Università degli Studi della Tuscia

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Università degli Studi della Tuscia
Marchio registrato università.jpg
Viterbo Santa Maria in Gradi.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàViterbo
Altre sediCivitavecchia, Tarquinia, Rieti
Dati generali
Nome latinoUniversitas Studiorum Tusciae
Fondazione1979
TipoStatale
RettoreAlessandro Ruggieri
Studenti7 893 (2015/16[1])
SportCUS Viterbo
Mappa di localizzazione
Sito web

L'Università degli Studi della Tuscia è una università statale italiana fondata nel 1979 con sede a Viterbo.

Dal 2013 il Rettore è il prof. Alessandro Ruggieri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sembra che già verso la metà del XIII secolo esistessero a Viterbo studi itineranti, presso i quali si insegnavano le discipline del trivio e del quadrivio. Nell'anno 1546 fu fondato uno Studium per volontà di papa Paolo III Farnese. Questo Studio, che istituiva le cattedre di logica, filosofia, giurisprudenza e medicina, ebbe come sede il Palazzo dei Priori e funzionò, sia pure con qualche breve interruzione, fino al 1581. Più tardi, ai primi dell'Ottocento, fu istituita a Viterbo una scuola medico-chirurgica a livello universitario, che comprendeva anche una cattedra di fisica e chimica. La clinica universitaria, che ebbe sede presso l'Ospedale Grande degli Infermi, funzionò fino al 1853, quando, a seguito della bolla "Quod divina sapientia" di Leone XIII, che riordinava gli Studi dello Stato Pontificio, venne soppressa.

Nel 1969, veniva istituita la Libera Università della Tuscia, con le Facoltà di Magistero, di Economia e Commercio e Scienze Politiche, soppressa nel 1979. I ripetuti tentativi della cittadinanza di fare di Viterbo la sede di un Ateneo sono stati coronati da successo con la creazione dell'Università Statale degli Studi della Tuscia, istituita con legge 3 aprile 1979, n. 122.

Nell'anno accademico 1980/1981 è stata attivata la Facoltà di Agraria e nel 1983, la Facoltà di Lingue e Letterature straniere moderne. Nel 1987 è stata attivata la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali con il corso di laurea in Scienze Biologiche, nel 1990 la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali con l'omonimo corso di laurea e nell'anno accademico 1991/1992, la Facoltà di Economia con il corso di laurea in Economia e Commercio. La Facoltà di Conservazione dei Beni culturali è stato il primo corso di laurea con tale denominazione in Italia. Nell'anno accademico 2002/2003 è stata attivata la Facoltà di Scienze Politiche.

A seguito della legge di riforma dell'università approvata dal Parlamento nel dicembre 2010 (L. 240/2010), dal 18 giugno 2011 le funzioni relative alla progettazione dell'offerta formativa nonché all'organizzazione e gestione della didattica sono state trasferite dalle Facoltà ai Dipartimenti. Dal 1º novembre 2011 le Facoltà sono state completamente sostituite dai Dipartimenti.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

  • Dipartimento di economia e impresa (DEIM)
  • Dipartimento per l'innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (DIBAF)
  • Dipartimento di scienze agrarie e forestali (DAFNE)
  • Dipartimento di scienze dei beni culturali (DISBEC)
  • Dipartimento di scienze ecologiche e biologiche (DEB)
  • Dipartimento di scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo (DISUCOM)
  • Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici (DISTU)

Il dipartimento di economia e impresa, ha sede in via del Paradiso (ex Convento Santa Maria del Paradiso). I dipartimenti DISTU e DISUCOM, hanno sede nel complesso di Santa Maria in Gradi e nel complesso di via San Carlo. La facoltà di Agraria ha sede invece a Velletri in via della Cantina Sperimentale (Specializzazione in Viticoltura, Enologia e Tecniche alimentari).

Sedi distaccate si trovano al Polo Universitario di Civitavecchia, alla Sabina Universitas di Rieti e a Tarquinia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Chiostro rinascimentale presso il rettorato dell'università

Il rettorato e gli uffici amministrativi dell'ateneo si trovano nel complesso di Santa Maria in Gradi, eretto nel 1244 per volere del monaco viterbese Raniero Capocci che, diventato cardinale, la donò ai Domenicani. Santa Maria in Gradi ha importanti monumenti al suo interno, quali il chiostro medievale, l'altro chiostro rinascimentale realizzato verso la fine del Quattrocento, su ordine del frate Domenico Valentini, con al centro una fontana, l'elegante portico davanti alla facciata della chiesa, nella quale fu incoronato papa Urbano IV e dove venne sepolto papa Clemente IV.

Nel XVI secolo la chiesa fu distrutta ma venne ricostruita nel 1700 dai Domenicani, che affidarono il lavoro a Nicolò Salvi, autore della Fontana di Trevi di Roma.[2]

Negli anni il complesso di fu adibito a carcere fino al 1993 quando fu abbandonato ed i detenuti trasferiti in una nuova costruzione. Nel 1996 il complesso venne ceduto gratuitamente dal Ministero all'Università della Tuscia che ne ha curato il restauro; dal 1996 ospita il rettorato e gli uffici amministrativi, dal 2000 la facoltà di Lingue e letterature straniere moderne[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIUR Anagrafe Nazionale Studenti
  2. ^ a b Complesso di Santa Maria in Gradi, Arte Città viterbo. URL consultato il 12-05-2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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