Ursidi (astronomia)

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Le Ursidi sono uno sciame meteorico la cui attività meteorica avviene nell'inverno boreale, inizia intorno al 16-17 dicembre e dura per più di una settimana, fino al 26-27 dicembre. Questa pioggia di meteore è così denominata per via del suo radiante, che è posto nella costellazione dell'Orsa Minore, nei pressi della stella Beta Ursae Minoris (Kochab). La loro sigla internazionale è URS.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le Ursidi furono probabilmente scoperte da William Denning che li ha osservò per diversi anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Dopo le prime osservazioni, vi furono degli studi sporadici riguardo alla loro origine, mentre i primi studi coordinati cominciarono intorno al 1945, per merito del ricercatore astronomo ceco Dr. Antonín Bečvář: in quell'anno, contrariamente ai precedenti, si registrò un'intensa attività, con un tasso orario zenitale (ZHR) intorno a 100.

Ulteriori osservazioni nel 1970, furono fatte da astrofili britannici, ma all'epoca si registrò uno ZHR molto basso (Misure tramite radiotelescopi in Norvegia rilevarono negli anni dal 1973 a 1979 uno ZHR intorno a 20-30). Il 22 dicembre 1986, in Europa lo ZHR raggiunse di nuovo il valore di 100.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Le osservazioni attualmente in corso, mettono in relazione questo sciame con la cometa Tuttle, ipotesi tuttora controversa. Da tempo si ipotizza che questo sciame meteorico sia originato dalla cometa 8P/Tuttle. Il periodo orbitale della cometa è di 13,5 anni. È interessante notare che i massimi osservati dello sciame caddero negli anni 1945, 1973 e 1986, corrispondenti non con la minima distanza solare, ma con l'afelio della cometa. I ricercatori Peter Jenniskens, olandese, e Esko Lyytinen, finlandese, svilupparono un modello alquanto inusuale riguardo a questo fenomeno, correlato alla gravità del pianeta Giove.

Gli stessi autori previsero per il 22 dicembre 2000 -corrispondente a un nuovo afelio della cometa- un nuovo massimo delle Ursidi. Nonostante in quel giorno svariati osservatori furono in agguato, i risultati si mostrarono alquanto deludenti e contraddittori. In particolare le registrazioni video e gli echi radar sulla pioggia meteorica rilevarono sì una maggiore attività, ma vi erano forti dubbi sulla metodologia allora utilizzata. A questo si aggiunse il fatto che gli osservatori visuali rilevarono degli ZHR alquanto contraddittori. In base a questa ipotesi, un nuovo massimo dovrebbe esserci per il 2014. Tuttavia, per l'anno 2011 è stato previsto uno ZHR pari circa a 10.[1][2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Osservazioni precedenti rilevarono un radiante medio di coordinate RA = 217°, DEC = 76°, con un massimo corrispondente alla longitudine solare di 270,66° (coincidente circa con la data del 22 dicembre), e con una durata compresa fra il 17 e il 24 di dicembre.

Le Ursidi hanno un flusso particolarmente stretto, tale che l'Astronomo W. Norman McLeod affermò:

« Le Ursidi dovrebbero avere un flusso compatto più o meno come quello delle Quadrantidi . Solo intorno a 12 ore dal massimo si riesce ad osservare un flusso significativo (ZHR maggiore di 3) »

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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