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Under the Bridge

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Under the Bridge
Under the Bridge.png
Screenshot tratto dal video del brano
Artista Red Hot Chili Peppers
Tipo album Singolo
Pubblicazione 27 febbraio 1992
Durata 4:21
Album di provenienza Blood Sugar Sex Magik
Genere Alternative rock
Etichetta Warner
Produttore Rick Rubin
Formati CD, 7", download digitale
Certificazioni
Dischi d'oro Italia Italia[1]
(vendite: 15 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[2]
(vendite: 7 500+)
Dischi di platino Australia Australia[3]
(vendite: 70 000+)
Regno Unito Regno Unito[4]
(vendite: 600 000+)
Stati Uniti Stati Uniti[5]
(vendite: 1 000 000+)
Red Hot Chili Peppers - cronologia
Singolo precedente
(1991)
Singolo successivo
(1992)

Under the Bridge è una canzone dei Red Hot Chili Peppers contenuta nell'album Blood Sugar Sex Magik (1991) e pubblicata come singolo il 27 febbraio 1992 dall'etichetta discografica Warner.[6] Il cantante Anthony Kiedis scrisse il testo per esprimere la solitudine e lo sconforto che provava e per riflettere sugli stupefacenti e il loro impatto sulla sua vita, inserendo inoltre numerosi riferimenti alla sua città, Los Angeles. Kiedis inizialmente pensava che Under the Bridge non sarebbe entrata nel repertorio dei Red Hot ed era restio nel mostrarla ai suoi compagni di band fino a quando il produttore Rick Rubin non lo implorò di farlo. Il resto della band invece apprezzò il testo e scrisse la parte musicale.

La canzone divenne un successo critico e commerciale e riuscì a rimanere per ventisei settimane nella Billboard Hot 100, la classifica dei 100 singoli più venduti e più trasmessi dalle radio negli Stati Uniti, arrivando anche al secondo posto. Questo brano ha contribuito a far entrare la band nel mainstream e, in parte, anche all'uscita del chitarrista John Frusciante dalla band, poiché preferiva che il gruppo mantenesse una mentalità underground. La canzone è diventata fonte di ispirazione per molti artisti e rimane una componente fondamentale del rock alternativo della prima metà degli anni novanta.

Origini e registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il produttore Rick Rubin
(EN)

« I thought it was beautiful. I said "We've got to do this."[7][8][9] »

(IT)

« Pensavo che fosse bella. Dissi "Dobbiamo farla." »

(Rick Rubin)

Il produttore di Blood Sugar Sex Magik, Rick Rubin, visitava regolarmente Kiedis per discutere del materiale che aveva scritto per l'album.[10] Mentre sfogliava un quaderno di Kiedis, Rubin trovò Under the Bridge e subito si interessò a quel testo, suggerendo a Kiedis di mostrarla al resto della band. Il cantante fu poco propenso a seguire il suggerimento di Rubin perché sentiva che il testo era troppo emotivo e diverso dallo stile dei "peperoncini"[11]. Dopo aver mostrato, cantando, la canzone al chitarrista John Frusciante e al bassista Flea, Kiedis ricorda che "si alzarono, si diressero verso i loro strumenti e iniziarono a cercare il ritmo e gli accordi per abbinarlo con la chitarra."[11] Frusciante scelse gli accordi, che suonò nell'introduzione della canzone, per bilanciare la tristezza del testo e disse: «Il mio cervello la interpretò come una canzone davvero triste tanto che pensai che se il testo è davvero triste dovrei scrivere degli accordi che sono più felici.»[12] Frusciante e Kiedis lavorarono per diversi giorni sulla canzone e, dopo la registrazione, Rubin pensò che la grande ed epica outro avrebbe tratto beneficio da un folto gruppo di cantanti. Frusciante perciò invitò nello studio di registrazione Gail, sua madre, e le sue amiche, ognuna delle quali cantò nel coro.[8]

Testo e significato[modifica | modifica wikitesto]

