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Urawa Red Diamonds

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Urawa Red Diamonds
浦和レッドダイヤモンズ
Calcio Football pictogram.svg
Campione d'Asia in carica
Reds (レッズ Rezzu?)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso Bianco e Nero con losanga rossa.png Rosso, bianco e nero
Simboli Rombo rosso
Dati societari
Città Saitama
Nazione Giappone Giappone
Confederazione AFC
Federazione Flag of Japan.svg JFF
Campionato J. League Division 1
Fondazione 1950
Rifondazione 1993
Proprietario Mitsubishi Motors Corporation
Presidente Giappone Keizo Fuchita
Allenatore Giappone Takafumi Hori
Stadio Saitama Stadium 2002
(63.700 posti)
Sito web www.urawa-reds.co.jp
Palmarès
Titoli nazionali 4 Japan Soccer League
1 J. League Division 1
Trofei nazionali 6 Coppe dell'Imperatore
2 Japan Soccer League Cup
2 Coppe Yamazaki Nabisco
1 Supercoppa del Giappone
Trofei internazionali 2 AFC Champions League
1 Coppa Suruga Bank
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Gli Urawa Red Diamonds (浦和レッドダイヤモンズ Urawa Reddo Daiyamonzu?) sono una società calcistica giapponese con sede a Saitama, nella municipalità di Urawa.

Fondata nel 1950 come sezione calcistica del circolo sportivo aziendale delle industrie pesanti Mitsubishi con sede a Kobe, la squadra è fra i membri fondatori di entrambi i tornei che hanno funto da massima serie nazionale di calcio (in cui vi ha sempre militato, salvo nelle stagioni 1989-90 e 2000) divenendo, quindi, anche una delle prime squadre a passare al professionismo in concomitanza con l'istituzione della J. League.

Prima squadra giapponese a conseguire un treble domestico, gli Urawa Red Diamonds figurano al quarto posto sia nell'albo d'oro della massima serie (in coabitazione con gli Yokohama F·Marinos) sia in quello della coppa nazionale (con la maggior parte dei trofei vinti durante il periodo dilettantistico); inoltre vantano due affermazioni a livello continentale, avendo vinto le edizioni 2007 e 2017 della AFC Champions League.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Hiromi Hara, attaccante del Mitsubishi Heavy Industries fra il 1981 e il 1992. Dopo il passaggio della squadra al professionismo, ricoprì fra il 1998 e il 1999 il ruolo di allenatore.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia degli Urawa Red Diamonds.

[1][2]

Periodo dilettantistico[modifica | modifica wikitesto]

Il club venne fondato nel 1950 come sezione calcistica del circolo sportivo delle industrie pesanti Mitsubishi ubicate a Kobe[3]. Iscritta ai tornei nazionali riservati alle squadre aziendali (dove ottenne, come miglior risultato, il secondo posto nell'edizione 1956), nei primi anni di attività la squadra subì numerose riforme societarie che portarono al trasferimento della sede a Tokyo nel 1958[4], nonché la confluenza di sezioni calcistiche provenienti da altri stabilimenti nel 1964[3][4]. L'anno successivo la squadra fu scelta come partecipante alla prima edizione della Japan Soccer League, segnalandosi subito come una delle principali squadre del torneo vincendo, nel 1969, il suo primo campionato[4].

Per tutti gli anni settanta e fino ai primi anni ottanta il Mitsubishi Heavy Industries si confermò squadra di vertice, raggiungendo l'apice della forma nel 1978, quando divenne la prima squadra giapponese a centrare il treble domestico[4][5]. Con l'avvento del professionismo nel calcio giapponese avvenuto a metà degli anni ottanta, il ruolo di squadra di vertice del Mitsubishi Heavy Industries iniziò a ridimensionarsi, anche a causa di alcune scelte societarie che non contemplavano la messa sotto contratto di giocatori stipendiati solamente per disputare le partite. In seguito alla prima retrocessione in seconda divisione, avvenuta al termine della stagione 1988-89, si decise di operare una serie di riforme all'interno della società (fra cui il trasferimento della sede a Saitama e il cambio di denominazione in Mitsubishi Motors Football Club, avvenuto nel 1990[4]) che le permetteranno di ottenere, nella stagione 1991-92, i requisiti per ottenere il passaggio al professionismo.

Periodo professionistico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo avervi militato fra il 1994 e il 1997, Guido Buchwald allenò gli Urawa Red Diamonds fra il 2004 e il 2006 ottenendo diversi trofei, fra cui il double campionato-coppa nazionale del 2006.

Iscrittasi alla nuova lega professionistica con il nome di Urawa Red Diamonds la squadra, grazie all'apporto di numerosi giocatori provenienti dai campionati europei (fra cui i tedeschi Uwe Bein e Guido Buchwald), migliorò gradualmente le proprie prestazioni sino a proporsi fra le pretendenti al titolo nelle stagioni 1995 e 1996. Una serie di circostanze sfavorevoli avvenute nelle stagioni immediatamente successive, fra cui gli infortuni o le cessioni di alcuni giocatori chiave, causarono un rapido declino delle prestazioni della squadra, che scesero in seconda categoria al termine della stagione 1999.

Dopo l'immediata risalita in massima divisione, gli Urawa Red Diamonds riacquistarono gradualmente competitività aggiudicandosi l'edizione 2003 della Coppa Yamazaki Nabisco (primo trofeo vinto dopo il passaggio al professionismo) e perdendo la finale della J. League Division 1 2004. Seguirono la vittoria di due edizioni consecutive della Coppa dell'Imperatore (2005 e 2006) e del campionato nella stagione 2006, che permise agli Urawa Red Diamonds di esordire in AFC Champions League: nella competizione continentale la squadra continuò il proprio ciclo vincente, sconfiggendo in finale gli iraniani del Sepahan.

Dopo aver ottenuto il terzo posto nella Coppa del mondo per club 2007 e difeso il titolo continentale sino alle semifinali (dove furono eliminati dai connazionali del Gamba Osaka)[6], per un quinquennio gli Urawa Red Diamonds stazionarono nelle posizioni di metà classifica del campionato, ad eccezione della stagione 2011, dove ottenne la salvezza solo alla penultima giornata. Dalla stagione 2014 gli Urawa Red Diamonds tornarono a lottare per il titolo[7], ottenendo due secondi e un terzo posto negli anni successivi. Nel corso della stagione 2016 la squadra vinse inoltre la Coppa di Lega, seguita l'anno successivo dalla seconda affermazione continentale in AFC Champions League, quest'ultima ottenuta sconfiggendo in finale i sauditi dell'Al-Hilal.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria degli Urawa Red Diamonds[4]


 

 

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Colori e simboli degli Urawa Red Diamonds.

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Il colore della maglia degli Urawa Red Diamonds è il rosso, talvolta accompagnato da inserti bianchi, neri, o blu scuro. Questi colori erano già stati adottati durante la stagione 1978, prima della quale veniva utilizzato il blu[5].

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1965
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1969
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1978
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1993
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2006
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2007
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2017

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della squadra, in uso a partire dal febbraio 2001[18], vede un rombo di colore rosso che sormonta uno scudo dai colori rosso, bianco e nero: al centro di esso vi è un pallone (simboleggiante l'entusiasmo del pubblico e di tutti coloro che praticano il calcio[18]) e, nella parte più bassa, due rose di Sakuraso (stemmi della prefettura di Saitama[18]). Lo scudo è inoltre sormontato da un disegno della facciata del Saitama Elite Teacher Training College, punto di partenza storico del calcio nella prefettura di Saitama[18].

La mascotte[modifica | modifica wikitesto]

Come mascotte ufficiali degli Urawa Reds vengono utilizzate due coppie di personaggi immaginari: due lupi chiamati Redia e Friendia (introdotti, rispettivamente, nel 1992 e nel 1997)[18] e due gatti di nome Schale e Diarra (introdotti in occasione della vittoria della J. League Division 1 2006)[18]. Tutti questi personaggi, di colore verde e di aspetto antropomorfo, sono stati scelti grazie a delle votazioni del pubblico[18].

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Il Saitama Stadium 2002 durante un incontro casalingo degli Urawa Red Diamonds.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Urawa Komaba Stadium e Saitama Stadium 2002.

Fino al 1990, il Mitsubishi Heavy Industries ha disputato le proprie partite interne a Tokyo, alternandosi tra il National Olympic Stadium e il Nishigaoka Stadium. Dopo il cambio di denominazione in Mitsubishi Motors avvenuto nel 1990, la squadra iniziò a disputare le gare interne all'Edogawa Stadium per poi passare, in occasione del definitivo passaggio al professionismo (1992) all'Urawa Komaba Stadium di Urawa[19]. A causa di ripetuti lavori di ristrutturazione dello stadio, nel corso degli anni novanta i Red Diamonds furono costretti a disputare alcuni partite nel NACK5 Stadium Ōmiya, situato nella vicina municipalità di Omiya[19].

Al termine del campionato del mondo 2002 gli Urawa Red Diamonds passarono gradualmente a disputare le partite interne nel Saitama Stadium 2002[20], costruito originariamente per ospitare alcune partite della competizione calcistica mondiale[20].

