Unità equivalente ad album

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Album-equivalent unit negli USA, secondo la Recording Industry Association of America

Per unità equivalente ad album (in lingua inglese album-equivalent unit) si intende un'unità di misura utilizzata dall'industria musicale per calcolare le vendite dei dischi prendendo in considerazione i download digitali e gli stream delle singole tracce in aggiunta alle tradizionali vendite di album interi. Il concetto è stato introdotto negli anni 2010 per rispondere al drastico calo della vendita di dischi e alla presa piede delle piattaforme di streaming come metodo di consumo della musica.

L'utilizzo delle unità equivalenti ad album ha trasformato le classifiche da liste degli album più venduti a liste degli album più popolari.[1] L'International Federation of the Phonographic Industry ha introdotto questo termine a partire dal 2013, utilizzando le unità equivalenti ad album come parametro di misura per gli artisti più popolari dell'anno. Al 2019, quasi tutte le classifiche degli album e tutte le classifiche ufficiali dei singoli più popolari in un determinato paese si basano sulle unità equivalenti ad album.

Utilizzo nelle classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti e Canada[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 13 dicembre 2014 la Billboard 200, la classifica degli album statunitense, ha iniziato a contare, oltre alle vendite pure, anche le unità equivalenti ad album. 10 tracce scaricate digitalmente e 1500 riproduzioni in streaming su una vasta selezione di piattaforme (Spotify, Apple Music, Google Play, YouTube, Xbox Music, SoundCloud e altre) sono diventate l'equivalente di una copia di album venduta. I termini TEA (track-equivalent album) e SEA (streaming-equivalent album) sono impiegati per distinguere le unità equivalenti generate da download di tracce e da riproduzioni in streaming. Billboard ha continuato a pubblicare una classifica degli album più venduti considerando solo le copie pure, chiamata Top Album Sales.[2] 1989 di Taylor Swift è stato il primo album in vetta alla Billboard 200 aggiornata, con 281.000 vendite pure e 58.000 unità equivalenti, per un totale di 339.000 copie vendute.[3] L'8 febbraio 2015 la compilation Now That's What I Call Music! 53 è diventata il primo album nella storia della classifica a non raggiungere la vetta della Billboard 200, pur essendo l'album più venduto della settimana.[4]

A luglio 2018 Billboard ha aggiustato le soglie per lo streaming per differenziare fra servizi a pagamento come Spotify Premium, Apple Music e Amazon Music Unlimited e gratuiti come l'opzione con pubblicità di Spotify, SoundCloud e YouTube. Da allora 1250 riproduzioni in streaming premium e 3750 gratuite equivalgono ad una copia di album venduta.[5]

Regno Unito e Irlanda[modifica | modifica wikitesto]

L'Official Charts Company, gestita dalla British Phonographic Industry, include le riproduzioni in streaming nell'Official Singles Chart e nell'Official Albums Chart da marzo 2015. La decisione è stata presa in seguito al raddoppiamento degli stream a livello nazionale nell'ultimo anno dai 7,5 miliardi nel 2013 ai 15 miliardi nel 2014. Secondo la metodologia britannica, si contano i 12 brani più riprodotti dell'album, ad esclusione dei due più popolari, le cui riproduzioni vengono normalizzate alla media degli stream delle altre tracce dell'album per evitare che i singoli gonfino eccessivamente il successo del disco. Il totale è diviso per 1000 ed è aggiunto alle vendite "pure" dell'album.[6] Nel 2017 la British Phonographic Industry ha riportato che lo streaming era stato responsabile del 50,4% del consumo di musica totale annuale.[7] L'Irish Recorded Music Association ha adottato un sistema identico a quello britannico per l'Irish Singles Chart e per l'Irish Albums Chart.[8]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

La Bundesverband Musikindustrie, che si occupa delle certificazioni tedesche e delle Offizielle Deutsche Charts, tiene conto delle riproduzioni in streaming a partire da febbraio 2016. Dato che le classifiche tedesche si basano non sulla quantità di dischi venduti ma sul ricavo generato dalle vendite, solo gli stream premium vengono contati. Almeno 6 canzoni dell'album devono essere riprodotte perché possano essere trasformate in vendita; il massimo di tracce contate è 12. Come accade nel Regno Unito, gli stream reali delle due tracce più riprodotte non vengono contati, ma vengono fatti equivalere alla media delle riproduzioni delle tracce successive per evitare che dei singoli di successo trainino da soli le vendite di un disco.[9][10]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia è la Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) a stilare le classifiche nazionali e ad assegnare le certificazioni. Il concetto di unità equivalente ad album è stato introdotto nel 2015, quando lo streaming ha iniziato a contare per le classifiche e certificazioni italiane; per via della rapida crescita delle piattaforme di streaming e delle conseguenti certificazioni inflazionate, dal 2018 vengono contati solo gli stream premium. Un download digitale equivale a 130 riproduzioni in streaming premium, mentre 10 tracce scaricate o 1300 stream premium formano una copia di album venduta; se una sola traccia di un album forma più del 70% dei suoi stream totali, gli ascolti di questa verranno ignorati.[11]

Polonia[modifica | modifica wikitesto]

La Związek Producentów Audio-Video (ZPAV), l'associazione dell'industria musicale polacca, pubblica settimanalmente la classifica degli album più venduti a livello nazionale e si occupa delle certificazioni. In Polonia, a partire dal 28 febbraio 2017, dieci tracce scaricate e 2500 stream di qualunque tipo equivalgono alla vendita di una copia di un album, mentre 250 stream corrispondono ad un download digitale per i singoli brani.[12]

Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione dell'industria musicale ungherese Magyar Hangfelvétel-kiadók Szövetsége (MAHASZ) responsabile della pubblicazione delle classifiche nazionali, secondo il regolamento vigente dal 1º gennaio 2018, fa equivalere alla vendita di un album 4 vendite di CD singolo, 10 vendite digitali di tracce, 1000 stream premium, e 5000 stream gratuiti.[13]

Utilizzo nelle certificazioni musicali[modifica | modifica wikitesto]

Paese Stream per unità di album Ente Note
Austria Austria 1000 (solo premium) IFPI Austria[14] Vengono prese in considerazione solo le unità totalizzate dalle dieci tracce che vanno dalla terza alla dodicesima più riprodotta dell'album settimana dopo settimana; le unità risultanti dalle due tracce più ascoltate non contano per l'album.
Brasile Brasile 5000 Pro-Música Brasil[15] Vengono contate anche le unità totalizzate prima della pubblicazione dell'album.
Canada Canada 1500 Music Canada[16] Vengono contate anche le unità totalizzate prima della pubblicazione dell'album.
Danimarca Danimarca 1000 IFPI Danmark[17]
Francia Francia 1500 (solo premium) Syndicat national de l'édition phonographique[18] Gli stream della traccia più riprodotta vengono dimezzati.
Germania Germania 2000 (premium)
20000 (ad-supported)
Bundesverband Musikindustrie[19] Solo gli ascolti delle 12 canzoni più ascoltate del disco settimana per settimana sono tenuti in considerazione. Gli stream delle due tracce più riprodotte vengono trasformati nella media delle riproduzioni di tutte le canzoni dell'album.
India India 1000 (stream audio)
3000 (stream video)
Indian Music Industry[20] Vengono contate anche le unità totalizzate prima della pubblicazione dell'album.
Irlanda Irlanda 1000 Irish Recorded Music Association[8] Solo gli ascolti delle 12 canzoni più ascoltate del disco settimana per settimana sono tenuti in considerazione. Gli stream delle due tracce più riprodotte vengono trasformati nella media delle riproduzioni di tutte le canzoni dell'album.
Italia Italia 1300 (solo premium) Federazione Industria Musicale Italiana[11] Se una sola traccia di un album forma più del 70% dei suoi stream totali, le unità risultanti non verranno contate.
Norvegia Norvegia 1000 IFPI Norge[21] Vengono contate anche le unità totalizzate prima della pubblicazione dell'album.
Paesi Bassi Paesi Bassi 2150 Nederlandse Vereniging van Producenten en Importeurs van beeld- en geluidsdragers[22] Vengono contate anche le unità totalizzate prima della pubblicazione dell'album.
Polonia Polonia 2500 Związek Producentów Audio-Video[12]
Regno Unito Regno Unito 1000 British Phonographic Industry[6] Solo gli ascolti delle 12 canzoni più ascoltate del disco settimana per settimana sono tenuti in considerazione. Gli stream delle due tracce più riprodotte vengono trasformati nella media delle riproduzioni di tutte le canzoni dell'album.
Rep. Ceca Rep. Ceca 1500 ČNS IFPI[23]
Slovacchia Slovacchia 1500 ČNS IFPI[23]
Stati Uniti Stati Uniti 1500 Recording Industry Association of America[24] Vengono contate anche le unità totalizzate prima della pubblicazione dell'album.
Sudafrica Sudafrica 1200 Recording Industry of South Africa[25]
Ungheria Ungheria 1000 (premium)
5000 (ad-supported)
