Uomini che odiano le donne

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo film del 2009, vedi Uomini che odiano le donne (film).
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film del 2011, secondo adattamento del romanzo, vedi Millennium - Uomini che odiano le donne.
Uomini che odiano le donne
Titolo originaleMän som hatar kvinnor
AutoreStieg Larsson
1ª ed. originale2005
Genereromanzo
Sottogenerethriller
Lingua originale svedese
AmbientazioneSvezia (Stoccolma, Uppsala e regione del Norrland), Londra e Australia, tra il 2002 e il 2003
ProtagonistiMikael Blomkvist e Lisbeth Salander
CoprotagonistiErika Berger, Henrik Vanger
AntagonistiHans-Erik Wennerström, Nils Bjurman
Altri personaggiDirch Frode, Cecilia Vanger, Martin Vanger
SerieMillennium
Seguito daLa ragazza che giocava con il fuoco

Uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor) è un romanzo poliziesco dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson. Il romanzo è il primo della serie Millennium, di cui è autore dei primi tre romanzi, tutti pubblicati postumi dopo la sua prematura scomparsa. I capitoli successivi sono stati realizzati dallo scrittore e giornalista svedese David Lagercrantz.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mikael Blomkvist, un giornalista economico di discreto successo, perde la causa che lo vede accusato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del miliardario Wennerström e si dimette da direttore responsabile della sua rivista, "Millennium", ormai in serio rischio di fallimento. Per sfuggire al caos post-condanna, Mikael accetta di occuparsi in maniera esclusiva d'una sparizione risalente al 1967: Harriet Vanger, nipote e pupilla del magnate dell'industria svedese Henrik Vanger. Mikael si trasferisce nel Gävleborg, nella cittadina immaginaria di Hedestad, e qui conosce i familiari di Harriet ancora in vita: il fratello Martin, amministratore delegato delle aziende, la madre Isabella, lo zio Harald e le cugine Cecilia ed Anita, quest'ultima residente a Londra dall'età di 18 anni. Henrik è convinto che Harriet sia stata uccisa da un familiare perché da quarant'anni continua a ricevere periodicamente lo stesso dono che la ragazza gli faceva da viva (informazione nota solo alla polizia).

Lisbeth Salander è un eccellente hacker: su commissione si occupa di ricerche particolari su persone o aziende. Ragazza dal carattere tormentato e poco socievole, è sotto tutela. Il suo tutore legale Holger Palmgren, legatissimo a lei, viene colpito da ictus e versa in gravi condizioni; in sostituzione giunge il nuovo tutore Nils Bjurman, che si rivelerà invece un vero e proprio sadico e sfrutta la sua posizione per estorcere favori sessuali alla ragazza, arrivando addirittura a violentarla. Lisbeth finge di subire passivamente lo stupro filmandolo con una telecamera nascosta, ricatta Bjurman e lo marchia a pelle come stupratore.

Dei genitori di Harriet e Martin, il padre Gottfried morì accidentalmente nel 1966, e la madre Isabella si rivelò una donna fragile; Henrik intervenne e le revocò la patria potestà, crescendo Martin e Harriet come figli suoi. Contro ogni pronostico, Mikael trova nuovo materiale probatorio: una serie di foto che mostrano Harriet la mattina della scomparsa spaventata da un uomo. Uno strano elenco di cifre e nomi di donne, ritenuti numeri telefonici, vengono interpretati come versetti del Levitico riguardo punizioni per donne peccatrici, e Mikael collega uno di essi ad un brutale femminicidio avvenuto ad Hedestad nel 1949. Ritenendo d'essere sulle tracce d'un serial killer, Mikael chiede all'avvocato Frode, braccio destro di Henrik Vanger, se può avvalersi d'un aiuto per le ricerche e gli viene consigliata proprio Lisbeth: apprende così dell'indagine proprio su di sé commissionata illegalmente alla hacker dallo stesso Henrik e, sbalordito dalla sua competenza, decide di assumerla come collaboratrice.

Un malore di Henrik (da quel momento non più in posizione di potere) mina le ricerche di Mikael, osteggiato da tutti i Vanger tranne Martin, amministratore delegato dell'azienda, che fornisce supporto alle indagini, durante le quali Mikael viene continuamente minacciato: trova un gatto squartato di fronte casa sua e scampa a un assassinio camuffato da incidente di caccia. Mikael e Lisbeth si conoscono meglio e diventano intimi, ma Lisbeth mantiene emotivamente le distanze da lui. Come ultimo tentativo prima della scadenza del contratto, Lisbeth decide d'indagare nell'archivio ufficiale del gruppo Vanger per verificare la presenza dei Vanger nei giorni e nei luoghi dei delitti: Gottfried Vanger (padre di Harriet e Martin) è stato presente in tutti i luoghi nei momenti degli omicidi tranne l'ultimo, avvenuto prima della sua morte. Mikael, indagando sull'uomo nella foto con Harriet lo identifica nel fratello Martin.

Mikael si reca a casa dell'industriale per affrontarlo e chiedergli spiegazioni ma viene incatenato per un'intera notte nel suo garage, organizzato come una camera di tortura. Qui Martin rivela d'essere un serial killer di donne, racconta di essere stato violentato dal padre che l'iniziò con i "suoi" omicidi (quelli sotto analisi da Mikael e Lisbeth), e di avere poi continuato ad uccidere donne da solo. In più di trent'anni ha ucciso dozzine di donne ma nega con veemenza di avere ucciso Harriet (aggiungendo però di aver avuto l'intenzione di farlo e di esserle sfuggita). Mikael viene salvato da Lisbeth e Martin muore in un incidente automobilistico durante una fuga precipitosa. Sospettando che sia coinvolta Anita, intercettano le telefonate e la spiano nella sua casa a Londra, scoprendo che Harriet è ancora viva e si trova in Australia.

Lì la raggiunge Mikael, cui la donna conferma le violenze sessuali del padre e l'amara verità sulla sua fuga: Gottfried non morì accidentalmente, ma venne ucciso dalla ragazza mentre veniva violentata in presenza di Martin. Dopo il patricidio la ragazza finì nel mirino del fratello, che la violentò a sua volta. Harriet si confidò con Anita e fuggì in Australia usando il suo passaporto, qui si era sposata ed è divenuta proprietaria di un'azienda addirittura più grande del gruppo Vanger. Harriet torna poi in Svezia e incontra un commosso Henrik.

Grazie ad atti di pirateria informatica, Lisbeth ottiene accesso ai dati nel personal computer di Wennerström e li dona a Mikael, che li usati per tornare all'attacco con una nuova denuncia a Wennerström, stavolta con successo. Lisbeth sfrutta la confusione nelle aziende di Wennerström per rubare diversi miliardi di corone, nascondendoli in conti svizzeri. Nella scena finale Lisbeth si scopre innamorata di Mikael ma lo sorprende per caso in compagnia della collega Erika Berger proprio mentre stava tentando un approccio: delusa, lo rimuove completamente dalla sua vita.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

In lingua originale
Traduzioni

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è stato insignito nel 2006 del Glasnyckeln, un premio riservato ai migliori gialli scandinavi.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Dal romanzo sono stati tratti due film: Uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor) del 2009, diretto da Niels Arden Oplev e interpretato da Michael Nyqvist e Noomi Rapace, e Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo) del 2011, diretto da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e Rooney Mara.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura