UPIM

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UPIM
Logo
StatoItalia Italia
Fondazione1928 a Milano
Sede principaleMestre
GruppoOVS
Settoregrande distribuzione organizzata
Prodotti
  • abbigliamento
  • casa
  • profumeria
Slogan«vale di più»
Sito web

UPIM[1] ("Unico Prezzo Italiano Milano") è una catena italiana di grandi magazzini di fascia bassa gestita dall'OVS S.p.A.. Per ottant'anni nell'orbita de La Rinascente, nel gennaio 2010 è diventata di proprietà del Gruppo Coin, che l'ha acquisita dal Gruppo Investitori Associati/Pirelli Real Estate/Deutsche Bank/Borletti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini agli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

A fine del 1927[2] venne aperto sperimentalmente a Milano in piazzale Loreto un prototipo di magazzino a prezzo unico, dove venivano venduti vari articoli disposti su una scala di prezzi che andava da 1 a 5 lire. Il risultato fu molto soddisfacente con incassi di circa 6.000 lire giornaliere.[3]

Dopo il breve esperimento milanese, si costituì il 9 maggio 1928, la società anonima UPI ("Unico Prezzo Italiano") che in seguito, per distinguersi da un'omonima agenzia di pubblicità preesistente, divenne UPIM (la "M" stava per Milano).[3] Il 21 ottobre 1928 fu aperto il primo negozio a Verona in via Pellicciai, con una superficie di circa 250 mq e con un assortimento di oggetti d'abbigliamento e d'arredamento dalla merceria ai giocattoli con aggiunta di dolciumi a prezzi fra 1 e 4 lire.[3] Il grande magazzino portava nel nome una caratteristica tipica dei negozi dell'epoca, ovvero l'«unico prezzo in mostra» che, per evitare che mendicanti e ladri entrassero nei locali con la scusa di ripararsi e rubassero qualcosa, si pagava all'entrata avendo tutti gli oggetti uno stesso prezzo (di norma 1-2-3-4 lire), così chi voleva comprare un oggetto acquistava all'ingresso un biglietto con l'importo della merce che avrebbe comprato, mostrando poi i biglietti con la merce all'uscita. La società si espande velocemente e, nel 1928, vengono aperti i negozi di Milano in viale Vittorio Veneto e di Brescia. L'anno successivo si aprono altri tre negozi a Milano[4] e uno a Roma, Bologna, Firenze, Padova, Ferrara, Piacenza e Bari.[3]

Upim di Milano piazzale Loreto negli anni sessanta.

Nel 1934 i magazzini erano 25 e durante il colonialismo furono aperte filiali anche nelle città di Asmara (Eritrea) e Tripoli (Libia). Queste unità cessarono la loro attività durante il secondo conflitto mondiale.[5] Il secondo conflitto mondiale porta alla distruzione di nove negozi, al danneggiamento di sei che rimasero in parte attivi e alla chiusura di quattro negozi e alla requisizione di nove dalle autorità militari. Nel frattempo solo 27 negozi rimasero attivi. Dai 52 negozi del 1942 si passa ai 46 negozi del 1951.[6] Con il boom economico post bellico si incrementano notevolmente i negozi, che arrivano a 69 nel 1957.[7] Nel 1969 Upim, con il Gruppo Rinascente, viene acquisita dalla famiglia Agnelli proprietaria del Gruppo Fiat.

Dagli anni settanta ai novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 i magazzini Upim divennero 150 e nel corso degli anni, con la gestione Rinascente, Upim vivrà una crisi di profitti continua. Strategia del gruppo era solitamente aprire nuovi negozi con annesso il reparto alimentare del gruppo gestito con il marchio Sma. Nel 1975 si avvia la formula del franchising per l'affiliazione dei grandi magazzini. Negli anni la catena entra in concorrenza diretta con la Standa, fondata proprio da un ex direttore Upim, Franco Monzino, con lo slogan Prima passa alla Upim.

