Unione donne italiane

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Unione donne italiane
AbbreviazioneUDI
Tipono-profit
Fondazione1945
Sede centraleItalia Roma
Sito web

L'Unione donne italiane (UDI) è un'associazione femminile di promozione politica, sociale e culturale, senza fini di lucro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1943 erano stati creati i Gruppi di difesa della donna diretti da Rina Piccolato, riunendo gruppi femminili e donne antifasciste d'ogni provenienza con lo scopo di mobilitare le masse femminili contro l'occupazione. Dai gruppi escono le prime gappiste, le partigiane combattenti, le staffette tanto che i Gruppi vennero ufficialmente riconosciute con il loro organo clandestino Noi donne dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia[1].

Nel settembre 1944 a Napoli vengono poste le basi dell'UDI e anch'essa partecipa alla Resistenza[2].

L'Unione Donne Italiane si costituisce ufficialmente il 1º ottobre 1945 e pochi giorni dopo il primo congresso nazionale vede i Gruppi di difesa della donna confluire nell'unione per creare la più grande organizzazione per l'emancipazione femminile italiana. In essa confluisce anche l'Associazione femminile per la pace e la libertà fondata dalla partigiana e scultrice Velia Sacchi[3],

Nel 1947 al termine del secondo congresso viene eletta presidente dell'UDI la comunista Maria Maddalena Rossi. Segretaria generale è la socialista Rosa Fazio Longo[4]. Nel comitato d'onore vengono chiamate Rita Montagnana, Ada Gobetti e Lina Merlin più tardi prima firmataria, della norma che mise fuori legge le case di tolleranza. A dirigere l'UDI viene creato anche un direttivo di 27 donne e un consiglio nazionale di 150 componenti[5].

Nel 1982 viene avviata una rifondazione che porta a una nuova struttura[6]. Di fatto viene accantonato un modello organizzativo che in quel momento contava su 210mila donne comuniste, socialiste e cattoliche distribuite in 84 sedi provinciali e 1235 circoli[7].

Il 29 novembre 2003 assume il nome di Unione Donne in Italia[8].

L'UDI nel territorio italiano[modifica | modifica wikitesto]

L'UDI ha sede a Roma e gruppi attivi in quasi tutte le regioni d'Italia[9].

Congressi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • I Congresso - Firenze, 20-23 ottobre 1945 - Le donne nella partecipazione alla vita pubblica, nella lotta, nella ricostruzione.
  • II Congresso - Milano, 19-23 ottobre 1947 - Per una famiglia felice, pace e lavoro.
  • III Congresso - Roma, 14-16 ottobre 1949 - Per l'avvenire dei nostri figli, per la libertà e il progresso d'Italia: no alla guerra.
  • IV Congresso - Roma, 10-12 aprile 1953 - Per la dignità e la sicurezza della tua vita; per la tua serenità di sposa e di madre; per la libertà e il progresso della patria; per la pace nel mondo.
  • V Congresso - Roma, 12-15 aprile 1956 - Congresso della donna italiana per l'emancipazione della donna, per una società più progredita.
  • VI Congresso - Roma, 7-10 maggio 1959 - Per l'emancipazione della donna, una grande associazione autonoma e unitaria.
  • VII Congresso - Roma, 4-7 giugno 1964 - Unità ed emancipazione delle donne per il progresso della società.
  • VIII Congresso - Roma, 1º-4 novembre 1968 - Lottare per contare, contare per cambiare.
  • IX Congresso - Roma, 1º-3 novembre 1973 - Dimensione donna: nuovi valori, nuove strutture nella società.
  • X Congresso - Roma, 19-22 gennaio 1978 - La mia coscienza di donna in un grande movimento organizzato per cambiare la nostra vita.
  • XI Congresso - Roma, 20-23 maggio 1982 - Noi donne che ci ribelliamo, trasgrediamo, usciamo dalle case, parliamo tra di noi, ci organizziamo. La nostra politica è liberazione.
  • XII Congresso - Firenze, 4-6 giugno 1988 - Diamo voce alle nostre differenze: pratiche e teorie UDI a confronto; Roma, 21-23 ottobre 1988 - La forza di quelle che siamo – La forza di quello che siamo.
  • XIII Congresso - San Benedetto del Tronto, 18-20 novembre 1994
  • XIV Congresso - Roma, 23-24 novembre 2002; Modena, 8-9 febbraio 2003; Roma, 12-13 aprile 2003
  • XV Congresso - Bologna, 21-23 ottobre 2011
  • XVI Congresso - Roma, 7-8 maggio 2016

Presidenti nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marisa Rodano, Memorie di una che c'era. Una storia dell'UDI, Milano, Il Saggiatore, 2010. ISBN 978-88-428-1618-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]