Una vita (Svevo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Una vita
Italo Svevo.jpg
Svevo nei primi del Novecento
AutoreItalo Svevo
1ª ed. originale1892
GenereRomanzo
Lingua originale italiano
AmbientazioneTrieste, fine Ottocento
ProtagonistiAlfonso Nitti

Una vita è il primo romanzo di Italo Svevo, pubblicato dall'editore Vram nel 1892.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Alfonso Nitti, giovane intellettuale con aspirazioni letterarie, lascia il paese natale, dove vive con la madre, e si trasferisce a Trieste, trovando un avvilente impiego come bancario.

Un giorno viene invitato a casa del banchiere Maller, e qui conosce Macario, un giovane sicuro di sé con cui Alfonso fa amicizia, e Annetta, figlia di Maller, anch'ella interessata alla letteratura, con la quale Alfonso inizia una relazione. Sul punto di sposarla però, Alfonso fugge, così da poter cambiare vita, e torna al paese d'origine, dove la madre, già gravemente malata, muore.

Alfonso torna quindi a Trieste, e venendo a conoscenza che Annetta si è fidanzata con Macario, decide di vivere una vita di contemplazione, lontano dalle passioni. Alfonso vorrebbe cancellare l'odio che ha provocato nella famiglia Maller, tuttavia non solo fallisce in questo proposito, bensì riesce persino ad aggravare ulteriormente la situazione. Quando, in seguito all'ennesimo equivoco con la famiglia Maller, si trova a dover sfidare a duello il fratello di Annetta, sceglie di suicidarsi e di porre così fine alla sua vita di disadattato, pensando che Annetta pianga infine sulla sua tomba.

Genesi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente venne intitolato Un inetto, forse per meglio evidenziare la psicologia del personaggio principale e, in un certo senso, il pessimismo tipico dello scrittore, ma il titolo venne poi rifiutato dall'editore e modificato in Una vita, che riprende fra l'altro il titolo di un noto libro di Guy de Maupassant, senza però avere con questo relazioni di trama o di tematiche trattate. La sua stesura iniziò nel 1888. Venne rifiutato dalla casa editrice Treves, e venne poi pubblicato nel 1892 dall'editore Vram, a spese dello stesso autore.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo presenta indubbi legami con la letteratura francese dell'Ottocento (tuttavia l'identità del titolo con il romanzo di Guy de Maupassant del 1883 è casuale, a detta dello stesso Svevo). In particolare è evidente l'influenza del Realismo francese della prima metà dell'Ottocento nella figura dell' "arrampicatore sociale", che richiama Il rosso e il nero di Stendhal e Papà Goriot di Balzac, e soprattutto del Naturalismo francese nella ricostruzione degli ambienti.

Centrale è poi la psicologia del protagonista: a causa della sua inettitudine, l'intellettuale è in conflitto con l'ambiente borghese, verso il quale ha un complesso di superiorità, ed è incapace di comunicare. Il disagio interiore è caratterizzato da frustrazione ed autoinganno. Da questo punto di vista nel romanzo convivono il determinismo positivista e l'analisi psicologica, che lo distaccano dai canoni del caso clinico presenti nel Naturalismo.

Nel protagonista, ovviamente, non c'è traccia della grandezza epica degli eroi suicidi romantici, come lo Jacopo Ortis di Foscolo e il Werther di Goethe, né dei "vinti" del ciclo di Giovanni Verga.

Tecnica narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Il narratore è esterno (terza persona), critico verso il protagonista. Il punto di vista è interno del protagonista, emerge attraverso il monologo interiore. Il tempo segue l'ordine cronologico della vita del protagonista.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura