Ultime parole

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando le "ultime parole famose" nella loro accezione ironica, ovvero frasi celebri smentite dal corso degli eventi, vedi Ultime parole famose.

Le ultime parole sono le parole finali articolate da una persona poco prima della morte o quando il momento della morte si avvicina. Spesso le parole finali delle persone celebri sono state inventate per conferire una maggiore solennità alla morte dell'uomo.[1] Specie nell'antichità, le ultime parole venivano frequentemente attribuite ad un personaggio illustre, da storici o scrittori dell'epoca. Il caso più famoso è probabilmente quello di Socrate, le cui ultime parole vengono riportate da Platone nel Fedone:

« O Critone, dobbiamo sacrificare un gallo ad Esculapio. Dateglielo, non dimenticatevene.[2] »

Anche la Bibbia riporta alcune ultime parole celebri, come quelle di Sansone (Giudici 16, 30), Davide (2 Samuele 23,1-7), Gesù (Marco 15,34-37) e Stefano (Atti 7,59-60).

In passato le ultime parole venivano raccolte in antologie a scopo educativo e riguardavano soprattutto martiri, criminali e infedeli; attualmente esse sono oggetto di collezionismo e rivelano spesso qualcosa in merito all'età in cui era vissuto il morituro. Una grande fetta delle parole finali è sicuramente quella delle note dei suicidi, anche se, al contrario di quanto si possa pensare, soltanto il 15% di essi lascia una nota[3]. Diverse sono le opinioni in merito al valore reale delle "ultime parole". Karl Marx, ad esempio, sembrerebbe aver risposto così alla governante che lo esortava a pronunciare le ultime parole in maniera che lei potesse appuntarle:

« Vai fuori di qui! Le ultime parole vanno bene per gli sciocchi che non hanno detto abbastanza in vita.[4] »

Di diverso avviso era invece Mark Twain:

« Un uomo illustre dovrebbe far attenzione alle sue ultime parole... scriversele su un pezzo di carta e farle giudicare dai suoi amici. Certo non dovrebbe lasciare una cosa del genere all'ultima ora della sua vita.[3] »

Fra le ultime parole di personaggi immaginari, sono particolarmente celebri quelle pronunciate dall'androide Roy Batty in Blade Runner: «Io ne ho viste cose che voi umani...».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adriano Sofri, Quel testamento sulla nostra morte, la Repubblica, 14 febbraio 2004. URL consultato il 7 maggio 2013.
  2. ^ Beniamino Placido, Sublime anzi senile, la Repubblica, 5 dicembre 1993. URL consultato il 7 maggio 2013.
  3. ^ a b Gabriele Pantucci, Che lingua corta, dal latino agli sms. Le comunicazioni in miniatura, la Repubblica, 28 luglio 2010. URL consultato il 7 maggio 2013.
  4. ^ (DE) Frank Schweizer, Wie Philosophen sterben, Dr. Bachmaier Verlag, 2003, p. 279, ISBN 3-931680-42-8.

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