Kiedis scrisse gran parte del testo della canzone in un periodo in cui si sentiva turbato; infatti era da circa tre anni che non faceva uso di droghe e sentiva che questo lo aveva allontanato dal resto della band. Mentre il gruppo lavorava su Blood Sugar Sex Magik, Frusciante e Flea spesso fumavano marijuana insieme, ignorando e trascurando decisamente Kiedis. Per questo, Kiedis ritenne che Frusciante "non era più nel suo mondo".[9] Guidando verso casa dopo le prove nell'aprile 1991, Kiedis sentì un profondo senso di smarrimento. Lo stato di depressione in cui era entrato poi gli ricordava la dipendenza dall'eroina e dalla cocaina nel corso del rapporto che aveva avuto con l'ex fidanzata Ione Skye. La depressione che stava vivendo, insieme ai ricordi di Skye e al precedente uso di stupefacenti, lo portò a stress emotivo: «la solitudine che sentivo scatenò ricordi del mio tempo con Ione e di come avessi avuto questo bellissimo angelo di una ragazza che era disposto a darmi tutto il suo amore, e invece di abbracciarlo, sono stato in centro con quei cazzo di gangsters sparandomi speedball sotto un ponte.»[9]

La downtown di Los Angeles, raffigurata sulla copertina del singolo.[13]

Il sentimento di alienazione di Kiedis dai suoi compagni lo portarono a credere che la città di Los Angeles fosse il suo unico compagno: «Sentii un legame inespresso tra me e la mia città. Avrei passato così tanto tempo a vagare per le strade di Los Angeles e per le colline di Hollywood che sentivo ci fosse un'entità non umana, forse lo spirito delle colline e della città, che era dalla mia parte e si prendeva cura di me.»[7][9] La strofa "Sometimes I feel like / My only friend / Is the city I live in / The City of Angels / Lonely as I am / Together we cry" mostra un collegamento diretto tra l'isolamento di Kiedis e il senso di suscettibilità. Nonostante queste emozioni, Kiedis credeva che la sua vita fosse migliore senza la dipendenza dalle droghe, dicendo alla rivista Rolling Stone che «non importava quanto fossi triste o solitario, le cose erano un milione per cento migliori rispetto a due anni prima, quando ero con la droga tutto il tempo. Non c'è alcun confronto.»[7] L'ideologia ottimista ha dato alla luce il ritornello della canzone:

(EN)

« I don't ever want to feel
Like I did that day
Take me to the place I love
Take me all the way »

(IT)

« Non voglio mai più sentirmi
Come mi sono sentito quel giorno
Portami nel posto che io amo
Portami là »

Il luogo dove ama essere sono i suoi amici e familiari.[7][14] La strofa successiva al ritornello tratta dei duri effetti dei farmaci sulla vita di Kiedis;[15] questa strofa illustra infatti i suoi sforzi per entrare in un territorio di una gang sotto un ponte per l'acquisto di droga, fingendo che la sorella di uno dei membri della gang fosse la sua fidanzata per essere ammesso all'interno del gruppo. Anche se acquistò con successo le droghe, Kiedis ritiene che questo momento sia uno dei peggiori della sua vita, come ha dimostrato il livello al quale era disposto a scendere per alimentare la sua dipendenza.[7][15] Per questo motivo, il cantante si rifiuta di riconoscere la posizione del ponte, anche se egli osserva che è nel centro di Los Angeles.[7]

Musica e composizione[modifica | modifica wikitesto]

Under the Bridge è eseguita in un tempo in 4/4 nella tonalità di Re Maggiore, spostandosi in quella di Mi maggiore dopo l'introduzione del primo verso.[16] Il brano segna un importante cambiamento nello stile di Kiedis, che aveva trascorso gran parte della sua carriera cantando rapidamente a causa della sua limitata capacità di raggiungere le note alte.[17] La canzone inizia con Frusciante che suona un'introduzione moderatamente lenta, per la quale il chitarrista ha dichiarato di essere stato influenzato dalla canzone Andy Warhol di David Bowie.[17] Quando Kiedis inizia a cantare, il riff della chitarra diventa più rapido e blocca il brano; il silenzio è rotto dall'hi-hat e dal cross-stick di Chad Smith con un ritmo moderatamente veloce.[16] Frusciante prese in prestito un accordo di settima in Mi maggiore dalla canzone Rip Off della band glam rock T. Rex del 1971; Frusciante a cuor leggero ha osservato che «ho fregato una canzone chiamata Rip Off. Ho pensato che era interessante.»[17]

