Unity (software)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Unity
software
Logo
Unity 7.3.2 su Ubuntu 15.04
Unity 7.3.2 su Ubuntu 15.04
GenereDesktop environment
SviluppatoreCanonical, community di Ubuntu, community di Ayatana
Ultima versione8 (marzo 2015)
Sistema operativoUbuntu
LinguaggioQML
C++[1]
Vala[1]
ToolkitGTK
LicenzaGNU GPL v3, GNU LGPL v3
(licenza libera)
LinguaMulti-lingua
Sito web

Unity è una shell (interfaccia) per l'ambiente desktop GNOME sviluppata da Canonical per il suo sistema operativo Ubuntu, ha debuttato per la prima volta nella versione 10.10 di Ubuntu Netbook Edition.[2]

La prima versione alpha venne pubblicata nel 2010.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ubuntu ha tradizionalmente utilizzato il completo ambiente desktop fornito da GNOME. Tuttavia, a partire dalla versione 11.04, Mark Shuttleworth, il fondatore di Canonical, ha espresso motivazioni di carattere filosofico a favore del passaggio a Unity.[3] Unity è basata su GNOME e tutti i programmi per questo ambiente continueranno ad essere supportati.

A partire dalla versione 11.04 Unity è diventata l'interfaccia predefinita di Ubuntu, riscontrando un controverso successo: pur essendo tra le interfacce più diffuse nel mondo Linux, sono fiorite diverse distribuzioni (come Linux Mint) volte a riportare l'esperienza "classica" di Gnome 2, nelle quali la versione corrente di Ubuntu viene privata dell'interfaccia Unity a vantaggio di altre, Cinnamon o MATE.

Il 4 marzo 2013 è stato annunciato Unity Next, la nuova versione di Unity, successivamente rinominata Unity 8, portata alle Qt sul nuovo server grafico Mir.

Il 5 aprile 2017 è stato annunciato da Mark Shuttleworth, che a partire dalla versione di Ubuntu 18.04, il Desktop environment predefinito del sistema operativo di casa Canonical Ltd. torna ad essere GNOME e contestualmente, l'abbandono di Unity.[4]

Subito dopo l'annuncio dell'abbandono da parte di Canonical , lo sviluppo di unity8 è stato portato avanti inizialmente dal progetto Yunit e, dal febbraio 2018, dal progetto UBports.[5]

Lo sviluppo è tutt'ora in corso e nel prossimo futuro, grazie ai progressi di Mir, il cui sviluppo è portato avanti da Canonical e da alcuni sviluppatori del progetto UBports, Unity 8 dovrebbe diventare compatibile con il protocollo Wayland.[6]

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

Utilizza le librerie nux (un toolkit basato su OpenGL) e in Ubuntu è implementata con diverse applicazioni di GNOME, utilizzando anche molte dipendenze di tale ambiente desktop. Concepita inizialmente per l'ultilizzo sui netbook (Ubuntu Netbook Remix), si è successivamente notato che funzionalità ritenute inizialmente utili solo per i piccoli schermi fossero adatte anche all'utilizzo in ambito desktop.

Dalla versione di Ubuntu 11.04 le due distribuzioni (quella desktop e quella per netbook) sono state così unificate.[7]

Utilizza Compiz come gestore di finestre. La maggiore velocità di Compiz è stato uno dei motivi principali che ha spinto Canonical a scegliere Unity rispetto a GNOME 3 (che utilizza il compositing Mutter).

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'ambiente desktop Unity è composto da tre componenti principali: il lanciatore, il pannello superiore e la Dash.

Lanciatore

Il lanciatore è posto a sinistra dello schermo e visualizza sia alcune applicazioni da avviare sia quelle attive.

Pannello superiore

Il pannello superiore invece mostra il titolo della finestra attiva e il menù della stessa, nascosto a meno che non vi si porti sopra il mouse. Nel pannello trovano posto anche i cosiddetti "indicatori", generalmente icone per la gestione della sessione, dei messaggi email, delle chat senza risposta, del volume del suono e della eventuale batteria.

Dash

La Dash è una interfaccia per cercare e avviare le applicazioni presenti nel sistema e per la ricerca dei file. Questa interfaccia, richiamabile dalla prima icona del lanciatore, è estendibile tramite le Lens, dei contesti nella quale effettuare la ricerca, un esempio può essere la lens relativa alla ricerca di musica presente nel sistema o alla ricerca di video presenti su YouTube.

Attraverso la pressione del tasto alt di default, viene richiamata un'interfaccia detta HUD (Head-Up Display), che consente di effettuare delle ricerche all'interno del menù dell'applicazione in esecuzione e degli indicatori del pannello, permettendo di effettuare alcune operazioni con una maggiore rapidità.

