Oganesson

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Oganesson
   

118
Og
 
               
               
                                   
                                   
                                                               
                                                               
                   
tennessine ← oganesson → ununennio
Generalità
Nome, simbolo, numero atomico oganesson, Og, 118
Serie gas nobili
Gruppo, periodo, blocco 18, 7, p
Configurazione elettronica
Configurazione elettronica
Proprietà atomiche
Peso atomico 314
Configurazione elettronica probabile [Rn]5f146d107s27p6
e per livello energetico 2, 8, 18, 32, 32, 18, 8
Proprietà fisiche
Stato della materia sconosciuto
Altre proprietà
Numero CAS 54144-19-3
Isotopi più stabili
iso NA TD DM DE DP
294Og sintetico ~0,89 ms α 0,231 290Lv
iso: isotopo
NA: abbondanza in natura
TD: tempo di dimezzamento
DM: modalità di decadimento
DE: energia di decadimento in MeV
DP: prodotto del decadimento

L'oganesson (o eka-radon, nome sistematico temporaneo: ununoctio) è l'elemento chimico di numero atomico 118. È un elemento superpesante sintetico della tavola periodica. Il nome Oganesson (in inglese) e il simbolo Og sono stati proposti dagli scopritori[1]. L'elemento è stato introdotto nella tavola periodica ufficiale dell'IUPAC il 30 dicembre 2015, insieme agli elementi con numero atomico 113, 115 e 117, andando così a completare il settimo periodo della tavola.[2]

Scoperta[modifica | modifica wikitesto]

La scoperta di questo elemento è stata annunciata nel 1999 dal Lawrence Berkeley National Laboratory, Berkeley, Stati Uniti. Le prove della scoperta dell'oganesson e del livermorio furono falsificate da parte di Victor Ninov, un ricercatore di Berkeley, ciò generò un grande scandalo nella comunità scientifica internazionale che portò alla ritrattazione della scoperta nel 2002.[3]

Nel 2006 i ricercatori russi del Joint Institute for Nuclear Research di Dubna e gli americani del Lawrence Livermore National Laboratory in California hanno annunciato nella rivista Physical Review di essere indirettamente riusciti a individuare l'elemento 118 prodotto tramite la collisione degli atomi di californio e calcio[4][5].

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome temporaneo di questo elemento deriva dalla trascrizione latina dei numeri che compongono il suo numero atomico: "un" (1) - "un" (1) - "octio" (8).

Il nome assegnato nel 2016 è stato proposto in onore del professore Jurij Oganesian il quale contribuì notevolmente alle ricerche sugli elementi transattinoidi con la scoperta di elementi superpesanti e altri contributi nella fisica nucleare dei nuclei superpesanti, come ad esempio nella dimostrazione sperimentale dell'esistenza dell'isola di stabilità[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È un elemento sintetico radioattivo, probabilmente gassoso a 298 K (25 °C). Si pensa che l'oganesson dimostri le stesse caratteristiche e proprietà fisico-chimiche del gruppo di elementi cui appartiene, ovvero quello dei gas nobili. Sarebbe il secondo elemento gassoso radioattivo (insieme al radon) e il primo elemento gassoso semiconduttore.

Gli scienziati inoltre non riconoscono questo elemento come gas nobile: sarebbe infatti in grado di formare ossidi stabili (OgO3 e simili) oltre che cloruri e fluoruri. Comunque la sua radioattività determina un'implicita difficoltà nel formare molti composti con altri elementi. Un'altra ipotesi riguarda la forma che l'oganesson assumerebbe qualora fosse presente in natura: si pensa ad uno stato solido e non gassoso, perciò non presenterebbe le normali caratteristiche dei gas nobili, che invece sembra avere il flerovio.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Tre atomi sono stati prodotti per fusione di atomi di 86Kr e 208Pb. Ha emivita brevissima e decade in flerovio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) IUPAC is naming the four new elements nihonium, moscovium, tennessine, and oganesson - IUPAC | International Union of Pure and Applied Chemistry, su IUPAC | International Union of Pure and Applied Chemistry, 08 giugno 2016. URL consultato il 09 giugno 2016.
  2. ^ (EN) Discovery and Assignment of Elements with Atomic Numbers 113, 115, 117 and 118, IUPAC, 30 dicembre 2015. URL consultato il 4 gennaio 2016.
  3. ^ (EN) Rex Dalton, The stars who fell to Earth (PDF), Nature.
  4. ^ (EN) Katherine Sanderson, Heaviest element made - again, su nature-at-news.com, Nature, 17 ottobre 2006. URL consultato il 19 ottobre 2006.
  5. ^ (EN) Phil Schewe e Ben Stein, Elements 116 and 118 Are Discovered, su Physics News Update, American Institute of Physics, 17 ottobre 2006. URL consultato il 19 ottobre 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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