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

I Red Diamonds svolgono le sessioni di allenamento nell'Ohara Training Ground di Saitama, aperto nel 1993 ed ampliato nel 2004[21]. A partire dal 2005 si è affiancata una seconda struttura, denominata Redsland ed includente un circolo sportivo aperto al pubblico[22]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[4]
Presidenti

Società[modifica | modifica wikitesto]

L'assetto societario degli Urawa Red Diamonds, la cui ultima modifica risale al 1996 con l'assunzione dell'attuale nome in luogo di Mitsubishi Urawa Football Club[29], vede il controllo finanziario da parte del gruppo Mitsubishi, che agisce per mezzo di un'azienda appositamente fondata il 10 marzo 1992[1][29]. Il capitale sociale, che fino ai primi anni duemila oscillava su livelli medi (oltre tre milioni di yen nel biennio 2004-2005)[29], ha subìto una consistente impennata verso la fine del decennio in virtù degli introiti derivanti dai successi conseguiti in campo sportivo (oltre sette milioni di yen nel 2008)[29], per poi attestarsi a una media di oltre cinque milioni all'anno[29].

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Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali

Parte anteriore

Manica

Schiena

Calzoncini

  • 2002-2003 SmileBit
  • 2004-2005 SEGA
  • 2006 Mitsubishi Motors
  • 2007-2008 Mitsubishi Fuso
  • 2009-oggi Mitsubishi Motors

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori degli Urawa Red Diamonds

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Una copia della Coppa Yamazaki Nabisco, torneo di cui gli Urawa Red Diamonds detengono l'edizione 2003 e 2016.
1969, 1973, 1978, 1982
1989-90
1978, 1981
Mitsubishi Heavy Industries: 1971, 1973, 1978, 1980
Urawa Red Diamonds: 2005, 2006
2006
2003, 2016
2006

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

2007, 2017
2017

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
JSL Division 1 26 1965 1991-92
J. League Division 1 23 1993 2016
JSL Division 2 1 1989-90
J. League Division 2 1 2000

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pur avendo avuto un certo seguito di pubblico sin dal periodo dilettantistico (al quale risalgono le origini del soprannome Red Diamonds, successivamente adottato come denominazione ufficiale del team)[1], gli Urawa Red Diamonds iniziarono ad essere seguiti da veri e propri gruppi di tifosi a partire dal 1992[48][49], anno a cui risale la fondazione del gruppo dei Crazy Calls (クレイジー・コールズ?). In seguito ad alcuni episodi di teppismo avvenuti durante la stagione 1995[50][51], il gruppo iniziò a sfaldarsi progressivamente[51], sino a scomparire definitivamente nel 1997, in occasione della creazione degli URAWA BOYS (ウラワボーイズ?) che ne hanno ereditato il ruolo di gruppo chiave della tifoseria organizzata della squadra[52].

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni di militanza nel campionato nazionale, gli Urawa Red Diamonds divennero noti per aver intessuto, assieme al Furukawa Electric e l'Hitachi, un rapporto di rivalità denominato Le tre grandi di Marunouchi (丸の内御三家 Marunouchi Gosanke?) o derby di Marunouchi dal quartiere di Tokyo in cui erano dislocate le sedi delle rispettive aziende[53]. Durante la militanza in Japan Soccer League la squadra registrò inoltre delle rivalità con il Toyo Kogyo, lo Yanmar Diesel e il Fujita Kogyo, avversarie nella lotta al titolo nazionale fra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Derby di Saitama.

Dopo il passaggio al professionismo e la contestuale ascesa nelle serie superiori di altre squadre con sede a Saitama, la tifoseria degli Urawa Red Diamonds iniziò a intessere una rivalità coi concittadini dell'Omiya Ardija, con cui la squadra disputa il derby di Saitama (さいたまダービー?)[54][55]. La rivalità con il Gamba Osaka si è invece accesa a metà degli anni duemila, quando entrambe le squadre arrivarono a contendersi la vittoria del campionato e il raggiungimento della finale di AFC Champions League[6].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Urawa Red Diamonds 2017.

[56]

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Giappone P Shūsaku Nishikawa
2 Brasile D Maurício Antônio
3 Giappone C Tomoya Ugajin
4 Giappone D Daisuke Nasu
5 Giappone D Tomoaki Makino
6 Giappone D Wataru Endō
7 Giappone C Tsukasa Umesaki
8 Brasile A Rafael da Silva
9 Giappone A Yūki Mutō
10 Giappone C Yōsuke Kashiwagi
13 Giappone A Toshiyuki Takagi
14 Giappone C Tadaaki Hirakawa
15 Giappone C Kazuki Nagasawa
16 Giappone C Takuya Aoki
17 Giappone D Yū Tamura
18 Giappone C Yoshiaki Komai
N. Ruolo Giocatore
19 Giappone A Ado Onaiwu
20 Giappone A Tadanari Lee
21 Slovenia A Zlatan Ljubijankič
22 Giappone C Yūki Abe
23 Giappone P Nao Iwadate
24 Giappone C Takahiro Sekine
25 Giappone P Tetsuya Enomoto
26 Giappone C Ryotaro Ito
28 Giappone P Haruki Fukushima
30 Giappone A Shinzō Kōroki
31 Slovenia D Branko Ilič
38 Giappone C Daisuke Kikuchi
39 Giappone C Shinya Yajima
46 Giappone D Ryōta Moriwaki

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c URAWA REDS su Rising Sun News
  2. ^ Urawa Red Diamonds - Club History
  3. ^ a b URAWA REDS Official History 1992-2002, pag. 89
  4. ^ a b c d e f g History of REDS/Mitsubishi
  5. ^ a b The Complete History of Japan Soccer League, p.p. 148-149
  6. ^ a b The Classic: Urawa Reds-Gamba Osaka
  7. ^ 2014 J.LEAGUE Division 1 section-by-section graph [34th Sec ]
  8. ^ 6th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  9. ^ 9th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  10. ^ 10th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  11. ^ 11th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  12. ^ 12th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  13. ^ 13th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  14. ^ 14th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  15. ^ 15th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  16. ^ 16th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  17. ^ 17th All Japan Jitsugyo-dan Football Championship
  18. ^ a b c d e f g Urawa Reds - Club Profile
  19. ^ a b Komaba Stadium - Urawa Red Diamonds
  20. ^ a b Saitama Stadium 2002 - Urawa Red Diamonds
  21. ^ Ohara Training Groud - Urawa Red Diamonds
  22. ^ Redsland - Urawa Red Diamonds
  23. ^ Petrovic takes control at Urawa su soccerway.com
  24. ^ Japan's Urawa Reds announce Mihailo Petrovic as new manager
  25. ^ Reds fire Petrovic as Hori takes over
  26. ^ Hideo SHIMADA
  27. ^ Vol.05 清水泰男さんの巻 その2
  28. ^ スカウトはもちろん、Jリーグのレベルアップを
  29. ^ a b c d e Urawa Reds - Club Management Data
  30. ^ 1986-1987 JSL Year Book, pag. 28
  31. ^ URAWA Reds 1992
  32. ^ URAWA Reds 1993
  33. ^ URAWA Reds 1994
  34. ^ URAWA Reds 1997
  35. ^ URAWA Reds 1998
  36. ^ URAWA Reds 1999
  37. ^ URAWA Reds 2000
  38. ^ URAWA Reds 2001
  39. ^ URAWA Reds 2002
  40. ^ URAWA Reds 2003
  41. ^ URAWA Reds 2004
  42. ^ URAWA Reds 2008
  43. ^ URAWA Reds 2009
  44. ^ URAWA Reds 2011
  45. ^ URAWA Reds 2012
  46. ^ URAWA Reds 2013
  47. ^ URAWA Reds 2014
  48. ^ 《中》 圧巻 熱烈サポーター(2006年12月4日), Yomiuri Online
  49. ^ 歴史+追伸
  50. ^ 「レッズの田口選手、レッグ払いレッドカード」, Manichi Shimbun, 27 settembre 1995.
  51. ^ a b 『浦和レッズの幸福』アスペクト, pp. 110-114
  52. ^ 『浦和レッズがやめられない』, pag. 39
  53. ^ サッカー日本代表斬り捨て御免, pag. 284
  54. ^ Sendai, Al Fath assume pole positions
  55. ^ Football-mad Saitama prepares for another fierce derby
  56. ^ Urawa Red Diamonds - TEAM STAFF 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The Complete History of Japan Soccer League, 1965-1992 (日本サッカーリーグ全史 1965-1992?), 1993 ISBN non esistente
  • 1986-1987 JSL Year Book, 1986, Football Magazine, ISBN non esistente
  • URAWA REDS Official History 1992-2002 浦和レッズ10年史, ベースボール・マガジン社, 2002 ISBN 4-583-03685-X
  • Hiroshi Okada, 「【丸の内御三家から学閥まで】日本サッカー協会の"構造と力"」『サッカー日本代表斬り捨て御免!』, Takarajimasha, 2002 ISBN 978-4796625746
  • Yoshiyuki Osumi, 『浦和レッズの幸福』アスペクト, 1998, ISBN 978-4893669926
  • Atsushi Seino,『浦和レッズがやめられない』ランドガレージ, 2001, ISBN 978-4434008474

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Informazione storica[modifica | modifica wikitesto]

Liste e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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