È anche possibile installare delle applicazioni online, che potranno essere lanciate dal launcher, si interfacceranno con la dash, col menù di messaggistica, col menù del suono, con l'HUD e con altre applicazioni all'interno del sistema; per esempio installando Flickr come applicazione online, compariranno le foto del proprio account fra i risultati della dash e in Shotwell, il programma di default per la gestione delle foto, sarà presente l'opzione per caricare le foto direttamente sul proprio account di Flickr.

Unity 2D[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 gennaio 2011, Canonical ha pubblicato un'anteprima di una versione 2D (quindi senza la necessità di un compositing window manager) di Unity basata su Qt e scritta in QML, questo per permettere anche a chi ha schede video datate o non supportate di usufruire della shell grafica Unity[8]. Una particolarità di Unity 2D rispetto alla controparte 3D, era la possibilità di utilizzare anche solo alcuni dei suoi componenti (come il lanciatore o il pannello superiore) con altri ambienti desktop.

Unity 8[modifica | modifica wikitesto]

Per raggiungere l'obiettivo della così detta "convergenza" del sistema operativo Ubuntu, cioè la possibilità di poterlo usare su più tipologie di dispositivo oltre al tradizionale desktop, Canonical ha deciso di avviare il progetto Unity Next, successivamente chiamato Unity 8, per dotare il proprio sistema operativo di un'interfaccia grafica utile allo scopo. Unity 8 è stato pertanto sviluppato con l'obiettivo di:

  • non richiedere modifiche del codice tra una tipologia di dispositivo e l'altro
  • in grado di adattare, anche dinamicamente, il proprio aspetto in funzione del I/O

La possibilità di dover sviluppare e manutenere un solo codice per più tipologie di I/O, seppur sul lungo termine avrebbe potuto comportare un'elevata efficienza di sviluppo, nell'immediato ha determinato notevoli ritardi dovuti all'aumento della complessità del codice. Lo sviluppo, inizialmente concentrato sulla modalità desktop dell'interfaccia, vista l'intenzione di Canonical, nel 2013, di rilasciare alcuni dispositivi smartphone con Ubuntu Touch, diversi anni è stato spostato sulla modalità Touch dell'interfaccia, adatta cioè ai piccoli schermi degli smartphone. Il rallentamento nello sviluppo della modalità desktop, dove pure è concentrata l'utenza di Ubuntu, e il basso numero di dispositivi smartphone messi in vendita[9], ha rallentato la crescita di una comunità che sostenesse il progetto. Tutto questo, unito alla difficoltà di utilizzare in Ubuntu Touch con nuovi e più moderni kernel (a causa delle limitazioni imposte dai driver usati dai dispositivi ARM), ad un generale scarso interesse da parte dei produttori di dispositivi e all'aumentato interesse di Canonical per gli ambiti Cloud e IoT, ha causato un sempre minore interesse da parte di Canonical nel progetto, decretandone l'abbandono nell'aprile 2017.[10] Subito dopo l'annuncio da parte di Canonical si è fatto un fork del codice, rinominato yunit e portato avanti dall'omonima comunità, e successivamente ripreso, con il suo vecchio nome, dal progetto UBports che fino ad allora ne aveva curato lo sviluppo unicamente per gli smartphone.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Neil Jagdish Patel, ~unity-team/unity/trunk : 573, su bazaar.launchpad.net, novembre 2010. URL consultato il 13 dicembre 2010.
  2. ^ (EN) Ubuntu Unity Interface Tailored for Netbook Screens, ITWorld. URL consultato il 28 ottobre 2010.
  3. ^ (EN) Software / Services Oct 25, 2010 1:20 pm Canonical Ubuntu Splits From GNOME Over Design Issues, PC World Business Center. URL consultato il 28 ottobre 2010.
  4. ^ (EN) Mark Shuttleworth, Growing Ubuntu for cloud and IoT, rather than phone and convergence, su Ubuntu Insights. URL consultato il 7 aprile 2017.
  5. ^ (EN) Canonical's unity 8 desktop revived by ubports with support for ubuntu 18.04 lts, su Softpedia News. URL consultato il 3 settembre 2018.
  6. ^ (EN) Mir Display Server, su mir-server.io. URL consultato il 3 settembre 2018.
  7. ^ (EN) Is Unity the Right Interface for Desktop Ubuntu?, PC World. URL consultato il 28 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2011).
  8. ^ (EN) Bill Filler, Unity 2D, bfiller blog. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  9. ^ (EN) James Plafke, The first Ubuntu phone sold out twice its first day on sale, Extreme Tech. URL consultato il 4 settembre 2018.
  10. ^ (EN) Mark Shuttleworth, Growing Ubuntu for cloud and IoT, rather than phone and convergence, Ubuntu Blog. URL consultato il 4 settembre 2018.
  11. ^ (EN) Marius Nestor, Unity 8 Now Has a New Home Over at UBports, Development Will Start Very Soon UBports team is keeping Unity 8 alive for mobile devices, Softpedia News. URL consultato il 4 settembre 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]