isola, si trovano diverse piccole isole e scogli lungo le sue coste.
Lungo la costa nord-occidentale:

Lungo la costa sud-orientale:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola era inizialmente abitata dagli Ainu, i nativi delle isole di Sachalin e di Hokkaidō. La prima visita di un europeo fu quella dell'olandese Maarten Gerritsz Vries che vi approdò nel 1643 al comando di una nave della Compagnia olandese delle Indie orientali, probabilmente in cerca di pellicce.

I commercianti di pellicce russi vi comparvero nel XVIII secolo, cacciando lontre di mare e catturando le navi straniere che passavano nei dintorni. Vi furono scontri fra russi ed ainu nel 1772 ed i russi se ne andarono per un certo tempo, per poi ritornarci.[10]

Un piccolo presidio russo fu installato a Urup nel 1768 dal commerciante di pellicce Ivan Chernyi, il quale agiva dietro istruzioni del governatore della Siberia.

Nel corso del decennio 1770-1771 fu la base per stabilire commerci con I giapponesi di (Hokkaido) ma nel giugno del 1780 uno tsunami distrusse l'insediamento sull'isola.[11]

Nel 1801 il governo giapponese rivendicò ufficialmente la sua sovranità sull'isola incorporandola nella Provincia di Ezo (oggi prefettura di Hokkaidō). Ciò diede presto origine a controversie con la Russia su tutte le isole Curili. Nel 1855 Urup divenne ufficialmente russa con un trattato che stabiliva il confine fra le due potenze nello stretto fra Iturup e Urup, ma le Curili tornarono al Giappone venti anni dopo, venendo acquisite con la cessione alla Russia dell'isola di Sakalin. Fu a quel tempo che l'isola entrò nella sfera di competenza amministrativa della prefettura di Hokkaidō e gli Ainu se ne dovettero andare. L'isola rimase giapponese fino all'agosto 1945, quando l'esercito sovietico invase la Manciuria e le Curili, rimandando in Giappone gli abitanti di Urup. Nel 1952, con il trattato di San Francisco, il Giappone rinunciò alle sue pretese sull'isola. [12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (RU) Ландшафтное Разнообразие Курильских Островов (PDF), su izdatgeo.ru, p. 90. URL consultato il 13 settembre 2019.
  2. ^ Dal nome della nave di De Vries, la Castricum.
  3. ^ (RU) Кастрикум маяк, su mayaki-sssr.spb.ru. URL consultato il 12 settembre 2019.
  4. ^ Ван дер Линда маяк, su mayaki-sssr.spb.ru. URL consultato il 13 settembre 2019.
  5. ^ (EN) Ivao Group, su volcano.si.edu. URL consultato il 13 settembre 2019.
  6. ^ (EN) Tri Sestry, su volcano.si.edu. URL consultato il 13 settembre 2019.
  7. ^ (EN) Kolokol Group, su volcano.si.edu. URL consultato il 13 settembre 2019.
  8. ^ Esplorazioni olandesi Archiviato il 25 marzo 2008 in Internet Archive.
  9. ^ L'altra nave del La Pérouse era L'Astrolabe
  10. ^ Il libro di G.F. Muller, Voyages & Découvertes faites par les Russes, pubblicato ad Amsterdam nel 1766, conteneva un elenco delle isole Curili, inclusa Urup, il cui popolo si diceva commerciasse con i giapponesi ma non sottostava loro
  11. ^ (EN) George A. Lensen, The Russian Push toward Japan:Russo-Japanese relations, 1697–1875, Princeton University Press, 1959, pp.61-85; Valery O. Shubin, ‘Russian Settlements in the Kuril Islands in the 18-th and 19th centuries’, Russia in North America: Proceedings of the 2nd International Conference on Russian America, Kingston & Fairbanks, Limestone Press, 1990, pp. 425–450.
  12. ^ History of the Kuril Islands Archiviato il 14 novembre 2001 in Internet Archive.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • L-56, su mapl56.narod.ru. URL consultato il 12 settembre 2019. (Rilevata nel 1981, ed. 1984)
  • L-55 (JPG), su maps.vlasenko.net. URL consultato il 12 settembre 2019. e L-56 (JPG), su maps.vlasenko.net. URL consultato il 12 settembre 2019.(ed.1967)
  • Picture, su globosapiens.net.