Uriel

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San Uriel Arcangelo
Grande Arcangelo Uriel. Mosaico di San Uriel di James Powell e Figli, nella Chiesa di San Giovanni, Boreham, Wiltshire.
Grande Arcangelo Uriel.
Mosaico di San Uriel di James Powell e Figli, nella Chiesa di San Giovanni, Boreham, Wiltshire.
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 29 settembre (Occidentale),
8 novembre (Orientale).
Attributi Ali, Spada fiammeggiante, Fuoco nel palmo della mano, Libro.
Patrono di Sacramento della Cresima, la poesia

Uriel o Uriele o (אוּרִיאֵל, "Luce di Dio" nella lingua ebraica) è uno degli arcangeli della tradizione ebraica. Il suo nome potrebbe avere analogie con Uria.

Affresco di Dionisio raffigurante l'Arcangelo Uriel. (Chiesa della Natività della Vergine, Monastero di Ferapontov, Russia).

Gli angeli menzionati nei libri più antichi della Bibbia Ebraica sono senza nomi. Effettivamente, il rabbino Simeon ben Lakish di Tiberiade (230-270), asserisce che tutti i nomi specifici degli angeli vengono riportati dagli Ebrei di Babilonia, e alcuni critici moderni tendono ad acconsentire. Dei sette arcangeli del giudaismo post-esilio, solo tre, Gabriele, Michele e Raffaele, vengono menzionati per nome nelle scritture che gradualmente diventano accettate come la Bibbia canonica. Gli altri quattro, tuttavia, vengono nominati nel capitolo XXI del Libro di Enoch (II secolo a.C.): oltre Uriel questi sono Raguel, Sariel e Remiel.

Dove i quattro arcangeli erano aggiunti ai nomi dei tre, per rappresentare i quattro punti cardinali, Uriel generalmente rappresentava il quarto. Adempie a questo ruolo nel Libro Terzo del Paradiso perduto di John Milton, dove Uriel, in carica nell'orbita del Sole, asserve il ruolo di occhio di Dio, ma inconsapevolmente guida Satana verso la Terra appena creata.

Uriel compare anche nel Secondo Libro di Esdra, un'apocrifa aggiunta nella tradizione della Letteratura Apocalittica creata da Esdra, nella quale il profeta Esdra pone a Dio una serie di domande, e Uriel viene inviato da Dio per istruirlo. Uriel è spesso identificato come il cherubino che "sta a guardia dei cancelli dell'Eden con una spada fiammeggiante", o come l'angelo che "veglia sul tuono ed il terrore" (1 Enoch). Nell'Apocalisse di Pietro appare come l'Angelo del Pentimento, rappresentato come se fosse senza pietà come un qualsiasi demone. Nella Vita di Adamo ed Eva, Uriel è visto come uno dei cherubini del terzo capitolo della Genesi. Egli è anche comunemente identificato come uno degli angeli che aiutarono a seppellire Adamo e Abele in Paradiso.

Secondo le tradizioni della mistica medievale ebraica, Uriel è diventato l'Angelo della Domenica (Jewish Encyclopedia), Angelo della Poetica, e uno dei Sacri Sephiroth. Fu lui a lottare con Giacobbe a Peniel ed è raffigurato come l'angelo che decimò l'esercito del re assiro Sennacherib. Egli dice a Noè dell'avvento del Diluvio che viene descritto nel Libro di Enoch.

« Poi disse l'Altissimo, parlò il Sacro e il Grande, e mandò Uriel dal figlio di Lamech, e gli disse: 2. '〈Vai da Noé〉 e digli nel mio nome "Nasconditi!" e rivelagli che la fine si sta avvicinando: che l'intera terra sarà distrutta, e un diluvio sta per scendere su tutta la terra, e distruggerà tutto ciò che vi è sopra. »
(Enoch 1917 R. H. Charles (1 Enoch 10:1 Libro degli Osservatori))

Egli controllò sulle porte d'Egitto che vi fosse il sangue d'agnello, durante le piaghe. Egli detiene inoltre la chiave dell'Inferno durante i Tempi della Fine, e condusse Abramo verso l'Ovest.

Nella modernità, in un'ottica solo marginalmente cristiana (Angelologia), Uriel è identificato variamente come serafino, cherubino, reggente del sole, fiamma di Dio, angelo della Divina Presenza, colui che presiede e vigila sul Tartaro (inferno), arcangelo della salvezza, e, in scritture successive, è identificato con Phanuel, "volto di Dio". È spesso raffigurato con un libro o un rotolo di papiro (per la sua saggezza). Uriel è un patrono delle Arti, ed è descritto da Milton come lo "lo spirito dalla vista più acuta in tutto il Cielo."

In opere apocrife e relative alla qabbalah Uriel è stato assimilato o confuso con Nuriel, Uryan, Jeremiel, Vretil, Sariel, Puruel, Phanuel, Jehoel e Israfel.

Fatti storici[modifica | modifica sorgente]

Uriel, a destra, nella Vergine delle Rocce (versione del Louvre) di Leonardo da Vinci, 1483-86.

Nel 745 papa Zaccaria, in un sinodo diocesano, condannò e sospese l'arcivescovo Adalberto di Magdeburgo. Costui era accusato di compiere opere di magia tramite l'invocazione di angeli, e si riteneva che fosse aiutato da Uriel per produrre grandi fenomeni.

In particolare, il motivo della condanna risiedeva in una preghiera "miracolosa", composta da Adalberto, che, accanto ai nomi già noti di Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel, includeva nomi di angeli "sospetti": Raguel, Tubuel, Ineas, Tubuas, Sabaoc, Siniel. Negli atti del sinodo si ribadiva che nelle Sacre Scritture sono resi noti soltanto tre nomi di angeli: dunque, si riteneva che gli altri angeli invocati nella preghiera di Adalberto fossero autentici demoni. Le preghiere da lui composte furono accuratamente cancellate e Uriel fu fatto oggetto di un'attenta inquisizione. Papa Clemente III ordinò di rimuovere dalle chiese le immagini di Uriel.

Similitudini[modifica | modifica sorgente]

Gli studiosi della mitologia mesopotamica, riconducono l'origine di Uriel al dio sumero Enki/Ea, il quale avvisò segretamente Uta-Napishtim dell'imminente diluvio che avrebbe sommerso la terra e annientato l'umanità, così come viene raccontato nell'epopea babilonese di Gilgameš, e nel sopra citato racconto biblico dell'Arca di Noè.

Uriel nell'occultismo[modifica | modifica sorgente]

Uriel è associato al colore argento, il Nord e a volte anche il sud, l'elemento Terra.[senza fonte]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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