Il cantante Anthony Kiedis, autore di Under The Bridge

La canzone continua con un'altra strofa ed il successivo ritornello, quando nel brano comincia a suonare il basso. Dopo il verso successivo la chitarra segna di nuovo una pausa prima dell'inizio del coro. Il secondo ritornello passa in un verso diverso, dove Chad Smith comincia a suonare la batteria, e Kiedis canta "Take me all the way / Yeah/ Yeah-e-yeah / Oh no, no". Un coro, la cui presenza è stata aggiunta per rendere il suono finale più epico, canta "Under the bridge downtown", a cui Kiedis risponde: "Is where I drew some blood[...]I could not get enough[...]Forgot about my love[...]I gave my life away".[8] Quando il coro, Kiedis e la batteria si fermano, Frusciante e Flea suonano l'outro fino alla fine.

Pubblicazione e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il primo singolo estratto da Blood Sugar Sex Magik fu Give It Away,[18] che raggiunse il primo posto della Alternative Songs alla fine del 1991.[19] La band non prevedeva che Under the Bridge sarebbe stato un successo, ma capì il potenziale rendimento commerciale. La Warner Bros. Records inviò dei rappresentanti ad un concerto dei Red Hot per determinare quale canzone sarebbe dovuta essere il prossimo singolo. Quando Frusciante iniziò a suonare Under the Bridge, Kiedis perse l'attacco e tutto il pubblico cominciò a cantare la canzone. Kiedis disse di essere «mortificato perché ho fatto una cazzata di fronte ai rappresentanti della Warner [...] Mi sono scusato per quella cazzata, ma dissero "cazzata"? Stai scherzando? Quando ogni singolo bambino ad un concerto canta una canzone, quello è il nostro prossimo singolo.»[20] Under the Bridge diventò il secondo singolo estratto dall'album nel marzo del 1992. Passò ventisei settimane nella Billboard Hot 100, piazzandosi al secondo posto. Il singolo fu certificato con il disco di platino dalla Recording Industry Association of America.[20][5]

La risposta della critica a Under the Bridge fu universalmente positiva. David Fricke del Rolling Stone, per esempio, ha dichiarato che la canzone è "un'aspra e insolitamente pensierosa ballata", commentando che la canzone "ha portato la band nella top 10".[21] Nel 2002, la rivista Kerrang! mise la canzone al sesto posto della classifica 100 Greatest Singles of All Time.[22] Under The Bridge è al numero 180 della lista 1001 Best Songs, Ever della rivista Q.[23] Life l'ha inclusa nella classifica 40 Years of Rock & Roll, 5 Songs Per Year 1952–1991, per l'anno 1991. La canzone è stata classificata al quindicesimo posto da VH1 nella classifica 100 Greatest Songs of the 90s.[24]. Rolling Stone ed il canale musicale MTV hanno compilato una lista delle 100 Greatest Pop Songs Since The Beatles nel 2000, con il brano che fu posizionato al 54º posto.[25] Under the Bridge è stata anche classificata al 98º posto nella lista dei 500 migliori brani musicali secondo Rolling Stone.[26]

Video musicale[modifica | modifica wikitesto]

Gus Van Sant, regista del video di Under The Bridge

Il videoclip di Under the Bridge fu diretto dal regista Gus Van Sant, che ha fotografato la band durante il loro soggiorno allo studio di registrazione The Mansion e ha fornito la direzione artistica di Blood Sugar Sex Magik.[27] Van Sant conosceva Flea perché il bassista aveva avuto un ruolo nel suo film Belli e dannati del 1991. I membri della band rispettavano Van Sant sia come persona che come artista e si esaltarono quando accettò di dirigere il video di Under the Bridge.[28] Flea considera il video come "la cosa che davvero ci ha fatto sfondare nel mainstream americano e in tutto il mondo della cultura pop".[12]

Il video è stato girato per le strade di Los Angeles e in uno studio di registrazione. Le immagini cominciano con Frusciante in piedi su un piedistallo, indossando vestiti scelti dalla fidanzata del cantante del tempo, Toni Oswald; una camicia a strisce bianche e rosse con un colletto marrone, pantaloni kaki, scarpe marroni, e un cappello multicolore con pom-pom e lupi bianchi cuciti nel mezzo. Suona una Fender Jaguar del 1966 sullo sfondo di un deserto; la chitarra usata nel video è attualmente esposta all'Hard Rock Cafe di Caracas.[29] Frusciante ricorda la reazione sorpresa, seppur favorevole, di Van Sant: «quando andai [nello studio] Gus Van Sant è stato il solo a guardarmi e disse "Dio, sono così felice che abbia indossato quel cappello. Sono così felice che abbia indossato quella camicia. Oh! Quei pantaloni sono fantastici, sono contento che tu li abbia indossati."».[12] Il video segna un cambiamento significativo nell'inquadratura su Frusciante: lui non volle più saltare intorno con fervore come aveva fatto negli altri video della band.[12]

Quando Kiedis inizia a cantare, appare sulla telecamera inondata di luce viola con stelle fluorescenti blu come sfondo, circondato da nuvole. Successivamente l'immagine della skyline della città di residenza di Van Sant, Portland, si sovrappone dal suo mento verso il basso. Flea e Smith poi appaiono, mentre suonano i propri strumenti. Queste scene sono accoppiate con scene in cui Kiedis cammina per le strade di Los Angeles, con indosso una t-shirt bianca con la scritta "To Hell And Back" stampata sulla parte davanti; mentre cammina, la telecamera si sofferma su varie persone. Questo, secondo Kiedis, era vitale; sentiva che la sola parte in studio non avrebbe sufficientemente trasmesso le emozioni: «la prima volta che girammo [il video], era tutto in uno studio e questo non sembrò catturare tutto quello che c'era bisogno di catturare. C'era bisogno di più; c'era bisogno che tutto fosse combinato con una cosa esterna, le strade-di-Los-Angeles.»[12] Verso la fine, si vede Kiedis correre lungo il fiume di Los Angeles al rallentatore, con sullo sfondo l'esplosione di una bomba atomica. Il video termina con varie immagini sovrapposte della band, seguite da Frusciante che suona solo su un piedistallo, questa volta con un'immagine rovesciata dell'oceano al posto del cielo.

MTV trasmise molte volte il video di Under the Bridge;[30] agli MTV Video Music Awards del 1992 i Red Hot Chili Peppers vinsero grazie a questo video la categoria "Breakthrough Video" e "Viewers Choice Best Video"; la stessa band vinse nella categoria "Best Art Direction" grazie al video di Give It Away.[31] I Red Hot erano inoltre stati candidati nelle categorie "Best Video", "Best Group" e "Best Direction".[31][32]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

CD-Maxi (Warner 9362-40358-2)[33]
  1. Under the Bridge (LP Version) - 4:34
  2. Sikamikanico - 3:25
  3. Give It Away (12" Mix) - 6:02
  4. Give It Away (Rasta Mix) - 6:47
7" Single (Warner 5439-19010-7 [de])[33]
  1. Under the Bridge (LP Version) - 4:34
  2. Sikamikanico - 3:25

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1992) Posizione
Australia[38] 9
Belgio (Fiandre)[39] 14
Germania[40] 39
Nuova Zelanda[41] 7
Paesi Bassi[42] 6
Stati Uniti[43] 8

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Versione delle All Saints[modifica | modifica wikitesto]

Under the Bridge
Artista All Saints
Tipo album Singolo
Pubblicazione 27 aprile 1998
Durata 5:03
Album di provenienza All Saints
Genere Adult contemporary music[44]
Dance pop[44]
Urban[44]
Teen pop[44]
Etichetta London
Produttore Nellee Hooper, Karl Gordon
Certificazioni
Dischi d'argento Francia Francia[45]
(vendite: 125 000+)
Dischi d'oro Australia Australia[46]
(vendite: 35 000+)
Regno Unito Regno Unito[47]
(vendite: 400 000+)
All Saints - cronologia
Singolo precedente
(1997)
Singolo successivo
(1998)

Una versione del brano è stata registrata nel 1997 dal gruppo pop britannico All Saints, pubblicata come singolo nel 1998 in alcuni paesi come doppio singolo insieme alla cover di un'altra celebre canzone, Lady Marmalade.

Questa cover del brano è stata inserita nell'album di debutto del gruppo, l'eponimo All Saints, ed è stata prodotta da Nellee Hooper e Karl Gordon.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

7" Single (London LON 408 [uk])[48]
  1. Under the Bridge - 5:03
  2. Lady Marmalade ('98 Remix) - 4:03
CD-Maxi (London 570 175-2 / EAN 0731457017524)[48]
  1. Under the Bridge - 5:03
  2. Lady Marmalade ('98 Remix) - 4:03
  3. No More Lies (98) - 4:08
  4. Lady Marmalade (Henry & Hayne's Lo Jam Mix) - 6:51
  • Extra: Under the Bridge (Video)

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1998) Posizione
massima
Australia[49] 5
Austria[49] 28
Belgio (Fiandre)[49] 33
Belgio (Vallonia)[49] 12
Finlandia[49] 10
Francia[49] 31
Germania[49] 37
Irlanda[50] 3
Norvegia[49] 16
Nuova Zelanda[49] 4
Paesi Bassi[49] 18
Regno Unito[51] 1
Svezia[49] 16
Svizzera[49] 24

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra versione del brano, oltre alla cover realizzata dalle All Saints, è stata incisa dal chitarrista messicano Carlos Santana, che l'ha inclusa nel suo diciottesimo album Guitar Heaven: The Greatest Guitar Classics of All Time.[52]. La canzone Bedrock Anthem di "Weird Al" Yankovic è una parodia sia di Under The Bridge che di Give It Away, altro pezzo famoso dei Red Hot; della prima traccia, Bedrock Anthem riprende solo l'introduzione e il primo verso.

Nel 2009, il trio di Stanley Clarke ha fatto una reinterpretazione della canzone ed è stata inclusa nell'album "Jazz In The Garden"[53][54] La band hip hop Gym Class Heroes ha eseguito Under The Bridge per la raccolta Punk Goes '90s, un album in cui sono state inserite delle canzoni popolari negli anni novante, eseguite da artisti contemporanei.[55] La Royal Philharmonic Orchestra ha riarrangiato Under the Bridge in molte occasioni.[55] Mos Def ha incluso il verso iniziale del singolo dei Red Hot Chili Peppers nella sua canzone Brooklyn, inclusa nell'album Black on Both Sides.[55]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Certificazioni, Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 18 settembre 2014.
  2. ^ Dean Scapolo, The Complete New Zealand Music Charts: 1966–2006, Wellington, Dean Scapolo and Maurienne House, 2007, ISBN 978-1-877443-00-8.
  3. ^ (EN) This Week In...1992, ARIA Charts. URL consultato il 18 settembre 2014.
  4. ^ (EN) Certified Awards, British Phonographic Industry. Digitare "Red Hot Chili Peppers" in "Keywords", dunque premere "Search".
  5. ^ a b (EN) Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 18 settembre 2014.
  6. ^ (EN) Scheda del singolo, Allmusic.com. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  7. ^ a b c d e f Intervista dei Red Hot al Rolling Stone, classic-web.archive.org, 25 giugno 1992.
  8. ^ a b c Apter, 2004, p. 226
  9. ^ a b c d Kiedis, Sloman, 2004, pp. 265–266
  10. ^ Kiedis, Sloman, 2004, pp. 266–268
  11. ^ a b Kiedis, Sloman, 2004, p. 267
  12. ^ a b c d e The Making of "Under the Bridge"; Red Hot Chili Peppers Greatest Hits
  13. ^ Sulla copertina del singolo è raffigurata una veduta della downtown: in primo piano è visibile il Sixth Street Viaduct, in secondo piano il Fourth Street Bridge e sullo sfondo sono presenti il municipio e l'Hall of Justice.
  14. ^ Red Hot Chili Peppers Funky Monks. Warner Bros. Records. Maggio 1992.
  15. ^ a b Apter, 2004, pp. 223–225
  16. ^ a b Blood Sugar Sex Magik Guitar Recorded Versions, pp. 51–55
  17. ^ a b c John Frusciante Live In Amsterdam. 8 febbraio 2001
  18. ^ Kiedis, Sloman, 2004, pp. 280–281
  19. ^ a b c d e (EN) Red Hot Chili Peppers - Chart history, Billboard. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  20. ^ a b Apter, 2004, pp. 234–235
  21. ^ Blood Sugar Sex Magik Review, rollingstone.com, 21 gennaio 2008.
  22. ^ 100 Greatest Singles of All Time, Kerrang!. URL consultato il 21 gennaio 2008.
  23. ^ "1001 Greatest Songs of All Time." Q. Dicembre 2002.
  24. ^ 100 Songs of the 90s, VH1, novembre 2007.
  25. ^ "100 Greatest Pop Songs Since The Beatles." Rolling Stone. 7 dicembre 2000.
  26. ^ Rolling Stone - The 100 Greatest Guitar Songs of All Time. Consultato il 24 gennaio 2011.
  27. ^ Note di copertina di Blood Sugar Sex Magik.
  28. ^ Apter, 2004, p. 230
  29. ^ Hard Rock Cafe Caracas, hardrock.com. URL consultato il 13 aprile 2011.
  30. ^ Apter, 2004, pp. 244–249
  31. ^ a b "Red Hot Chili Peppers Top at MTV VMA's." Worcester Telegram & Gazette. 11 settembre 1992.
  32. ^ Hastings, Deborah (9 luglio 1992). "Red Hot Chili Peppers Lead Nominations." Associated Press.
  33. ^ a b Under the Bridge, Italiancharts.com. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  34. ^ a b c d e f (NL) Red Hot Chili Peppers - Under the Bridge, Ultratop. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  35. ^ (EN) Top Singles - Volume 55, No. 25, June 20 1992, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  36. ^ (EN) The Irish Charts - Search the charts: Red Hot Chili Peppers, Irish Recorded Music Association. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  37. ^ (EN) Red Hot Chili Peppers - Official Chart History, Official Charts Company. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  38. ^ (EN) ARIA Charts - End Of Year Charts - Top 50 Singles 1992, ARIA Charts. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  39. ^ (NL) Jaaroverzichten 1992, su Ultratop.be/nl, ULTRATOP & Hung Medien. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  40. ^ (DE) Single – Jahrescharts 1992, offiziellecharts.de. URL consultato il 19 ototbre 2013.
  41. ^ (EN) Top Selling Singles of 1992, Recording Industry Association of New Zealand. URL consultato il 19 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2015).
  42. ^ (NL) Jaaroverzichten 1992, su dutchcharts.nl. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  43. ^ (EN) Billboard Top 100 - 1992, longboredsurfer.com. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  44. ^ a b c d (EN) Scheda del singolo nella versione delle All Saints, allmusic.com. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  45. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 18 settembre 2014.
  46. ^ (EN) ARIA Charts - Accreditations - 1998 Singles, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 18 settembre 2014.
  47. ^ (EN) Certified Awards, British Phonographic Industry. Digitare "All Saints" in "Keywords", dunque premere "Search".
  48. ^ a b Under the Bridge (All Saints), Italiancharts.com. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  49. ^ a b c d e f g h i j k l (NL) All Saints - Under the Bridge, Ultratop. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  50. ^ (EN) The Irish Charts - Search the charts: All Saints, Irish Recorded Music Association. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  51. ^ (EN) All Saints - Official Chart History, Official Charts Company. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  52. ^ La versione di Santana di Under The Bridge, Italiancharts.com. URL consultato il 4 gennaio 2011.
  53. ^ Jazz in the Garden, All Music Guide. URL consultato il 6 maggio 2011.
  54. ^ The Stanley Clarke Trio Jazz in the Garden, su All That Jazz.
  55. ^ a b c 'Under the Bridge' List of Covers, Allmusic. URL consultato il 27 aprile 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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