Un boss in salotto

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Un boss in salotto
Un boss in salotto.png
Rocco Papaleo in una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno2014
Durata90 min
Rapporto2.35:1
Generecommedia
RegiaLuca Miniero
SoggettoFederica Pontremoli
SceneggiaturaLuca Miniero
ProduttoreRiccardo Tozzi, Marco Chimenz, Giovanni Stabilini
Casa di produzioneCattleya
Distribuzione in italianoWarner Bros. Entertainment Italia
FotografiaFederico Angelucci
MontaggioValentina Mariani
MusicheUmberto Scipione
ScenografiaMonica Vittucci
CostumiFiamma Bedendo
TruccoBarbara Pellegrini
Interpreti e personaggi

Un boss in salotto è un film commedia del 2014 diretto da Luca Miniero, con Rocco Papaleo, Paola Cortellesi e Luca Argentero.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

«Si dice sempre che Napoli deve cambiare, ma perché non cambiate anche Mantova, Rovigo, Aosta?»

(Incipit del film da una frase di Massimo Troisi)

Michele Coso, sua moglie Cristina e i loro due figli, Vittorio e Fortuna, vivono felici a Bolzano in un bel quartiere residenziale. Ma una notizia inaspettata sconvolge presto la loro routine. La polizia, infatti, convoca Cristina in caserma e qui la donna scopre che suo fratello Ciro è stato arrestato con l'accusa di essere un boss della Camorra. Ma non è tutto. La polizia afferma anche che Ciro, come da lui stesso richiesto, debba trascorrere gli arresti domiciliari a casa di Cristina. All'arrivo di Ciro si stupiscono tutti in quanto Cristina aveva detto a marito e figli che era morto e rimangono sconvolti quando lui conferma di essere un boss. Ciro scopre, però, che la vita dei Coso non è così felice: Michele è in debito con un usuraio per dare a Cristina un tenore di vita che il suo stipendio da grafico pubblicitario non può permettersi, mentre Cristina è frustrata perché non riesce a entrare nell'élite della città. Vittorio invece, ha un pessimo rendimento scolastico, è tormentato dai bulli e preso di mira dal preside. Come se non bastasse, Vittorio riceve dal preside una sospensione ingiusta dopo che questi si difende da un bullo, mentre al bullo non viene fatto nulla solo perché figlio di Carlo Manetti, l'imprenditore più importante della città e capo di Michele. Una volta a conoscenza della situazione Ciro che tiene davvero ai suoi famigliari, esorta Michele a dire alla moglie dell'usuraio e tenta di spaventare il preside di Vittorio, tagliandogli le ruote dell'auto. Per sbaglio però, taglia le ruote dell'auto di Michele che si spaventa e decide di non dire niente a Cristina. Per scusarsi del comportamento di Vittorio, Michele e Cristina invitano a cena Carlo Manetti e sua moglie, ma la cena si rivela un vero disastro per colpa di Ciro che, su richiesta di sua sorella, si finge maggiordomo e inizia a servire gli ospiti. I Manetti finiscono così per alzarsi e andarsene arrabbiati, promettendo ripercussioni ai Coso. Dopo qualche settimana dalla permanenza di Ciro, i telegiornali parlano della famiglia Coso, mostrandoli tutti insieme e dicendo che Ciro è un pericoloso boss mafioso. Da quel giorno tutti compresi i Manetti iniziano a temerli, ma anche a rispettarli, infatti, Michele riceve una promozione, Vittorio diventa popolare a scuola e Cristina riesce a entrare nell' élite della città. Quando tutto sembra finalmente andare per il meglio, Cristina scopre in televisione che Ciro non è altri che un camorrista sconosciuto e di basso rango, quindi tutti tornano a disprezzare i Coso, anche più di prima, ma i due fratelli fanno pace e Cristina accetta le sue origini napoletane, facendosi chiamare col suo vero nome, Carmela.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Per questo film viene proposta la diretta streaming delle riprese, il 30 maggio 2013, senza l'utilizzo di filtri né effetti, cosa finora inedita per una produzione cinematografica italiana.[1] Buona parte del film è stata girata in Alto Adige, in particolare a Bolzano, Merano, Appiano, Bressanone e a San Candido.[2][3]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer del film viene diffuso il 22 novembre 2013 dal canale YouTube della Warner Bros.[4] Il film esce nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 1º gennaio 2014.[5]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ottiene un ottimo riscontro dal pubblico, guadagnando 3 942 693€ solo nel primo weekend,[6] e complessivamente 12 165 653€.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fabio Fusco, Un boss in salotto: in streaming sul set del film, Movieplayer.it, 31 maggio 2013. URL consultato il 26 novembre 2013.
  2. ^ Davide Pasquali, Un boss in salotto, tutto bolzanino, su altoadige.gelocal.it, 4 gennaio 2014. URL consultato il 28 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2015).
  3. ^ 'Un boss in salotto', la protagonista è Bolzano, su video.gelocal.it, 3 gennaio 2014. URL consultato il 28 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2015).
  4. ^ Trailer, Warner Bros. su You Tube. URL consultato il 26 novembre 2013.
  5. ^ gennaio 2014 Film uscita 1 gennaio 2014, su mymovies.it. URL consultato il 28 settembre 2015.
  6. ^ Classifica Top20 Italia del week-end del 03/01/2014, su mymovies.it. URL consultato il 28 settembre 2015.
  7. ^ Classifica Top20 Italia del week-end del 31/01/2014, su mymovies.it. URL consultato il 28 settembre 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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