La vetrina di un negozio della catena a Udine nel 2013

Nel 1997, assieme a tutto il Gruppo Rinascente, confluisce nel Gruppo Auchan che porta a chiudere molti dei grandi magazzini siti nei centri storici e all'apertura di numerose filiali all'interno dei centri commerciali del gruppo. Nell'ottobre 1999 nasce a Milano la nuova formula commerciale Blukids realizzata grazie all'apertura di un nuovo negozio in corso Buenos Aires interamente dedicato ai bambini anni con un'offerta che spazia dall'abbigliamento alla scuola ai giochi.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Viene acquisita, come La Rinascente, nel maggio 2005, dal Gruppo Investitori Associati, Pirelli Real Estate, Deutsche Bank e Borletti. Il 26 giugno 2008 è stato aperto il primo negozio all'estero, nel centro di Tirana in Albania. Ad esso ha fatto seguito un punto vendita a Victoria, nell'isola maltese di Gozo. Ad ottobre 2008 si è rilanciato lo storico marchio CROFF con la creazione dei primi corner nei principali magazzini Upim e con collezioni ad hoc. A dicembre 2009 la Upim è stata acquistata dal gruppo Coin.[8] Viene così a terminare una rivalità storica nella fascia medio-alta dei grandi magazzini: La Rinascente e Upim da una parte e Coin e OVS dall'altra. Il passaggio di proprietà comporta nel corso del 2010 un passaggio della maggior parte dei punti vendita dall'insegna Upim alle insegne Coin e OVS. I punti vendita in franchising, invece, rimarranno tali.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Logo di Upim POP

Viene inaugurato il marchio Upim POP, una catena parallela operativa dal 2010 al 2013[9] che si rivolgeva a un target di clienti giovane e organizzato come shopping mall con all'interno dei punti vendita negozi di elettronica, profumerie e librerie.[10] Gli Upim POP erano presenti a Roma, Milano, Varese, Trieste, Livorno, Cagliari e Bassano del Grappa (VI).

Dal 1º agosto 2014 viene costituita la nuova divisione OVS-UPIM scorporata da Gruppo Coin conferendo le attività alla nuova società OVS S.p.A.[11]

Marchi[modifica | modifica wikitesto]

  • UPIM: nasce nel 1928 a Verona ed è il family value retailer italiano essendo rivolto alle esigenze delle famiglie che cercano la convenienza. Con i suoi oltre 300 negozi ha un'offerta che spazia dall’abbigliamento per tutta la famiglia alla cura della casa.
  • BLUKIDS: è il marchio d'abbigliamento, intimo, accessori, calzature e giocattolo dedicato al bambino. Conta circa 200 negozi singoli in Italia con una superficie media di 100-250  m² e all’estero ed è presente anche in 200 negozi Upim. Ha collezioni baby (0-36 mesi), kids (2-8 anni) e junior (8-14 anni).
  • CROFF: è il marchio dedicato alla casa che comprende il tessile, la tavola, la cucina, gli accessori e i complementi.

Sponsorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

In ambito calcistico, Upim ha sponsorizzato la Juventus per le stagioni calcistiche 1989-1990, 1990-1991 e 1991-1992, nonché l'Udinese per la stagione 2013-2014.[12]

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Nel cortometraggio Basette (2008) con Valerio Mastandrea, Antonio, ladro romano cresciuto in una famiglia di taccheggiatori di supermercati, ricorda la sua vita di vent'anni prima e le abitudini familiari natalizie di rubare giocattoli all'UPIM per poi rivenderli. La parte esterna è girata davanti ai magazzini UPIM di via dei Prati Fiscali a Roma.

Loghi storici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La sigla è pronunciata con l'accento sulla prima o anche sulla seconda vocale: /'upim/ (Ùpim) o /u'pim/ (Upìm). Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "UPIM", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ^ fra il 28 novembre e il 3 dicembre
  3. ^ a b c d Franco Amatori, Proprietà e direzione La Rinascente 1917-1969, p. 126, Angeli, 1989.
  4. ^ (via Dante, piazza Baiamonti e corso Vittorio Emanuele)
  5. ^ Franco Amatori, Proprietà e direzione La Rinascente 1917-1969, p. 141, Angeli, 1989.
  6. ^ Franco Amatori, Proprietà e direzione La Rinascente 1917-1969, p. 149, Angeli, 1989.
  7. ^ Franco Amatori, Proprietà e direzione La Rinascente 1917-1969, p. 156, Angeli, 1989.
  8. ^ Giorgio Lonardi, Nozze nei grandi magazzini, Coin compra Upim, in la Repubblica, 17 dicembre 2009. URL consultato il 22 luglio 2010.
  9. ^ Gruppo Coin - Upim Archiviato il 6 ottobre 2011 in Internet Archive.
  10. ^ Upim POP - Company
  11. ^ OVS SpA: Storia
  12. ^ Marco Cundari, Il ritorno dello sponsor Upim sulle strisce bianconere, ma sono quelle dell’Udinese, in passionemaglie.it, 30 novembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]