Ugo Ferrandi

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Ugo Ferrandi (Novara, 6 gennaio 1852Novara, 28 ottobre 1928) è stato un esploratore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuto come uno dei più grandi geografi-esploratori del novarese, nacque da una ricca famiglia di proprietari terrieri.

Intraprese gli studi classici presso il Collegio Nazionale di Novara ma, respinto agli esami di licenza ginnasiale nell'anno scolastico 1867-68, frequentò prima la scuola tecnica e l'istituto tecnico di Novara e poi l'istituto nautico di Genova, diventando ben presto capitano di lungo corso a soli 22 anni.

Seppur giovanissimo infatti aveva deciso di imbarcarsi a bordo di un veliero mercantile diretto verso il Mar Rosso in qualità di semplice mozzo ma ben presto le sue qualità lo portarono a conseguire la patente di capitano.

Tuttavia, lasciò ben presto l'uniforme del marinaio per entrare come agente nella casa Bienenfeld, che aveva allora le sue sedi in Aden e nell'Harar. Si stabilì così sulla costa somala dove fu impegnato in commerci costieri a Mogadiscio ed in Arabia.

Ferrandi fu amico e compagno di Vincenzo Filonardi, esploratore dell'Uebi Scebeli e del territorio compreso tra Mogadiscio e Brava, partecipò alle prime azioni italiane negli scali del Benadir. Venuto a conoscenza della partenza dall'Italia della spedizione del generale Alessandro Asinari di San Marzano per vendicare l'eccidio di Dogali, lasciò la Somalia e si recò in Eritrea, dove lavorò come consigliere e corrispondente di diversi giornali. Rimasto in Eritrea fino al maggio del 1888, quando le truppe italiane rientrarono ed il governo della colonia passò al generale Baldissera.

Ferrandi poi si trasferì di nuovo a Brava, progettando inedite esplorazioni in quella parte dell'Africa sotto influenza italiana. Nel febbraio del 1889 lavorò nell'Harar da dove inviava informazioni alla Società d'Esplorazione Commerciale di Milano sulle condizioni nelle quali si trovava il Paese da poco occupato dagli scioani. Le buone qualità dimostrate dal Ferrandi in queste sue relazioni, spinsero la Società di Esplorazione Commerciale ad affidargli il compito di effettuare ripetuti viaggi di conoscenza della costa somala.

Il Ferrandi visitò tutti gli scali di quella costa fino a Brava, da dove si propose poi di raggiungere il territorio della Goscia, arrivando fino al corso del fiume Giuba all'altezza di Bardera. L'esplorazione avrebbe dovuto offrire le conoscenze necessarie per una futura penetrazione politica ed economica nell'interno della Somalia. Non minore importanza aveva lo stabilire fin da allora buone relazioni commerciali con i capi locali al fine di soddisfare le esigenze dei soci della Società di Esplorazione Commerciale che erano alla continua ricerca di nuovi mercati.

Tra il 1880 e il 1887 venne iniziato in Massoneria nella Loggia Ugo Foscolo di Novara[1].

Nel 1893 fu incaricato di effettuare un'ulteriore esplorazione nella zona, sempre per conto della Società milanese ma d'accordo con la Società Geografica Italiana, sotto gli auspici della quale si stava allestendo in quell'anno la spedizione Bottego che da Berbera, attraverso la Somalia, si proponeva di verificare la direzione del corso del fiume Omo per giungere alle sorgenti del Giuba, spedizione di cui entrerà in contatto diverse volte.

Nel 1895 il Ferrandi raggiunse Lugh, rimasto in Somalia a servizio della Società colonizzatrice del Benadir e fu chiamato a partecipare alla seconda spedizione Bottego, con l'incarico di stabilire una stazione italiana proprio a Lugh della quale fu posto al comando. Rimase in quella città fino al 1897 ed il suo volume Lugh emporio commerciale sul Giuba, pubblicato dalla Società Geografica Italiana nel 1903, costituisce un importante contributo alla conoscenza storica e geografica dell'interno della Somalia.

Terminato l'incarico, il Ferrandi non abbandonò la Somalia ma vi rimase per alcuni anni ancora al comando della stazione di Bardera dove fu impegnato nell'amministrazione e in numerose azioni militari. A Lugh ritornò nel 1910 e tre anni più tardi fu nominato dal Governo residente Commissario dell’Alto Giuba ed in seguito della Somalia settentrionale (la località poi verrà chiamata Lugh Ferrandi in suo onore).

Tuttavia non rimase a lungo in questo ufficio e, superati i settant'anni, nel 1923, tornò nella nativa Novara dove morì il 26 ottobre del 1928.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, p. 119.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Maria Gavello, ''Ugo Ferrandi, esploratore novarese, Novara, Tipografia La cupola, 1975.
  • Francesco Surdich, Ugo Ferrandi in Dizionario Biografico degli Italiani, XLVI, Roma, a cura dell'Istituto Enciclopedia Italiana, 1996, pp. 440-443.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2772185 · ISNI (EN0000 0000 6150 1950 · SBN IT\ICCU\SBLV\012617 · LCCN (ENn78023694 · BNF (FRcb15367337g (data) · BAV ADV12037193
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