Magyar Hangfelvétel-kiadók Szövetsége[12]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Hugh McIntyre di Forbes ha notato che il conteggio delle riproduzioni in streaming per classifiche e certificazioni ha portato alcuni artisti a pubblicare dischi con liste tracce eccessivamente lunghe.[26] Lo stesso problema è stato portato a galla da Brian Josephs, autore per la rivista Spin, che ha affermato: "Se sei un artista pop conosciuto in cerca di successo, puoi teoricamente ingannare il sistema includendo una ventina di canzoni in un album per aumentarne le unità equivalenti e quindi le vendite, approfittando degli ascoltatori che vogliono sentire il disco per intero." Ha portato come esempio Heartbreak on a Full Moon di Chris Brown, pubblicato a ottobre 2017 e contenente 45 tracce.[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Keith Caulfield, Drake's 'Views' Rules at No. 1 for Fifth Week on Billboard 200 Chart, Billboard. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  2. ^ (EN) Gary Trust, Billboard 200 Makeover: Album Chart to Incorporate Streams & Track Sales, Billboard. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  3. ^ (EN) Taylor Swift's '1989' Returns to No. 1 on Revamped Billboard 200, Billboard. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  4. ^ (EN) Ryan Book, Now 53 Outsells Taylor Swift, Becomes First Record to Top Albums Chart but Not Billboard 200; Kid Ink Cracks Top 10, Music Times. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  5. ^ (EN) Ben Sisario, The Music Industry's Math Changes, but the Outcome Doesn't: Drake Is No. 1, The New York Times. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  6. ^ a b (EN) Rob Copsey, UK's Official Albums Chart to include streaming data for first time, Official Charts Company. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  7. ^ (EN) Rob Copsey, Drake's Official Top 40 most streamed songs, Official Charts Company. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  8. ^ a b (EN) Rules for Chart Eligibility for the IRMA Official Charts - Albums (PDF), Irish Recorded Music Association. URL consultato il 15 aprile 2020.
  9. ^ (DE) Andreas Potzel, Deutsche Album-Charts integrieren Premium-Streaming, su musikmarkt.de. URL consultato il 4 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 1° febbraio 2016).
  10. ^ (DE) Volker Briegleb, Deutsche Album-Charts jetzt auch mit Streaming-Zahlen, Heise. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  11. ^ a b Nota metodologica, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 4 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2019).
  12. ^ a b c (PL) regulamin przyznawania wyróżnień, Związek Producentów Audio-Video. URL consultato il 4 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2019).
  13. ^ (HU) Arany- és platinalemezek › Mi számít arany- és platinalemeznek?, Magyar Hangfelvétel-kiadók Szövetsége. URL consultato il 4 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2019).
  14. ^ (DE) RICHTLINIEN FÜR DIE PRÄMIERUNG VON TONTRÄGERN UND BILDTONTRÄGERN IN ÖSTERREICH (PDF), IFPI Austria. URL consultato il 15 aprile 2020.
  15. ^ (PT) Tabela de Níveis de Certificação Pro-Música, Pro-Música Brasil. URL consultato il 9 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2018).
  16. ^ (EN) Gold/Platinum FAQ, Music Canada. URL consultato il 15 aprile 2020.
  17. ^ (DA) GULD & PLATIN, IFPI Danmark. URL consultato il 15 aprile 2020.
  18. ^ (FR) À propos des certifications, Syndicat national de l'édition phonographique. URL consultato il 15 aprile 2020.
  19. ^ (DE) RICHTLINIEN FÜR GOLD/PLATIN–MELDUNGEN (PDF), Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 15 aprile 2020.
  20. ^ (EN) Gold and Platinum Awards, Indian Music Industry. URL consultato l'11 settembre 2020.
  21. ^ (NO) Gull og platina, IFPI Norge. URL consultato il 15 aprile 2020.
  22. ^ (NL) REGLEMENT GOUD/PLATINA 2020 (PDF), Nederlandse Vereniging van Producenten en Importeurs van beeld- en geluidsdragers. URL consultato il 15 aprile 2020.
  23. ^ a b (CS) Metodika sestavování týdenních žebříčků a hitparád (PDF), ČNS IFPI. URL consultato il 15 aprile 2020.
  24. ^ (EN) RIAA DEBUTS ALBUM AWARD WITH STREAMS, Recording Industry Association of America. URL consultato il 15 aprile 2020.
  25. ^ (EN) Certification Levels, Recording Industry of South Africa. URL consultato il 15 aprile 2020.
  26. ^ (EN) Hugh McIntyre, How Longer Albums And Streaming Giants Are Manipulating The Charts, Forbes. URL consultato il 4 febbraio 2019.
  27. ^ (EN) Brian Josephs, Why Does Chris Brown's New Album Have 40 Songs?, Spin. URL consultato il 4 febbraio 2019.

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