Umberto di Savoia-Aosta (2009)

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Umberto di Savoia
Principe di Piemonte

Per le vicende relative alla questione dinastica, si veda qui.

Stemma
Predecessore Umberto II d'Italia
Nascita Neuilly-sur-Seine, 7 marzo 2009
Dinastia Casa Savoia
Padre Aimone di Savoia-Aosta
Madre Olga di Grecia
Religione Cattolica

Umberto di Savoia (Neuilly-sur-Seine, 7 marzo 2009) è un membro di Casa Savoia.

È il primo figlio maschio di Aimone di Savoia-Aosta. La sua posizione nella linea di successione al trono d'Italia è oggetto di controversia. Ha un fratello, Amedeo, nato nel 2011, creato Duca degli Abruzzi, ed una sorella, Isabella, nata nel 2012.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita e battesimo[modifica | modifica wikitesto]

Umberto di Savoia-Aosta è nato a Neuilly-sur-Seine, primo figlio di Aimone di Savoia-Aosta ed Olga di Grecia.[2]

È stato battezzato a Giuggianello il 18 luglio 2009 dal sacerdote Alessandro di Borbone Due Sicilie. Suo padrino è stato Carlo Radicati di Primeglio, mentre la madrina è stata Maria Gabriella di Savoia,[3] che fu anche presente al matrimonio dei suoi genitori nel 2008 e a quello dei nonni materni nel 1965.[4] Il suo secondo padrino è stato Erik Bugulov, politico e imprenditore russo.

La posizione nella dinastia[modifica | modifica wikitesto]

La posizione di Umberto di Savoia-Aosta nella gerarchia di Casa Savoia è controversa a causa della contesa sulla linea di successione al trono d'Italia. A lui sono associati due diversi ordini di successione al trono d'Italia, dato che è in atto una disputa fra il nonno Amedeo di Savoia-Aosta ed il lontano cugino di quest'ultimo, Vittorio Emanuele di Savoia. Umberto di Savoia-Aosta è secondo in linea di successione considerando il nonno Amedeo come legittimo pretendente al trono d'Italia, mentre è quarto nella linea di successione che riconosce il primato a Vittorio Emanuele.

La Corona d'Italia è ereditata per primogenitura in accordo alla legge salica, e ciò significa che solo i discendenti maschi possono accedere al trono. Vittorio Emanuele ha un solo figlio maschio, Emanuele Filiberto, che, a sua volta, ha solo due figlie femmine, le quali non potranno diventare, in futuro, capo di Casa Savoia e pretendenti al trono d'Italia.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Umberto di Savoia Padre:
Aimone di Savoia
Nonno paterno:
Amedeo di Savoia
Bisnonno paterno:
Tomislavo II di Croazia
Trisnonno paterno:
Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta
Trisnonna paterna:
Elena d'Orléans
Bisnonna paterna:
Irene di Grecia
Trisnonno paterno:
Costantino I di Grecia
Trisnonna paterna:
Sofia di Prussia
Nonna paterna:
Claudia d'Orléans
Bisnonno paterno:
Enrico d'Orléans
Trisnonno paterno:
Giovanni d'Orléans
Trisnonna paterna:
Isabella d'Orléans
Bisnonna paterna:
Isabella d'Orléans-Braganza
Trisnonno paterno:
Pietro d'Alcantara d'Orléans-Braganza
Trisnonna paterna:
Elisabetta Dobrzensky de Dobrzenicz
Madre:
Olga di Grecia
Nonno materno:
Michele di Grecia-Danimarca
Bisnonno materno:
Cristoforo di Grecia-Danimarca
Trisnonno materno:
Giorgio I di Grecia
Trisnonna materna:
Ol'ga Konstantinovna Romanova
Bisnonna materna:
Francesca d'Orléans
Trisnonno materno:
Giovanni d'Orléans
Trisnonna materna:
Isabella d'Orléans
Nonna materna:
Marina Karella
Bisnonno materno:
Theodoros Karellas
Trisnonno materno:
Demetrio Karellas
Trisnonna materna:
Anastasia Manos
Bisnonna materna:
Elly Chalikiopoulos
Trisnonno materno:
Luis Chalikiopoulos
Trisnonna materna:
Maria Papaleos

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 marzo 2009, due giorni dopo la nascita, ad Umberto venne assegnato da suo nonno paterno il titolo di principe di Piemonte.[2] Tale titolo è contestato da Emanuele Filiberto di Savoia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nota dell'Ufficio Araldico della Casa di Vittorio Emanuele (PDF). URL consultato il 9 marzo 2012.
  2. ^ a b Unione Monarchica Italiana - Pagine dedicata a Umberto di Savoia-Aosta. URL consultato il 9 marzo 2012.
  3. ^ (EN) Christening of Prince Umberto of Savoy. URL consultato il 9 marzo 2012.
  4. ^ (FR) Michel et Marina de Grece: Trente Ans de Bonheur in Point de Vue, 14 febbraio 1995, p. 17.