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Union générale

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Union générale
StatoFrancia (bandiera) Francia
Forma societariaSociété anonyme
Fondazione1878 a Lione
Chiusura1882
Sede principaleFrancia
SettoreBanca

L'Union générale è stata una banca d'affari cattolica francese fondata nel 1878 da Paul Eugène Bontoux e fallita repentinamente nel 1882 con gravi conseguenze economiche e sociali.

Il fondatore della banca fu Paul Eugène Bontoux (1820-1904), un ingegnere francese che a partire dal 1860 aveva diretto compagnie ferroviarie nell'Impero austro-ungarico, fra cui la Ferrovia Trieste-Vienna di proprietà dei Rothschild. Ritornato in Francia aveva avuto successo nel 1874 con la creazione di una società finanziaria per l'acquisto e la gestione di miniere di lignite in Austria; era stato infine eletto al parlamento francese nel collegio di Gap nelle elezioni del 1877, ma l'elezione era stata poi invalidata per brogli.

L'Union générale venne fondata a Lione da Bontoux nel 1879 come una banca d'affari avente come obiettivi soprattutto il finanziamento e la gestione di nuove linee ferroviarie nei Balcani. Dal punto di vista del diritto societario, l'Union générale era una société anonyme, corrispondente grosso modo a una attuale società per azioni, con un capitale sociale di 25 milioni di Franchi Francesi (FF) e un valore nominale di ciascuna azione di 500 FF[1]. Acquirenti delle azioni furono soprattutto cattolici e legittimisti, residenti nella regione Rodano-Alpi attorno a Lione e a Saint-Étienne, convinti che le azioni dell'Union générale fossero «un buon affare e un'opera pia»[2]. Fra gli acquirenti vi erano numerosi sacerdoti e la stessa Santa Sede, poiché il cardinale segretario di Stato di papa Leone XIII, Ludovico Jacobini, aveva conosciuto e apprezzato Bontoux quando era nunzio apostolico a Vienna[3]. La banca nel 1881 finanziò con 100 milioni di FF la costruzione della prima linea ferroviaria in Serbia, la Belgrado-Vranje. Acquistò compagnie assicurative, azioni, creò la Société lyonnaise des eaux et de l'éclairage (Società lionese delle acque e dell'illuminazione) e predispose il finanziamento di grandi opere in Nord Africa, in Austria Ungheria e nell'Impero ottomano.

Il successo dell'Union générale fu rapido e imponente; altrettanto veloce fu il crollo e quindi il fallimento, le cui cause sono ancora oggetto di discussione. La vicenda della banca è giudicata uno dei primi esempi di bolla speculativa: il valore delle azioni, fissato alla borsa di Lione a 3050 FF il 4 gennaio 1882, scese a 1300 FF il 19 gennaio e a 540 FF il 31 gennaio, nonostante l'acquisto massivo di azioni da parte della stessa Union générale[4]. Il 4 gennaio 1882 il governo austro-ungarico aveva rifiutatto all'Union générale il permesso per la creazione di una Banca marittima di Trieste. Qualche anno dopo Bontoux, il quale fu condannato a 5 anni di carcere, scrisse un memoriale nel quale diede la colpa del fallimento alla guerra mossagli dai Rothschild e da altri finanzieri ebrei[5]; il fallimento dell'Union générale, oltre alle intuibili conseguenze economiche disastrose per gli investitori, contribuì a diffondere una forma populista e anticapitalista di antisemitismo[6]. Ha commentato lo storiografo Jean Bouvier:

«La magistratura e il governo francese sono stati solleciti, non ad "assassinare" Bontoux, ma più semplicemente a sbarazzarsene. Non c'è stato nessun "assassinato": la vittima era già moribonda»
  1. Eugene N. White, "The krach of 1882 and the Bourse de Paris", Sixth European Historical Economics Society Conference, Istanbul, 9-10 Sept. 2005 (pdf Archiviato il 23 settembre 2015 in Internet Archive.)
  2. Jean Bouvier, Op. cit., p. 31
  3. Giancarlo Zizola, "Dal sospetto alla politica dei media", Mélanges de l'Ecole française de Rome. Italie et Méditerranée, anno 1998, volume 110, Num. 110-2, pp. 643-680 (pdf)
  4. Jean Bouvier, Op.cit., pp. 142-146
  5. Eugene Bontoux, L'Union générale: sa vie, sa mort, son programme, Paris: Savine, 1888
  6. Carlo Fumian, Verso una società planetaria. Alle origini della globalizzazione, Roma: Donzelli, 2003, p. 113 (Google libri)
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