Uomini che odiano le donne

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo film del 2009, vedi Uomini che odiano le donne (film).
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film del 2011, secondo adattamento del romanzo, vedi Millennium - Uomini che odiano le donne.
Uomini che odiano le donne
Titolo originaleMän som hatar kvinnor
AutoreStieg Larsson
1ª ed. originale2005
Genereromanzo
Sottogenerethriller
Lingua originale svedese
AmbientazioneSvezia (Stoccolma, Uppsala e regione del Norrland), Londra e Australia, tra il 2002 e il 2003
ProtagonistiMikael Blomkvist e Lisbeth Salander
CoprotagonistiErika Berger, Henrik Vanger
AntagonistiHans-Erik Wennerström, Nils Bjurman
Altri personaggiDirch Frode, Cecilia Vanger, Martin Vanger
SerieMillennium
Seguito daLa ragazza che giocava con il fuoco

Uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor) è un romanzo poliziesco dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson. Il romanzo è il primo della serie Millennium, di cui è autore dei primi tre romanzi, tutti pubblicati postumi dopo la sua prematura scomparsa. I capitoli successivi sono stati realizzati dallo scrittore e giornalista svedese David Lagercrantz.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mikael Blomkvist, un giornalista economico di discreto successo, viene condannato in una causa per diffamazione nei confronti del miliardario Wennerström e si dimette da direttore responsabile della sua rivista, "Millennium", ormai in serio rischio di fallimento. Per sfuggire al caos post-condanna, Mikael accetta di occuparsi in maniera esclusiva d'una sparizione risalente al 1967: Harriet Vanger, nipote e pupilla del magnate dell'industria svedese Henrik Vanger. Mikael si trasferisce nel Gävleborg, nella cittadina immaginaria di Hedestad, e qui conosce i familiari di Harriet ancora in vita: il fratello Martin, amministratore delegato delle aziende Vanger, la madre Isabella, lo zio Harald e la cugina Anita, da sempre residente a Londra. Henrik continua a ricevere periodicamente lo stesso dono che la ragazza gli porgeva da viva e sospetta che sia stata assassinata da un parente molto vicino a loro.

A sua insaputa, Mikael è stato oggetto di un'accurata indagine sul suo passato e sulle sue capacità economiche, ordinata da Henrik; l'indagine è stata svolta da Lisbeth Salander, una hacker eccellente ma sottoposta a tutela e dal carattere tormentato, insofferente e poco socievole. Il suo amato tutore Palmgren, per motivi di salute, viene sostituito dall'avvocato Nils Bjurman, che si rivelerà un vero e proprio sadico e sfrutta la sua posizione per estorcere favori sessuali alla ragazza, arrivando addirittura a violentarla. Lisbeth finge di subire passivamente lo stupro filmandolo con una telecamera nascosta, ricatta Bjurman e lo marchia come "stupratore" con un tatuaggio.

Dei genitori di Harriet e Martin Vanger, il padre Gottfried morì accidentalmente nel 1966, e la madre Isabella si rivelò una donna fragile; Henrik intervenne e le revocò la patria potestà, crescendo Martin e Harriet come figli suoi. Contro ogni pronostico, Mikael trova nuovo materiale probatorio: una foto che mostra Harriet spaventata da un uomo. Uno strano elenco di cifre e nomi di donne ritenuti numeri telefonici, vengono interpretati da Mikael come versetti del Levitico riguardo punizioni per donne peccatrici, e Mikael li collega a femminicidi del passato rimasti irrisolti. Ritenendo d'essere sulle tracce d'un serial killer, Mikael chiede di avvalersi di un ricercatore e gli viene consigliata proprio Salander: apprende così dell'indagine illegale di Vanger e, sbalordito dalla sua competenza, decide di assumerla come collaboratrice.

Un malore di Henrik (da quel momento non più in posizione di potere) mina le ricerche di Mikael, osteggiato da tutti i Vanger tranne Martin che fornisce supporto alle indagini, durante le quali Mikael viene continuamente minacciato: trova un gatto orribilmente mutilato di fronte casa sua e scampa a un assassinio camuffato da incidente di caccia. Mikael e Lisbeth si conoscono meglio e intrecciano una relazione, ma Lisbeth mantiene emotivamente le distanze da lui. Lisbeth indaga su vari femminicidi avvenuti negli anni sessanta e comprende che nella famiglia Vanger si nasconde il serial killer responsabile: fu Gottfried Vanger (padre di Harriet e Martin), unico Vanger presente in tutti i luoghi nei momenti dei delitti tranne uno, uccisa qualche anno dopo la sua morte. Mikael, indagando sull'uomo nella foto con Harriet, lo identifica nel fratello Martin.

Mikael si reca a casa dell'industriale per affrontarlo ma viene incatenato per un'intera notte nel suo garage, organizzato come una camera di tortura. Qui Martin, manifestando instabilità mentale, rivela come fin da bambino il padre - un serial killer misogino e depravato - lo violentò e lo fece assistere ai "suoi" omicidi (i delitti analizzati da Mikael e Lisbeth), e di essere diventato serial killer a sua volta, ma nega con veemenza di aver ucciso Harriet (aggiungendo però di aver progettato il delitto e di non essere riuscito a compierlo data l'improvvisa scomparsa). Mikael viene salvato da Lisbeth e Martin muore in un incidente automobilistico durante una fuga precipitosa sull'E4.

Sospettosi su Anita, Mikael e Lisbeth intercettano le telefonate della sua casa di Londra, scoprendo che Harriet è ancora viva e si trova in Australia. Lì la raggiunge Mikael, cui la donna conferma le violenze sessuali del padre e l'amara verità sulla sua fuga: Gottfried non morì accidentalmente, ma fú ucciso da lei stessa durante un tentativo di violenza. Dopo il delitto, la ragazza finì nel mirino del fratello, che la violentò a sua volta. Harriet si confidò con Anita e fuggì in Australia usando il suo passaporto, qui si era sposata ed è divenuta proprietaria di un'azienda addirittura più grande del gruppo Vanger. Harriet infine torna in Svezia e incontra un commosso Henrik.

Grazie ad atti di pirateria informatica di Lisbeth, Mikael ottiene accesso ai dati nel personal computer di Wennerström e li usa per tornare all'attacco con una nuovo scoop-denuncia su Wennerström: il successo è grandissimo e Millennium diventa un best-seller. Lisbeth sfrutta la confusione nelle aziende di Wennerström per rubare diversi miliardi di corone, nascondendoli in conti svizzeri. Nella scena finale Lisbeth si scopre innamorata di Mikael ma lo sorprende per caso in compagnia della collega Erika Berger proprio mentre stava tentando un approccio: delusa, lo rimuove completamente dalla sua vita.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

In lingua originale
Traduzioni

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è stato insignito nel 2006 del Glasnyckeln, un premio riservato ai migliori gialli scandinavi.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Dal romanzo sono stati tratti due film: Uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor) del 2009, diretto da Niels Arden Oplev e interpretato da Michael Nyqvist e Noomi Rapace, e Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo) del 2011, diretto da David Fincher e interpretato da Daniel Craig e Rooney Mara.

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