Un fiume amaro

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Un fiume amaro
ArtistaIva Zanicchi
Autore/iMikīs Theodōrakīs
GenereMusica d'autore
Pubblicazione originale
IncisioneUn fiume amaro/Tienimi con te
Data1970
Durata5:47

Un fiume amaro è un brano musicale scritto da Mikīs Theodōrakīs con i testi di Sandro Tuminelli. La canzone uscì come singolo nel 1970 di Iva Zanicchi.[1]

O Kaimòs[modifica | modifica wikitesto]

Il brano originale in greco ο Καημός (O Kaimòs), che tradotto significa anelito o desiderio, fu scritto nel 1962 da Mikīs Theodōrakīs sul testo del paroliere Dimitris Christodoulou (1924 - 1991), uno dei massimi rappresentanti della εθνικò τραγοùδι (poesia musicata o anche canzone nazionale). Fu pubblicata nell'album Όμορφη Πόλη (Bella città) di Grīgorīs Mpithikōtsīs (1922 - 2005).

Iva accetta di cantare la canzone perché Sandro Tuminelli si dimostra capace di rendere un metro non sempre facile da adattare musicalmente. Ne viene fuori una bella canzone d’amore, nella quale la protagonista si duole in segreto del tradimento consumato dall’amato. La parola greca Καημός sarebbe stata di difficilissima traduzione in italiano, in quanto significa propriamente “bruciore”, “qualcosa che brucia”; indica il sentirsi bruciare di desiderio e di rimpianto, o di colpa.

In realtà Mikīs Theodōrakīs si rivolge alla stessa Grecia, ferita dall’avvento al potere dei Colonnelli. L’amarezza che lui prova - il fiume amaro che sente scorrere dentro di sé - è quella causata dal constatare che, una parte dei greci ha tradito, appoggiando quel regime, le istanze di libertà in precedenza espresse da quel popolo.

Iva Zanicchi dirà:

«Dopo aver inciso un disco con le canzoni di Mikis Theodorakis, anche gli altri autori hanno creduto che il mio genere fosse quello delle canzoni tristi, senza pensare che quelle di Theodorakis erano tetre perché scritte in un momento particolare della sua vita, quando cioè era in carcere... Effettivamente le sue canzoni mi hanno tirato fuori una vena malinconica e triste che non sapevo di avere. Comunque di politica non capisco niente: ho cantato quelle canzoni perché mi sembravano adatte alla mia voce.»

[2]

Successo e classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Il brano, scelto quale singolo di lancio dell'album Caro Theodorakis... Iva, viene presentato da Iva in una puntata del programma televisivo Senza rete e, poi, riproposto alla semi-finale di Canzonissima dello stesso anno, riuscendo, così, ad arrivare in finale.[3]

Entra nella top 10, all'8ª posizione, nella settimana del 26 dicembre 1970[4], e vi rimarrà a pianta stabile per altre sedici settimane, fino a quella del 24 aprile del 1971[5]. Vende oltre un milione di copie[6], diventando, in assoluto, uno dei maggiori successi di tutta la carriera dell'artista.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Discografia Nazionale della Canzone Italiana, su discografia.dds.it.
  2. ^ Galleria della canzone italiana, su galleriadellacanzone.it. URL consultato il 7 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2015).
  3. ^ Il video di Canzonissima 1970, su youtube.com.
  4. ^ Classifiche settimanali del 1970, su hitparadeitalia.it.
  5. ^ Classifiche settimanali del 1971, su hitparadeitalia.it.
  6. ^ La carriera di Mikis Theodorakis, su radioswisspop.ch.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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